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Il mesto ritorno del pretino Fazio

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È tornato su Rai3 il “pretino” Fabio Fazio con la sua trasmissione radical chic che passa dal festeggiare i 18 anni con torta realizzata dal pasticcere dei vip, Ernst Knam, a parlare di navi ONG, emigrazione, umanità mentre i pesci del suo acquario sono sempre gli stessi anche se appaiono assopiti. Inizia subito con un flop di ascolti – poco più di due milioni per poi perdersi tra un Gigi Marzullo d’ordinanza e la sua tavolata di accoliti più sinistrati che di sinistra.

Perché Fazio non è di sinistra: è un uomo che immaginiamo al mare bagnarsi la pancia e i piedi prima di entrare in acqua, è un eterno ragazzo da ACR. Sembra uscito dal catechismo ecumenico ma senza dare: solo prendendo. Solita liturgia: Fazio inizia con Giovanna Botteri, premiata come miglior giornalista italiana, poi si collega in vena pandemica con varie capitali per poi far intervenire la Litizzetto, che era meglio vedere swifferare, e la solita inutile Valletta muta Filippa Lagerbäck più silente dei pesci dell’acquario. Da anni ci chiediamo: perché dobbiamo pagarla? Mistero.

Poi il martire Roberto Saviano, ormai guru della trasmissione in mancanza di Gino Strada e vari protagonisti sinistrati, compresi Diletta Leotta, il virologo Anthony Fauci e Gigi Di Maio. Domande con risposta retorica incorporata, mai uno scontro solo gli scontrini che appaiono, come in fumetto, nella testa di Fazio. Tutto uno zucchero filante di dolcezze in crisi glicemica, tanto che persino Zoro sembra più controcorrente da pariolino degli ultimi.

Rito vecchio

Al diciottesimo anno Fabio Fazio celebra il rito del già visto: sembra Pippo Baudo ma non c’è neanche Cavallo Pazzo. Fazio è sembrato essere tornato alla tivù dei ragazzi avendo capito che gli spettatori, i suoi, volevano sicurezza. Addormentarsi sicuri che il tempo è sempre bello a casa fazio, che al massimo c’è un sereno variabile.

È sembrato un Fazio costretto a tornare sugli schermi con nessuna voglia. Tutto è superato: il linguaggio, i movimenti, la mimica i ritmi gli argomenti le domande. Ora che molti talk show hanno raggiunto la Quarta Repubblica e che Non è l’Arena è diventata la vasca idromassaggio di Nino Di Matteo, ora che Domenica non è la D’Urso è una sicurezza da “fort apache” di scoop clamorosi, che da lei va anche Salvini, ora che Fazio non ha concorrenti se non lui stesso sembra una trasmissione bulgara. Sbadigli, applausi simulati, umorismo azzerato: un grande oratorio senza catechisti, senza bambini.

Per fortuna i pesci…

Ci sono solo i pesci che danno vita al programma: un acquario che è protagonista nel grande acquario del programma. Tutti zitti. E non tocca che ammainare anche il tele-comando. Fazio aspetta l’artiglieria pesante: aspetta il momento politico dove tira il vento perché senza vento sicuro preferisce stare importo che nuotare tra le boe della sua Liguria. Fabio Fazio rappresenta neppure l’uomo medio ma la mediacità dell’uomo medio: il suo linguaggio non è cambiato da quando faceva trasmissioni per ragazzi. È cambiato solo il cachet, ormai è maggiorenne e sui suoi 18 anni non resta che soffiare. Oggi anche un soffio minimo lo può far scomparire.