Il riscaldamento globale è una congettura. Lo dice la scienza

Condividi questo articolo


Quanto alla diàtriba global-warming-d’origine-antropica , global-warming-d’origine-antropica no, (nel seguito la chiamerò congettura AGW), Zichichi ha detto no, e Zichichi è un luminare.  Rubbia ha detto no, e Rubbia è un premio Nobel. Rubbia sarà un premio Nobel, ma non è un climatologo. Battaglia ha detto no, ma Battaglia non è un climatologo. Se per questo, anche Greta non è climatologa. Quel che dice Greta non vale perché è una bambina. Ha detto AGW il 97% degli scienziati. Anzi, dicono AGW , tutti gli scienziati, eccetto pochi stravaganti che non sono climatologi. Ha detto AGW perfino il Papa. Valutando tutte le affermazioni dette sopra, assumendole tutte vere, possiamo tranquillamente concludere che la verità deve essere AGW .

Orbene, nessuna delle frasi dette sopra è corretta. Voglio dire, bisogna essere consapevoli che il metodo scientifico impone che non si può addurre a conferma della validità scientifica di un’affermazione né il numero né la qualità di chi la sostiene. Quando nella scienza (e qui uso la parola nel senso di metodo scientifico) si avanza una congettura, essa non può essere promossa a teoria scientifica consolidata adducendo che tutti gli scienziati, inclusi tutti i premi Nobel, concordino con quella congettura.

Il metodo scientifico

Il metodo scientifico funziona così: prendendo come punto di partenza una qualche osservazione sperimentale, si avanza una congettura. Dopo di che, la si indaga. Lo si fa non solo per vedere se essa è confermata da altre osservazioni sperimentali, ma, soprattutto, si cerca per demolirla (in gergo, si dice che si cerca di falsificarla). Quanto più la congettura resiste agli attacchi, cioè ai tentativi di falsificarla, tanto più essa ha gli attributi per diventare teoria scientifica consolidata. E, anche quando la congettura ha resistito a tutti gli attacchi, v’è comunque la consapevolezza che un giorno, anche lontano, essa possa essere falsificata da una qualche osservazione sperimentale che fino ad allora non era emersa. Nel seguito chiamerò fatti quel che finora ho chiamato osservazioni sperimentali. Quindi, non il numero o la qualità degli scienziati che condividono una congettura, ma i fatti sono l’unico (fatemelo ripetere: l’unico) metro di giudizio in ordine alla attendibilità della congettura stessa e alla sua capacità di diventare teoria scientifica consolidata.

La congettura AGW

Tornando all’AGW, la congettura nacque, legittimamente, come conseguenza del fatto che la CO2 è un gas-serra. E si è consolidata col fatto che effettivamente il clima è più caldo oggi che non all’inizio dell’era industriale. Infine, si sarebbe vieppiù consolidata grazie a certi modelli matematici i quali, includendo una moltitudine di parametri che controllano il clima, calcolano un riscaldamento se il parametro “emissioni antropiche” è incluso tra i parametri, e non calcolano alcun riscaldamento se questo parametro è invece escluso. Per dirla tutta, questi stessi modelli calcolano che se le emissioni antropiche crescono al ritmo con cui sono cresciute finora, il clima del 2100 sarà di 5 gradi più caldo. Un disastro. Notate che il risultato dei calcoli dai modelli non l’ho chiamato fatto, perché quei risultati non sono un’osservazione sperimentale. Poi, naturalmente, c’è una moltitudine di gente, inclusi molti studiosi del clima, che concordano con quanto appena detto, ma abbiamo anche detto che la circostanza non ha alcun rilievo.

La congettura davanti ai fatti? Cade miseramente

Ciò che invece ha rilievo è vedere se la congettura (ripeto: legittima, quando nacque) resiste a tentativi di falsificazione. Io non sono un climatologo, ma sono chimico-fisico e conosco lo spettro d’assorbimento in infrarosso della CO2, e mi ha meravigliato apprendere che la CO2, con la sua piccola finestra d’assorbimento in infrarosso, potesse avere una tale importanza, tanto più che conosco anche lo spettro d’assorbimento in infrarosso dell’acqua, la quale consiste poi dell’85% dei gas-serra. Con questo sospetto, una persona di scienza vuole vederci un po’ più chiaro.

Orbene, non appena uno ci va a guardare meglio, l’intera congettura dell’AGW cade miseramente. Intanto la sua plausibilità diminuisce non solo a guardare gli spettri d’assorbimento in infrarosso di CO2 e H2O, ma anche notando che l’incremento di concentrazione atmosferica di CO2 dai 300 ppm pre-industriali ai 400 ppm oggi, corrisponde, nel tinello di casa vostra, all’aumento che otterreste bruciando una candelina da torta di compleanno: in buona sostanza, l’incremento antropico di CO2 ha significato un incremento di gas-serra inferiore al 3%.


