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Il piccolo Napoleone e Fouché - Seconda parte

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La rabbia popolare gonfia l’illusione dell’affidabilità della Lega e dà ancora forza alla disonestà intellettuale dell’onestà del M5s. “Deve passare la nottata”, dice Gennaro nell’ultima scena di Napoli milionaria, e la nottata di questa misera Italia declinante durerà fino a quando ci saranno ancora rabbia e risentimento. Il compito che il piccolo Bonaparte e Fouché si sono scelti è proprio quello di alimentare il malessere italiano indicando di volta in volta le colpe e i colpevoli con cui prendersela se non si sta più bene come quando si stava peggio. Bonaparte e Fouché hanno avuto buon gioco fino ad ora nel dire sempre che è tutta colpa dell’Antico Regime. Del resto, anche Renzi aveva fatto della rottamazione la sua arma principale e questi due qua altro non sono che dei renziani più renziani di Renzi con l’unica differenza che non vogliono rottamare fino in fondo perché ciò che interessa loro è reificare lo stato d’animo del vittimismo, dell’autoassoluzione, del capro espiatorio. E’ un circolo vizioso in cui tutti, prima o poi, diventano Antico Regime.

Fino ad ora questo giochetto è riuscito ed è riuscito molto meglio a Salvini, con i suoi modi plebei, che a Di Maio, che tende a credere alle sue stesse bugie che gli dicono che è uno statista. La storia della loro fortuna è tutta nello stato d’animo della rabbia dell’ex italiano medio che preferisce il peggio di oggi alla mediocrità di ieri. Ma lo stato d’animo è come il vento, cambia.

Giancristiano Desiderio, 31 luglio 2019