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Il diritto di chi ha paura dei non vaccinati

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Non intendo entrare nella vexata quaestio delle responsabilità dei governi Conte 2 e Draghi 1. Ammettiamo pure che non si sono presi provvedimenti che avrebbero evitato il diffondersi della pandemia con la riapertura autunnale di scuole e fabbriche, come ricorda nei suoi magistrali editoriali Luca Ricolfi. D’altra parte, si sono forse minimizzate le restrizioni alle libertà individuali denunciate dai liberali oggi critici del green pass.

Lo storico Raffaele Romanelli ha richiamato una concezione della “libertà che non consiste nel non aver limiti ma nell’averne, nell’essere vincolati da leggi”. Non sono d’accordo. Se non posso fumare in treno perché una legge me lo vieta (e giustamente!) non sono più libero ma meno libero anche, se in questo caso, il valore della libertà passa in secondo piano rispetto a quello della sicurezza. E tuttavia, vorrei chiedere ad amici e colleghi che vedono in Draghi neppure uno statista draconiano ma un vero e proprio emulo di Hitler e di Stalin: se le libertà dei novax vanno rispettate, il mio diritto ad aver paura dei non vaccinati va egualmente tutelato? Cittadini che a scuola ricusano il professore del figlio o in ospedale il medico del congiunto perché l’uno e l’altro non hanno il green pass, vanno condannati come i razzisti dei vecchi stati confederati che non vogliono docenti e personale sanitario di colore?

La paura, tanto evocata da chi ricorda le istituzioni totali del nichilista Michel Foucault, è o non è un diritto? Ammettiamo che il ‘potere’ pecchi di allarmismo per essersi fidato solo di una parte dei virologi (concediamo pure – abbundantis ad abbuntantibus come diceva il Principe de Curtis, in arte Totò – che si tratti del 50% degli scienziati), ignorando le rassicurazioni degli altri: i cittadini pessimisti che temono il contagio e danno fiducia al governo vanno trattati come isterici, come superstiziosi che credono agli stregoni e agli sciamani? Insomma loro e i loro congiunti debbono farsi curare e educare dai non vaccinati giacché la libertà e la responsabilità di questi ultimi è insindacabile? Sempre il sullodato Principe direbbe: “Ma mi faccia il piacere”.

Dino Cofrancesco, 4 agosto 2021