Condividi questo articolo


8 Commenti

Scrivi un commento
  1. Si chiama era interglaciale (le variazioni decennali e centenarie valgono meno di zero su ere di 100mila anni…) il pianeta ha sempre attraversato cicli molto caldi alternati a periodi molto freddi.

    ”Ci sono stati almeno tre periodi ciclici di riscaldamento e raffreddamento all’interno dell’attuale periodo interglaciale. L’ottimo climatico ha raggiunto il suo picco 7.000 anni fa, quando la temperatura media dell’aria, dedotta dal volume di ghiaccio, era di 1,11 °C più alta del presente (!)

    Due lunghi cicli di riscaldamento si sono verificati da 4.000 a 8.000 anni prima dell’attuale. Una piccola era glaciale cominciò circa 650 anni fa e durò fino al diciannovesimo secolo. Da allora la Terra si è riscaldata lentamente, ma la temperatura media non si è mai avvicinata all’ottimo di 7.000 e 4.500 anni fa.”

    E non mi pare che 7mila anni fà ci fossero le auto, l’ ”inquinamento” che c’è oggi ecc. 

    Chi dice che le attività umane sono (addirittura) all’origine del riscaldamento globale, dice cazzate, parla a vanvera, quindi ignorante.

    ”L’attuale era Glaciale iniziò 40 milioni di anni fa con la crescita della calotta glaciale sull’Antartico, ma si intensificò nel Pleistocene, circa 3 milioni di anni fa, con l’espansione della calotta glaciale nell’emisfero settentrionale. Da allora vi sono stati dei periodi di glaciazione della durata di 40.000 e 100.000 anni, durante i quali le calotte si sono estese e ritirate ciclicamente. (!) L’ultimo periodo glaciale, la glaciazione Würm, è terminato all’incirca tra il 16.000 e il 14.000 a.C”

    Ci sono forze che vanno ben al di là dell’incidenza umana, variazione dell’asse terrestre, dell’orbita del sole…le nutazioni dell’asse terrestre, la rotazione della linea degli apsidi, la rotazione della linea degli equinozi, la variazione di eccentricità dell’orbita terrestre,la traslazione della stessa galassia nello spazio, le variazioni della quantità di radiazione solare che colpisce le differenti parti della terra nei diversi tempi dell’anno e nei vari periodi geologici.

    La vita del pianeta va avanti (e prima o poi finirà comunque) indipendentemente dall’uomo, siamo solo di passaggio, non siamo il centro dell’universo, fatevene una ragione. 

  2. Riguardo alla proiezione disastrosa dell’aumento della temperatura, lei dice “il risultato dei calcoli dai modelli non l’ho chiamato fatto, perché quei risultati non sono un’osservazione sperimentale”.
    Quindi mi faccia capire, lei suggerisce di continuare a condurre questo esperimento mondiale fino a vedere se l’umanità si estingue e solo allora, fatti alla mano, prendere una decisione?

    • Al di là del fatto che una coscienza ecologica ed un maggior rispetto dell’ambiente non può fare altro che bene, e credo che su questo possiamo tutti essere d’accordo, ma credo ci sia anche un altro ragionamento da fare.

      Ammesso che ci possa essere un effetto serra il cui vero effetto non si riesce bene a quantificare, non è che ingigantire il problema, da parte dei paesi più industriali e quindi più avidi di materie prime, serva a rendere più difficile l’accesso all’energia ai paesi pover? Questo permetterebbe di limitare il loro sviluppo e renderli sempre più dipendenti dalle esportazioni delle materie prime che hanno, comprate ovviamente sempre a prezzi molto bassi. Ora, quanto conta la parte economica in tutto questo non sono in grado di dirlo, ma il sospetto c’è. Siamo certi che l’esasperazione dell’effetto serra non sia una manovra economica ben studiata ed a lungo termine?

  3. Astronomia spazio esterno e variazioni climatiche.

    Le fonti scientifiche, in special modo quelle astronomiche, parlano anche di altro oltre il riscaldamento globale.. In questa breve nota accenneremo ad esse (per approfondimenti si visiti il sito www.internetastronomia.it).
    Molte sono le cause esterne alla Terra (anche interne ma non astronomiche) che hanno effetti sul clima terrestre, in particolare ricordiamo le più note al grande pubblico quali il sorgere e tramontare del Sole e l’alternarsi delle stagioni a causa dell’inclinazione dell’asse terrestre (circa 23,5°).
    Altre meno note, quali la variazione di velocità di rotazione della Terra e la variazione dell’inclinazione dell’asse terrestre che hanno influenze sul clima; il calore e la CO2 emessi dai vulcani ecc. e l’energia trasmessa dall’interno della Terra agli oceani e rocce**.
    Noi astronomicamente ci soffermeremo sulle due cause importanti: le variazioni della quantità d’energia raggiante emessa dal Sole ed il passaggio del sistema solare attraverso l’alone galattico (Via Lattea).

