Il modello italiano è il peggiore

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Il modello italiano non ha funzionato. La quarantena imposta a tutti, da Aosta a Santa Maria di Leuca, non ci ha protetti né dai contagi né dalle morti. Ce lo dobbiamo dire con franchezza perché in questa brutta storia la verità dei fatti non può essere negata senza causare altre vittime. Il modello italiano non è il migliore né in Europa né al mondo. Altissimo è il numero dei contagi e l’Italia è il primo paese al mondo per il numero dei morti.

A fronte di questo disastro sanitario c’è la negazione della libertà civile. Come a dire: abbiamo rinunciato alle libertà per salvare le vite ma il rimedio si è rivelato peggiore del male: non abbiamo né la libertà né la salvezza. Ecco perché chi continua a chiedere ancora più restringimenti della vita civile – la chiusura dei negozi di generi alimentari – e chi punta il dito contro chi corre nei parchi deve rendersi conto che il problema non sono né i negozi né i podisti ma il suo modo di pensare che non accettando di imparare dai fatti, dalle smentite e dagli errori genera solo rancore e panico.

Le epidemie sono delle brutte bestie. Si ammalano i corpi ma anche e soprattutto le anime. Il governo italiano, muovendosi in maniera goffa sia pur giustificata dal fatto fuori dall’ordinario, ha pensato di salvare prima di tutto i corpi mettendo tra parentesi le libertà fondamentali come movimento e lavoro. Una scelta, forse, obbligata. Ma era necessario dire, però, che il calcolo di limitare la libertà per salvare le vite ha un suo limite strutturale superato il quale il vantaggio si rivela uno svantaggio. Il vantaggio che si vuole creare limitando o addirittura negando movimento e lavoro è quello di fermare il contagio facendo affidamento alle risorse disponibili per vivere in sicurezza. Il vantaggio si rovescia in svantaggio nel momento in cui il contagio non si ferma e le risorse disponibili per vivere in sicurezza scarseggiano.

La conseguenza è che se prima c’era un problema – la malattia – ora ce ne sono due: malattia e scarsità di risorse. Come può capire chiunque sia onesto con se stesso, il lavoro e la libertà non sono valori secondari rispetto alla tutela della salute. Al contrario: proprio perché si vuole salvaguardare la salute e la sicurezza delle persone è necessario far ricorso al lavoro e alla libertà civile.

Purtroppo, l’anima italiana si è ammalata. Infatti, chiunque sollevi il problema centrale della libertà e del lavoro è sottoposto ad una sorta di ricatto immorale in cui la morte e i morti sono usati per impedire di ragionare e usare in modo critico e responsabile la propria testa. Non solo si cerca di imporre la paura per far sì che non si metta il naso fuori di casa, ma si impone la paura anche per evitare che si pensi liberamente con la propria testa. Anzi, che si pensi sulla base dei fatti, dei numeri, dei riscontri, degli autorevoli dati scientifici e persino degli stessi dubbi della scienza che, grazie a Dio, sono il sale della stessa scienza.

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14 Commenti

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  1. Un mese fa, quando sono iniziate le prime restrizioni al nord, gli stessi politici che criticano ora il governo per essersi mosso tardi, incitavano a riaprire tutto (Salvini) e a venire in Italia che non c’è rischio (Meloni). Alcuni virologi italiani erano allarmati (Burioni), altri (Capua in primis) paragonavano a una normale influenza, così come USA e UK, la stessa Spagna ci dava degli esagerati, la Francia come sempre prendeva per i fondelli, la Svizzera sottovalutava puntando al contagio di massa (lo dico da frontaliere che ha vissuto sulla propria pelle il gap). Guardiamo ora la situazione…chi aveva ragione? Mancava giusto la critica per la limitazione di libertà individuali (ma stiamo scherzando?). L’italiano critica, critica sempre la sua nazione, con o senza senno di poi (come in questo caso)…anche quando, per una volta, ci siamo mossi bene e meglio di altri. I numeri ora non tornano, vediamoli quando l’emergenza sarà finita….da noi…. adottando gli stessi criteri di conteggio e la stessa trasparenza dei nostri bollettini. E sinceramente, chissenefrega se le comunicazioni in un momento del genere non sono sincronizzate alla perfezione e se siamo arrivati alla quarta versione del modello. Siamo in emergenza, e questi sono dettagli. Aggrapparsi a questi per criticare in questo momento significa essere dei poveretti.

    • Buongiorno Stefano.

      E poi ci sarà un dopo, vedremo come dice lei chi avrà fatto meglio non solo per affrontare il coronavirus ma anche per non abbattere le funzioni sociali, i rapporti tra le persone, ed infine l’economia.

      Terremo d’occhio gli altri Paesi, Sud Corea, Taiwan, Singapore, Israele, Svezia ecc…

      Poveretti non sono coloro che criticano, ma lo saranno tanti economicamente parlando passata la crisi influenzale.

  2. Buonasera Nicola,

    Tutto tragicamente sbagliato e criminale e non e’ necessario essere scienziati per capirlo, bastava logica e buon senso.

