Commenti all'articolo Il prof Bassani: il diritto non è compiacere le vittime

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satomi
satomi
25 Novembre 2020 15:50

Che grande proiezione signor Bassani…il professore…che lavoro faceva tuo padre?

stefania
stefania
13 Novembre 2020 15:48

Un compendio di baggianate, scritte da un signore che ha appena descritto la Harris come una che è arrivata dove è arrivata, grazie al fatto di essere andata a letto con le persone giuste, e che ora fa il secondo violino ad un signore affetto da demenza (Biden). Come si fa a dar credito ad un personaggio del genere? Misogeno, patetico e pure ignorante visto che immagino che il signore in questione si riferisse al fatto che la Harris abbia avuto una relazione con Willie Brown che eletto sindaco di San Francisco mollò la Harris e tornò con la moglie peccato che all’epoca della relazione, la Harris era già vice procuratrice della contea di Alameda, in California, e quindi aveva già avviato in maniera promettente la sua carriera. Un uomo piccolo piccolo, modesto e meschino questa signore, ed è pure professore. Andiamo bene.

Raffaello Ferrentino
Raffaello Ferrentino
14 Settembre 2020 18:37

Caro Kim,
e’ ormai assodato che il nanetto, per quante colpe abbia avuto, era pero’ innocente per l’ unico reato per cui e’ stato condannato.
Lei mi ispira tanta tenerezza perche’ fa la figura dell’ ultimo giapponese che non si era accorto che la guerra era finita.
Era diritto-dovere di Berlusconi difendersi -con ogni mezzo legale- dai giudici politicicizzati che lo volevano condannare ad ogni costo in spregio alla Giustizia cui ognuno di noi ha diritto, alle prove e alle evidenze.

Sig. Paolo, credo che lei abbia frainteso il ragionamento del Prof. Bassani, il quale non ha certo detto che la parte offesa non debba essre ascoltata in giudizio. Ha riaffermato uno dei cardini della dottrina giuridica liberale secondo cui la vittima non puo’ stabilire la pena, per il semplice motivo che e’ parte in causa e non terzo giudicante. In caso contrario, si tornerebbe al modello tribale in cui i familiari della vittima decidono la pena. E’ evidente che tale sistema non assicura la cetezza e l’ universalita’ del diritto.

Paolo
Paolo
14 Settembre 2020 11:52

Il professore per avvalorare la sua tesi, crea un mondo fittizio in cui solo gli omosessualità sono titolari del potere di legiferare sull’omofobia, gli ebrei a giudicare il negazionismo etc… Mi chiedo, ma dove vive questo professore? In tutti i tribunali, essendo un principio di civiltà altrettanto acquisito, le ragioni delle vittime vengono ascoltate. Ed è più o meno, con tutte le imperfezioni della natura umana, quello che accade nei campi citati dall’articoletto. Altrimenti, ci spieghi il professore chi sarebbero i terzi di cui parla e abbia il coraggio di dirci esplicitamente che le categorie “vittime” sono escluse del tutto dalle scelte politiche che le riguardano. Non trova che sia un modo altrettanto estremista ed illiberale di vedere le cose?