    I babilonesi sostenevano che i corpi celesti hanno influenza sulla vita terrestre.

    Nella seconda parte del XVII secolo ci fu un periodo in cui l’attività solare fu praticamente assente (le macchie solari erano assenti dalla superficie solare) e quel periodo, detto minimo di Maunder (il minimo di Maunder durante il quale non ci furono macchie sulla superficie del Sole, si registrò dal 1645 al 1715 (70 anni) durante il quale non ci furono macchie sulla superficie del Sole), il minimo comportò una piccola glaciazione (facente parte dell’era glaciale in atto) con temperature rigidissime su tutto il globo (i fiumi del Centro/Nord Europa erano congelati).
    Il minimo di Maunder si basa su dati certi osservativi con cui si misura l’attività solare, insomma è GALILEIANO.
    Il grande astronomo Sir. William Hershell scopritore di Urano, sul finire del XVIII secolo, fu il primo che sostenne ufficialmente tale ipotesi, che oggi è riconosciuta dal mondo scientifico. Nel secolo appena trascorso (XX) l’attività del Sole ha raggiunto limiti massimi mai registrati e per inerzia sta esercitando ancora una certa influenza sul clima ma tale attività negli ultimi anni è cambiata, ed in contro tendenza sta diminuendo e si prevedono ulteriori minimi della attività solare (previsione degli astronomi solari e della stessa NASA) che tenendo conto dell’inerzia termica dovuta alle masse terrestri, flora, aria ed oceani potrebbe portare ad un nuovo Maunder fra qualche decennio. Questi ultimi annni, e nell’anno che stiamo scrivendo il 2019 l’attività solare è stata nulla, quindi niente macchie solari..
    Già negli anni 50 del XX secolo, erano note 54 ipotesi di variazioni climatiche terrestri (vedasi il libro dell’astronomo Paolo Maffei “L’universo nel tempo”), poi pubblicate nel 1961 da M. Schwarbach, fra queste si citava in particolare l’attraversamento dell’alone galattico da parte del sistema solare.
    Il clima terrestre sembra essere stato mite ed abbastanza stazionario con ondate di freddo che periodicamente di presentano. Questi periodi sono dette ERE GLACIALI. L’ultima era glaciale finì circa 10.000 anni fa o forse è ancora in atto ed in quel periodo calotte di ghiaccio alte chilometri si estendevano sul pianeta (specie nella zona Nord tipo Canada, ecc.), il livello dei mari era molto basso e le calotte di ghiaccio esercitavano una spinta sul mantello sottostante caldo e quindi deformabile. Dalla formazione della Terra circa 4 miliardi di anni fa ci sono state varie ere glaciali con durate di centinaia di milioni di anni per ciascuna.
    Le ere glaciali a sua volta sono costituite da glaciazioni o ondate dell’era glaciale. Quindi in una era glaciale come l’attuale si possono verificare a sua volta periodi più freddi e periodi più caldi.
    Oltre il citato M. Schwarbach, la teoria più fondata sembra sia quella di M. Milankovic: in parole semplici M. Milankovic teorizzò che oltre le stagioni annuali ci sono delle stagioni più lunghe dovute alla variazione dell’inclinazione dell’asse terrestre. Quindi i cicli sono due: stagionale annuale che è contenuto all’interno di un altro ciclo molto più lungo.
    In via principale il clima terrestre dal punto di vista della meccanica celeste dipende:
    – dall’inclinazione dell’asse con spostamento annuale della Terra lungo la sua orbita (stagioni)
    – dalla variazione dell’inclinazione dell’asse terrestre (lentissima).
    – dalla distanza variabile Terra – Sole (ellitticità dell’orbita)
    Vedremo che se ne possono aggiungere almeno altre due legate al Sole ed ai raggi cosmici.
    Le 3 cause di cui sopra (positive e negative) possono sommarsi algebricamente dando luogo a periodi caldi o medi o freddi. Ciò è constatabile analizzando la successione delle ere glaciali nel tempo. Inoltre se il clima è caldo le stagioni di Milankovic hanno minor peso ma nel caso di clima freddo si esaltano; in pratica ci sono delle fluttuazioni.

    **L’interno della Terra è costituito da strati con densità e pressione in aumento andando verso l’interno della Terra, gli strati sono:
    – crosta solida
    – mantello superiore viscoso
    – mantello inferiore viscoso
    – nucleo esterno più viscoso del mantello
    – nucleo interno centrale solido a causa della pressione.
    Questi strati sono sottoposti a scambi di calore termodinamici in particolare le grandezze interessate sono la temperatura, il gradiente geotermico, il grado geotermico, il flusso di calore dei continenti, flusso di calore negli oceani, correnti convettive nel mantello.
    Prevale la conduzione nelle parti solide, la convenzione nelle parti fluide.
    La maggiore variabilità di flusso risalente dal centro della Terra è dovuto al flusso di calore oceanico.

