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Dieci punti per battere il virus

“Il Covid non spaventa”. Il decalogo di Vaia contro la liturgia del terrore

Il direttore dell’Istituto Spallanzani di Roma mette in fila i punti per prepararsi all’autunno: “Bisogna essere ottimisti”

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Ci vuole calma e sangue freddo, cantava qualcuno un po’ di anni fa. Il coronavirus esiste, mica nessuno dice il contrario. Però va affrontato nel modo giusto, senza liturgia del terrore di sorta o regole irrazionali su mascherine no, mascherine sì, mascherine forse.

Francesco Vaia, che di lavoro fa il direttore dell’istituto Spallanzani e che di casi covid ne ha visti eccome, ha redatto un decalogo proprio per evitare che il virus torni a colpirci duramente a settembre, ma anche per ridare all’epidemia il giusto posto. E permettere agli italiani di tornare a vivere. “È un’ottima notizia il possibile aggiornamento del vaccino – dice all’Adnkronos – Il virus endemico non deve spaventare”. Cosa fare dunque da qui all’autunno che verrà? Bisogna spaventarsi, parlando di 100mila casi al giorno come fa Walter Ricciardi? No, ecco i 10 punti di Vaia secondo cui “l’Italia ha dimostrato di potercela fare”, bisogna “essere ottimisti” e soprattutto “il virus è endemico e non deve spaventare“.

1) “Il virus responsabile del Covid è ormai con noi e almeno per adesso non ci lascerà. Ma un eventuale aumento dei casi non deve allarmare”;

2) “Le varianti non devono spaventarci: vanno individuate, isolate e studiate”;

3) “Occorre avere al più presto vaccini anti-Covid e terapie antivirali e monoclonali aggiornati alle varianti”;

4) “Non si può più perdere tempo ma da subito e finalmente si deve programmare un piano d’azione per l’autunno. Facciamo come le formichine operose e non sprechiamo tempo”;

5) “Il piano d’azione deve mettere in sicurezza innanzitutto le scuole, i trasporti e i luoghi della socialità. Ogni scuola deve essere dotata di impianti di ventilazione meccanica moderni, così come teatri e cinema”;

6) “Oggi abbiamo armi efficaci contro la malattia, dai monoclonali agli antivirali. Sappiamo contrastarla”;

7) “La chiave per convivere con il virus è prevenire, prevenire e prevenire. Anticipare è la strada giusta basta interventi tampone, pur giusti e utili ma servono interventi strutturali e di sistema”;

8) “La sanità non potrà mai da sola risolvere problematiche che ormai richiedono una visione sindemica e interventi multidisciplinari che investono diverse responsabilità e poteri, da quelli centrali ai governi regionali e cittadini”;

9) “La scienza, le istituzioni e la politica siano unite, serve una visione universale della lotta alle infezioni emergenti e riemergenti”;

10) “Serve un impegno maggiore per vaccinare i Paesi poveri, non possiamo lasciarli soli nella lotta al Covid. L’invito pressante del Papa è anche il nostro invito e sia il nostro impegno”.