Il post di Sua Santità Mamdani che non vi faranno vedere

Chi è veramente il giovane sindaco radicale che vuole rivoluzionare New York

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mamdani colombo

È ufficiale: Zohran Mamdani sarà dal 1 Gennaio 2026 il nuovo sindaco di New York. 34 anni, nato in Uganda, membro della fazione più estrema dei democratici, musulmano ma LGBTQIA+ friendly (già questo tutto un programma…), Mamdani ha condotto una campagna senza esclusione di colpi promettendo statalismo come se piovesse e soluzioni socialiste ai problemi delle fasce meno abbienti che vivono nella Grande Mela.

Certamente, un sindaco di estrema sinistra nella culla dell’opulenza occidentale e del capitalismo sfrenato è un avvenimento che sfiora il pirandelliano. Parlare a New York di tetto agli affitti è qualcosa di totalmente inedito e francamente anche impronosticabile. Eppure Mamdani ha vinto.

Lo ha fatto cavalcando il malessere di una buona fetta dei newyorkesi, seppur alcune sue promesse, come quella dei canoni di locazione a prezzi congelati o quella dei trasporti gratuiti entro il 2027, saranno estremamente difficili da mantenere visto il bilancio difficile della metropoli.

Il neo sindaco è inoltre musulmano, nonché Pro-Pal. Ha condotto una campagna elettorale facendo leva sulla sua religione nel tentativo di accaparrarsi quanti più voti possibili, registrando anche video in arabo e criticando i suoi rivali alla corsa per la città per il loro supporto a Israele. Non solo: durante un dibattito, ha accusato Andrew Cuomo (suo rivale dem battuto alle primarie che ha poi scelto di candidarsi come indipendente) di non essere adatto a ricoprire il ruolo di sindaco, visto che non ha saputo nominare neanche una moschea di New York. Insomma, altro che laicità.

Parallelamente però, Mamdani si professa iper inclusivo (a dispetto della sua vicinanza con la causa palestinese, o più banalmente islamica) ed è, o quantomeno è stato, a giudicare dai contenuti dei suoi profili social, grande promotore della cancel culture. Basta spulciare un po’ sul suo account X per trovare delle simpatiche foto in cui rivolge il dito medio alle statue di Cristoforo Colombo chiedendone la rimozione.

Si può dire dunque che l’elettorato di Mamdani è un mappazzone eterogeneo che include libleft, socialisti radicali, islamici propal… Una Flotilla tra i grattacieli, più o meno.

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Una cosa è certa: a Mamdani va dato il merito di aver condotto una campagna comunicativa impeccabile, esponendosi e confrontandosi sempre con le persone senza troppi ghirigori o filtri e di aver parlato senza peli sulla lingua dei problemi concreti che affliggono la middle class di New York.

L’ha fatto con una grande dose di populismo, ma quantomeno il suo disegno è un disegno molto meno arzigogolato di quello che fu di Harris e di altri Dem più tiepidi che non hanno mai fatto breccia nell’elettorato di sinistra.
Fatta questa premessa, Mamdani è giovane e non ha mai avuto un ruolo politico per farsi le ossa. New York, oggi luogo molto complicato, potrebbe divorarlo.

Certamente con lui il sogno americano, il mito di riscattarsi attraverso l’impegno del lavoro, rischia di diventare un definitivo lontano ricordo; i newyorkesi vogliono più Stato e più sussidi. Questo è tanto triste quanto fattuale.

Alessandro Bonelli, 6 novembre 2025

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