Politiche green

Il delirio green in tv: deturpare monumenti “è arte”

Durante il programma L’Aria che tira va in scena il solito siparietto di un’attività di Ultima generazione

Miriam Falco

Ciò che è accaduto lunedì scorso durante L’Aria che tira, condotto da David Parenzo su La7, mancava al mio personale campionario di scemenze pseudo-ambientaliste. Discutendo sulla pesante multa di 20mila euro – sulla cui entità forse eccessiva si può discutere – che alcuni attivisti di Ultima generazione hanno ricevuto per aver attaccato manifesti sul vetro che protegge la “Venere di Botticelli”, custodita agli Uffizi, una loro collega, la docente di lettere Miriam Falco, ha tentato di sostenerne le ragioni con un argomento che, se fosse reale, rappresenterebbe l’ennesima dimostrazione di un mondo sempre più alla rovescia.

Secondo costei, queste continue profanazioni delle nostre opere d’arte, che rappresentano un patrimonio inestimabile per l’intera umanità, avrebbero un valore artistico. E, sempre a suo dire, non lo avrebbe stabilito il soviet supremo degli ambientalisti imbrattatori, bensì niente po’ po’ di meno che il fantomatico “Consiglio internazionale dei musei.”
Roba che se fosse ancora vivo il grande Antonio De Curtis, in arte Totò, avrebbe reagito di fronte a questa inverosimile affermazione con il suo celebre “ma mi faccia il piacere!”.

Sta di fatto che, per tutta la durata del concitato dibattito in studio, la nostra eroina del clima salubre non ha fatto altro che interrompere e parlare sopra ai propri interlocutori. Ciò mi ha fatto tornare alla mente un lontano ricordo della mia giovinezza, quando mio malgrado mi trovai nel bel mezzo dell’occupazione universitaria organizzata e gestita dal movimento studentesco della Pantera.

Ebbene, anche in quel frangente, durante le varie assemblee “spontanee”, chiunque osasse solo esprimere alcuni dubbi e perplessità circa le tesi della medesima protesta era cacciato in malo modo, venendo considerato un soggetto antidemocratico, al pari di chi oggi prova a fare la medesima cosa nei riguardi del catastrofismo propagandato dai compagni green.

Evidentemente i tempi cambiano, ma l’antica intolleranza rivoluzionaria continua ad essere tramandata da una generazione all’altra, compresa l’ultima summenzionata.

Claudio Romiti, 22 febbraio 2024

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