Qui al bar temiamo di essere davvero dei sempliciotti: ma se in un Paese muoiono più persone di quante ne nascono, per risolvere il problema della denatalità non si dovrebbe fare in modo di far nascere più persone di quante ne muoiono? Evidentemente non è così, almeno ad ascoltare Francesco Boccia del Pd, al quale non è piaciuta la teoria di Antonio Tajani, secondo cui, se facessimo più figli, avremmo meno bisogno di immigrati nel mercato del lavoro.
“La questione della denatalità è complessa”, ha detto il capogruppo dei senatori dem, “e non ne usciamo certo dicendo che tutto si risolverà facendo fare più figli agli italiani”. Infatti, ha proseguito Boccia, “se dal 2014 ad oggi abbiamo perso 2 milioni di persone non è perché sono scappati tutti dall’Italia, ma perché per la prima volta c’è un saldo negativo tra nati e morti”. Appunto: se il progetto della sinistra non è di impedire alla gente di morire (sarebbe molto bello, ma temiamo che superata una certa età la probabilità di andare al Creatore tenda a diventare una certezza), per rendere il saldo di nuovo positivo toccherà per forza fare più figli. A meno che il problema non stia proprio qui: nel fatto, cioè, che al Pd i figli degli italiani stanno sui cosiddetti. E che i dem preferiscono i figli degli immigrati. Allora tutto tornerebbe: la demografia sarebbe salvata dal trasferimento di mezza Africa, con annessa cittadinanza facile, nella quale forse qualcuno intravede un’opportunità politica.
Già, perché si sa che gli immigrati vengono a fare le cose che gli italiani non vogliono più fare. Compreso votare il Pd.
Il Barista, 22 maggio 2026
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