La lotta continua, esultava Ilaria Salis in fuga dal gaypride ungherese dopo la risoluzione scabrosa del parlamento europeo, congelare a data da destinarsi, cioè a babbo morto, la decisione sulla sua immunità. Che lotta? Quella contro la giustizia uguale per tutti, quella per i privilegi del potere e se li si fa passare per impegno rivoluzionario è il massimo. Salis dall’Ungheria arcobaleno sta alla larga, invece svacanza da vip e non verrà mai consegnata alla giustizia magiara, è troppo blindata ed è merce di scambio, c’è almeno un parlamentare di Budapest, certo Magyar, da salvare avendo pare rubato un cellulare.
Salis, noblesse oblige, è accusata di tentato omicidio in una ronda di giustizieri antifà, ma la sproporzione non rileva, è la logica dello scambio a fare premio. Per non parlare dei segreti da tenere sotto il tappeto, roba dell’affarismo che nella Ue è di casa. Così che nostra signorina delle occupazioni può prodursi in messaggi di rara improntidine, di quelli che piacciono agli ipocriti palazzinari ztl che l’hanno votato e agli irrisolti, ai fannulloni, ai bevuti, ai fumati da centro sociale che l’hanno votata: “Finalmente qualche giorno di vacanza. È stato un anno intenso, e il prossimo non sarà da meno. Purtroppo in Italia, con stipendi da fame e un capitalismo straccione, sempre più persone non possono permettersi una vacanza, neanche breve, neanche in piena estate. Molte altre sono costrette a vacanze lampo, inventandosi mille stratagemmi per spendere il meno possibile e facendo molte rinunce. E questo è inaccettabile: un degno riposo estivo non deve essere un privilegio, ma un diritto”.
Da vomito, da mandarcela subito, e difatti i vaffa si sprecano, a ondate nei commenti. Ma che può fregare a una che ha una faccia da bronza di Riace che manco il compagno Mimmo? Ilaler va sul velluto, sempre e comunque. Sa che Meloni potrebbe farle male usando i Servizi e non lo fa, e lei un po’ la supplica e molto la insulta; sa che sull’annunciata manfrina per salvare la soldata Ilaler, Lega e Fratelli d’italia hanno fatto il minimo sindacale dello scarmazzo, come dice il commissario Montalbano per dire “un poco di “tiatro”, Forza Italia neanche quello perché in Europa è alleata ufficialmente con la sinistra schleiniana, in Italia ancora solo ufficiosamente ma gli spifferi mormorano di una organizzata destabilizzazione di Meloni, la quale lo sa bene e giustamente non si fida; ma non ditelo: colà dove si puote non gradirebbero e la punizione sarebbe esemplare. Vedi già adesso le punture di spillo, cosa credete? Sì, non bisogna intaccare la colossale mangiatoia dei clandestini, ma questi sono se mai avvertimenti sul mafioso, stai buona, stai sciacchiata che prima o poi ti tocca; ricordati di chi ti ha preceduto, ricorda la fine che han fatto tutti quelli che hanno osato sfidarci e anche solo criticarci. Che è il vero senso in cui intendere quel capo di ANM quando parla di conseguenze politiche.
In un contesto del genere, piuttosto avvilente, la gallina Ilaria fa buon brodo. La nostra occupatrice difende con la lotta continua un duplice obiettivo: farla franca e continuare a razzolare i tanti mila euro al mese che per lei è un bel salto. Le due cose sono interdipendenti e ci può benissimo stare che un tipo così si rivolga alla Meloni nel gergo allusivo dei potenti, “se non ci salviamo tra noi”. I maligni dicono che la dubbia operazione con cui trasformare una pregiudicata in madrina delle istituzioni sovracontinentali sia avvenuta, dal duo impresariale Bonelli&Fratojanni per conto di Lella col benestare in excelsis in virtù di logiche spartitraffico in Europa; sia come sia, oggi Ilaler rivendica impunità vacanziera, piagnucola e intasca, stravaccata nella business class dei mammasantissima europei svolazza dalla BCE all’Askatasuna, da Monza a dove vuole, tanto per lei non ci sono problemi di overbooking e neppure di caro lettini. Poi, se occuperà uno stabilimento balneare in Versilia, una baita di Cortina o la villa vicino ai Clooney, lo scopriremo solo sopravvivendo al capitalismo straccione. Compagno, fai ballare l’occhio sul tic: villa di famiglia a Monza, hotel Cristallo di Cortina mezz’ora con aereo privato. Von Der leyen is nothing!
Tutto molto mediocre, molto italiano, ma molto contemporaneo, è o non è il sogno di tutti quello di farsi pagare profumatamente per far parte del bivacco di manipoli delle aule sorde e grigie di Bruxelles, a ratificare qualsiasi porcata dirigista? Scandalizzarsi no, siamo uomini e donne di mondo, abbiamo occupato a Cuneo e non solo, diciamo che così vanno le cose così devono andare, come cantava e ancora canta quell’incredibile opportunista buono per tutte le stagioni, il Lindo Ferretti già stalinista e ateo, quindi asceta appenninico, cattolico anticonciliare lefevriano, leghista, meloniano, infine comunista senile di ritorno per rivendersi la vecchiezza artistica. Non con grande esito, per la verità: la sua arroganza gli aveva fatto pretendere il Circo Massimo, ma le meno che tremila prenotazioni lo hanno dirottato verso più miti consigli e location. Lindo come Fedez, l’avreste mai pensato? Io sì, da quel dì. L’arroganza dei compagni ha stufato pure i più ortodossi, i più indie-fessi, ma Ilaler può smettere di frignare e dormire sonni tranquilli: il sistema capitalista che vorrebbe far fuori, ma domani, la protegge come una del giro, una che gode della immunità per la logica impunitaria del Marchese del Grillo, io cari compagni so’ io e voi nun siete un cazzo.
Max Del Papa, 11 agosto
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