    Confrontando le conclamate caratteristiche del virus con le procedure in corso, sin dai primi giorni dell’emergenza, risultava evidente che i pagliacci in carica stessero agendo esattamente all’opposto rispetto alla prevenzione dei cittadini, prendendo una direzione oscura e pericolosa.

    Altro che dimissioni, Conte e tutto i suoi collaboratori andrebbero processati al tribunale dell’Aja.

    * Era risaputo che il virus sarebbe stato estremamente pericoloso / probabilmente letale per:

    a) popolazione anziana, b) soggetti immunodepressi. Queste due categorie andavano tutelate, sottoposte a misure di controllo preventivo, monitorate ed isolate (non in quanto diffusori, ma per proteggerli). Semplice

    * Azione contraria: trattati tutti alla stessa maniera, niente tamponi per nessuno (neanche per loro!) sino al manifestarsi di una condizione disperata; intasamento delle strutture sanitarie con casi di emergenza; chiusura degli asili, ma zero attenzione alle case di cura; zero prevenzione / quarantena per le categorie a rischio; zero consapevolezza della necessita’ di allontanamento delle stesse, anzi: chiusura dei centri urbani, specie quelli a maggior diffusione.

    * Sono state mandate al macello migliaia di persone, medici ed infermieri inclusi ovviamente, e’ stato logorato il sistema di accoglienza, e’ stato affossato il Paese in ogni maniera.

    * Hanno depistato la pubblica opinione con pura retorica da stadio e manipolato l’informazione per confondere totalmente i numeri: numero contagiati ??? ma che ne sanno? Non serve (Inoltre non hanno mai fatto tamponi)…I guariti?? Idem. Unico dato oggettivo sono le persone decedute: eta’ media 79 anni; 99% avevano almeno una patologia; 50% +2 patologie; 25% +3 patologie.

    Ma quale metodo cinese? Ma quale esempio di successo? Ma` come crederci?

  3. Egregio dottor Porro, dov’è finito il mio commento? Era duro, indignato, se vuole sarcastico, verso le tesi lamentose di chi si sente privato della libertà per ordine governativo, ma tutto nei limiti di uno scambio di impressioni accalorate su argomenti di per sé infuocati, perché non lo vedo pubblicato?

  4. buon giorno , mi scusi dimenticavo una domanda : perché la gente di colore che vive in Italia non si infetta?

    grazie

  5. ISalve Nicola. In linea di principio è così, ma come fai ad aprire( come voleva fare il premier inglese) se poi ogni morto te lo mettono sul conto. Il modello cinese direi che ha funzionato. E comunque credimi, faccio il medico da oltre trenta anni, vedere morire soffocato un giovane solo come un cane , circondato da marziani con lo scafandro, non è normale mentre altri,magari più vecchi, se la cavano con un raffreddore o Nulla… C’è qualcosa che non torna….. penso che un giorno si saprà di più.

    Un caro saluto Nicola. Ti leggo e ti vedo in tv molto spesso e quando ti ho visto collegato dalla Palomba mi ero preoccupato….

  6. Non credo abbia ragione bisognava chiudere tutto e prima come in cina. La vita prima di tutto. Lo spirito senza corpo non serve a nulla. Poi ci sono i fenomeni che pensano di essere immortali e purtroppo ci rimettono i più deboli.

  7. Si stanno violando diritti fondamentali come la libertà…ci hanno chiuso come animali senza poter far niente ! state la e poi si vede…senza fare tamponi e senza mascherine! vi pare normale? mi meraviglio che ancora non ci rivoltiamo a questa dittatura ! il odello coreano è da seguire in toto…senza privare la libertà e il lavoro…divenendo anche piu responsabili èperche almeno si isolano i veri casi mentre gli altri possono fare quello che hanno sempre fatto, ovviamente con accortezza ovvio! perchè non si fa una petizione? non vedo movimenti in tal senso…

  8. Completamente d accordo con lei Elisa governo inadeguato San fallimentare sul territorio perke non coordinato e con carenza assoluta di presidi e sul territorio ke si combatte il virus gli ospedali sono la trincea un grazie al lavoro eroico dei sanitari e parasanitari ke riskiano la vita in prima linea .l’equazione e assenza di prevenzione sul territorio aumentino contagi.servono più tamponi e isolamento in strutture alberghiere dei positivi ke sono abbandonati a se stesso a domicilio

    Ma ormai è tardi.non possiamo farci ovinare da un solo uomo al comando ke peraltro non abbiamo eletto.conte si deve dimettere

  9. Comunque invece di passare il tempo attorno ad un tavolo a emanare un decreto al giorno seguiti da relativi chiarimenti perché non ci illustrano passo dopo passo quello che fanno per fornire respiratori mascherine strumenti medici necessari? E quanto tempo ci vuole per tutto questo…

    31 gennaio stato di emergenza. Siamo a fine marzo.

  10. Buongiorno. Cadiamo sempre nello stesso tranello:

    Operai contro imprenditori.

    Lavoratori pubblici contro lavoratori del settore privato.

    Chi paga l’IRPEF in busta paga contro chi fa il 730.

    Chi sta a casa contro chi esce.

    Divide et impera.

    E lo Stato ci fotte.

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