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Il piccolo Alfie ci pone due questioni etiche

Alfie Evans «sta morendo». Lo ha detto il giudice che ha disposto il distacco dei macchinari che tengono in vita il bambino inglese rivoerato a Liverpool. I genitori non vogliono. E qui si pone un problema delicato: chi deve decidere la vita o la morte di un bambino? C’è poi un altro tema: il Cdm, per salvargli la vita, gli ha conferito la cittadinanza italiana. Giusto o no?

Su queste due questioni parlo in questo breve video.

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21 Commenti

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  1. Io sono dell’opinione che fino a quando c’è vita, per quanto flebile, debba esserci una speranza. Speranza in Dio, per chi ci crede, ma soprattutto speranza nel progresso scientifico. A tutti i fautori della cosiddetta “dolce morte” vorrei chiedere: e se un giorno, magari neanche lontano, trovassero la cura per questo genere di patologie? Vorrei ricordare a tutti questi scienziati dell’ovvio cosa significava ad esempio ammalarsi di cancro o prendere un infarto venti anni fà, e cosa significa prenderli al giorno d’oggi. Ci sono stati o no progressi scientifici? C’è stato o no un miglioramento dell’aspettativa di vita?
    Se ragionate alla Cappato e negate anche questo mi sa che i fatalisti e gli oscurantisti siete proprio voi.

  2. Signora Daniela.
    Vuole sapere chi ha in mano la vita di Alfie e perche’ da quell’ospedale “dovra’ uscierne solo morto” (parole non mie):?
    https://en.wikipedia.org/wiki/Alder_Hey_organs_scandal

    Addirittura su Wikipedia, senza contare tutti gli articoli giornalistici sull’argomento.
    E’ un ospedale che assomiglia maledettamente a quelli dei campi di concentramento nazisti, non una clinica pediatrica. E il tutto avallato dalle leggi inglesi.
    La civilta’ li’ e’ morta da tempo. Non avere una Chiesa nel senso lato del termine, che non imponga la religione come dogma ma che metta un freno al laicismo imperante, abbandonandosi al totale relativismo e all’utilitarismo della persona a scapito della sua coscienza da’ questi risultati. Prepariamoci.

  3. Nessun essere umano ha il diritto di decidere se la vita di un altro essere umano può essere vissuta o meno, sono contrario alla pena di morte in ogni sua forma, figuriamoci quando viene condannato un bambino che per condizione fisica e giuridica non può aver fatto male a nessuno.

  4. Caro Porro
    Paghiamo cure mediche per cambiamenti di sesso , e non possiamo permetterci un posto letto monitorato per un bambino? Come membro della collettività voto a favore della cura (nel senso di presa in carico, accudimento) anche di malati senza speranza di vita
    Lo stato italiano concede asilo a tanti per motivi umanitari. Non lo è anche questo?
    Con stima

  5. Il problema vero è che si tiene prigionieroun bimbo negandogli altre possibilità, è l’arroganza di decidere la sorte del popolo senza rispettarne la sovranità

  6. Che dire, in linea di massima concordo con lei Dott. Porro. L’unico dubbio che ho, da medico, è sulla diagnosi. Non sono riuscito a trovare un articolo o un comunicato in cui si dia il nome a questa patologia. Mi pare di capire che non ci sia certezza. In assenza di diagnosi è impossibile essere certi della prognosi, infatti il bambino è sopravvissuto 11h senza respiratore. Altro appunto importante è sul comportamento dei medici; mi sembra disumano levare acqua, nutrimento e ossigeno, poi rimettere ossigeno e acqua e lasciare digiuno il bambino per 24h. Questo sta causando ulteriori sofferenze a quella creatura. Po anche io sono perplesso sulla scelta di dare la cittadinanza, mi fa molto piacere che l’Italia si batta per un tema così importante, ma perchè solo su questo caso, perchè proprio all’ultimo momento. In ogni caso spero che si riesca a riportarlo in Italia, fare chiarezza sul caso e, magari, dare un nome alla patologia di questo bambino.

  7. l’italietta esibizionista e sbruffona, è sempre in prima fila per aiutare immigrati e stranieri, dimenticandosi dei propri cittadini e umiliandoli con attese di sei mesi per una visita cardiologica!

  8. Alfie sta morendo? Tutti stiamo morendo, anche il giudice sta morendo.
    Solo che il giudice vuole decidere CHI DEVE MORIRE PRIMA.
    Perche’?
    Perche’ ha la verita’ assoluta di sapere chi e’ vivo e chi no?
    Perche’ alcuni medici dicono “non c’e’ nulla da fare”, per poi scoprire un domani (troppo tardi) che dovevano coprire delle amgagne inconfessabili nel loro operato?
    Perche’ hanno bisogno della macchina (si’, proprio quella) per altri bambini, mentre c’e’ gia’ chi si e’ offerto per continuare le cure MISERICORDIOSE (quelle che ti “accompagnano” verso la morte, non quelle che ti guariranno, ma neanche quelle che ti ci sbattono con la violenza della morte per fame o soffocamento)?
    Si dice che il Papa e’ troppo attaccato alla vita, che negare l’eutanasia e’ una violenza, ma in questo caso l’eutanasia E’ la violenza. Violenza sul piccolo, violenza sui suoi cari e sull’intero popolo britannico in primis (la cui vita e’ sostanzialmente sospesa alla penna di un giudice, in cui la tanto amata Regina d’Inghilterra e’ totalmente incapace di tutelare) e mondiale.
    Ci fosse stato tanto accanimento all’assassinio proiettato sul terrorismo a quest’ora l’ISIS non esisterebbe neanche per i ricordi.

  9. Bisogna in tutti i modi riuscire a salvare Alfie!
    Un po’ di ossigeno non ha certo grandi costi, e SOPRATTUTTO ALFIE DEVE POTER VENIRE IN ITALIA DOVR AL BAMBIN GESÙ SONO PRONTI AD ACCOGLIERLO!
    Non possiamo essere noi i padroni della sua vita e decidere quando questo esserino si spenga!
    Rileggiamo il giuramento d’Ippocrate. Gli antichi erano migliori di noi.

  10. Non mi pare ci sia penuria di macchinari, il bimbo non dà segni di sofferenza nemmeno ora che è staccato dalle macchine e sulla diagnosi non c’è chiarezza.
    Questa è piuttosto una lotta contro il Leviatano che vuole uccidere ad ogni costo per la gloria ella propria perversa ideologia di morte.

  11. Nicola la vita è sacra ed ancora più da difendere quando è in pericolo. Alfie è nostro figlio, nessuno può alzare le mani su un innocente indifeso. I genitori hanno il diritto di decidere dove curarlo e come curarlo

  12. Per chiarirsi le idee sull’attendibilità dell’Alder Hey hospital di Liverpool basta una ricerca di 5 minuti su Google. Mi pare abbiano un po’ troppi scheletri negli armadi. Non viene il dubbio che stiano nascondendo qualcosa?

  13. Non sono d’accordo, ha una malattia degenerativa,che causa dolori che senso accanirsi? E poi ,se come dici tu, i genitori devono decidere per il proprio figlio,che succede se i genitori di un bimbo con un tumore decidessero di sopprimerlo come si fa col proprio cane? E poi,al di là del costo,decisamente importante, se quel macchinario potesse salvare un ragazzo che ha fatto un incidente in moto? Come vedi ne faccio una questione puramente etica

    • Daniela alcune domande: 1) lei è medico? 2) in base a quali dati in suo possesso afferma che la malattia di cui soffre il bambino “causa dolori”, quando ci sono testimonianze dirette, i genitori in primis, che affermano esattamente il contrario? 3) Se anche il bambino soffrisse, in base a quale logica lo si dovrebbe ammazzare e non instaurare invece una terapia antalgica adeguata? Se lei ha mal di denti che fa, va subito a farselo estrarre o prende un antidolorifico e chiede al dentista di fare il possibile per conservarglielo? 4) Interessante la sua analisi circa il costo del mantenimento del malato, che mi pare involontaria ammissione di quello che è uno dei veri motivi di questa deriva verso un sempre più determinato e spudorato accanimento tanatologico: chi costa è un peso – chi costa senza prospettive di ritornare a essere utile al meccanismo produttivo vive una vita non degna di essere vissuta – chi vive una vita non degna di essere vissuta deve essere terminato. Per il suo bene. Bentornata nelle civiltà precristiane, signora! 5) Sul fatto che la vita di Alfie dovrebbe valere meno di quella di un altro malato,vedasi il punto 4. 6) Mi permetto di farle sommessamente notare che da giorni vengono impiegati circa un’ottantina di poliziotti per garantire il sequestro di Stato di Alfie: anche questi 80 poliziotti costano e anche questi 80 poliziotti sono distolti dal servizio al quale dovrebbero essere destinati e che magari potrebbe salvare quel ragazzo che ha fatto l’incidente in moto

      • Nessuno può decidere sulla vita di un altro:questo è il 1° punto. Sul fatto che poi Alfie avrà/avrebbe una vita difficile,non ci piove… E’ ovvio che,se anche dovesse morire spontaneamente domani,sarebbe libero dalle sofferenze che conseguono naturalmente ad una vita così “immobilizzata”,però la decisione spetta/spetterebbe ai genitori:se anche avessero deciso di farsi carico di un bambino (perdonate la parola) “vegetale”,questo non sarebbe contestabile o impedibile. Il problema,a parer mio,resta quello economico (il NHS non vuole prendersi questo peso! tanti soldi per un bambino che non guarirà mai) e,ovviamente,quello etico (chi non cogita,chi non lavora/produce/compra che vive a fare?).

    • il bambino non sta morendo, è malato, ma non soffre (è evidente dalle foto che lo ritraggono sereno e dalle parole di tutti i suoi parenti che lo assistono) ed ha dimostrato di vivere anche senza bisogno del respiratore. E’ un abominio che ai genitori venga tolta la patria potestà perchè Alfie possa essere assassinato dall’ospedale lasciandolo morire di sete e di fame. Lo stato italiano ha fatto bene ad intervenire nelle sue possibilità per ovviare ad un atto nazista.

    • In base alla sua visione etica della società lo stato dovrebbe decidere sulla vita e sulla morte delle persone in base al costo che comporterebbe per la collettività una determinata scelta, a questo punto si è mai chiesta quale sarebbe il limite oltre il quale lo stato non si può spingere nel decidere chi deve vivere e chi deve morire? Una volta stabilito quel limite esso sarà immutabile nel tempo o potrà essere modificato e chi dovrà decidere se dovrà essere modificato o meno, ….una curiosità se mentre si sta curando il ragazzo che ha fatto un incidente in moto arriva in corsia un ragazzo più giovane, più forte, insomma più tutto rispetto al primo, cosa facciamo?

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