    Alone galattico, raggi cosmici e variazioni dell’attività solare
    Il sistema solare fa parte della Via Lattea (la nostra galassia) costituita da circa 200/300 miliardi di stelle ed in particolare il Sole compie un rivoluzione completa attorno al centro della galassia in circa 200/300 milioni di anni. In questo percorso, la Terra, legata al moto del Sole, attraversa lo spazio galattico che non è costituito dal vuoto assoluto ma da particelle cosmiche, raggi cosmici, polveri e gas. Inoltre, il sistema solare può risentire dell’attrazione gravitazionale delle stelle o addirittura essere investito dai raggi cosmici di qualche stella esplosa, detta supernova (a tal proposito lo stesso Paolo Maffei nel libro citato sostiene che l’estinzione dei dinosauri fu causata da una supernova esplosa in quel periodo.). In pratica i raggi cosmici ad alta energia raggiungono la troposfera e in funzione della loro quantità portano a variazioni del clima terrestre, facendo variare in modo complesso le formazioni nuvolose e di conseguenza il clima. Il fenomeno si verifica quando il sistema solare passa nei bracci di spirale della nostra galassia. I raggi cosmici potrebbero portare a variazioni della temperatura terrestre dell’ordine di vari gradi che a sua volta si possono sommare a quelli dovuti alla variazione dell’attività solare.
    Sommando le tre cause analizzate a queste due si possono avere periodi molto caldi o molto freddi. Negli ultimi anni del secolo XX e nel primo ventennio del secolo XXI l’attività solare è andata scemando, i valori assoluti dei minimi e massimi sono diminuiti, come d’altronde il flusso solare. Ora ci troviamo in un minimo solare che si sta prolungando da anni, niente macchie solari! Per verificare ciò basta osservare il Sole con un telescopio solare in H alfa o con telescopi dotati di filtri solari professionali; per chi non ha il telescopio si prega di visitare il sito della Nasa o altri numerosi siti Internet che si trovano in rete.

    Sole 24 Luglio 2019 – foto in H alfa di C. Rossi (si noti la totale assenza di macchie)
    Gli astronomi solari e la NASA sostengono che se tale minimo solare si protrarrà nel tempo si potrebbe verificare una piccola glaciazione chiamata, per ora, Maunder II.
    Nell’ultimo congresso delle nazioni sul clima tenuto in Polonia gli addetti ai lavori hanno escluso che il Sole possa avere un’influenza sul clima terrestre! Ciò va contro a quanto dichiarato nell’ultimo congresso di astronomia solare!
    Insomma politica e ambientalisti contro l’astronomia?

    Accenni di termodinamica
    Una parte delll’energia terrestre oltre che al Sole è dovuto ad un principio della fisica detto II principio della termodinamica o come alcuni lo chiamano LA LEGGE DI DIO e il II principio, come vedremo, è incongruente con il riscaldamento globale (anche con il I principio della termodinamica)..
    Un principio che regola tutti i processi fisici riguardo alla produzione e trasformazione dell’energia (es. Il Sole), anche degli esseri organici (umani, flora, fauna, oceani, aria, interno della Terra, Sole, Universo, ecc.).
    Immaginate tutte le trasformazioni energetiche temporali e l’energia che producono; non esiste una trasformazione ideale e contro il II principio nulla può la politica, anzi nessuno nemmeno Greta, esso marcia con passo universale diremmo DIVINO.
    Sembra che non si debba tener conto dell’astronomia solare e galattica ma anche del principio universale della fisica, detto II principio della termodinamica, il principio che governa tutto l’universo, compreso il Sole e la Terra.

    Il Sole
    L’energia che arriva dall’esterno sulla Terra è dovuta al: Sole (vedi appendice), Luna (luce del Sole riflessa dalla superficie lunare ed una debole luce, la luce cinerea scoperta da Leonardo Da Vinci, cioè la luce solare riflessa dagli oceano terrestri che colpisce la Luna e che a sua volta viene riflessa sulla Terra), stelle, galassie, nebulose, raggi cosmici, gas interstellare (radioonde), radio sorgenti; la fonte principale è il Sole ed in particolare l’emissione preponderante (ad una temperatura di circa 5713 °K ) è nel campo delle onde elettromagnetiche visibili, ultravioletto e infrarosso. L’apporto della corona solare, pur essendo essa a temperature di milioni di gradi, con emissione nel campo delle onde radio, è di molto inferiore.
    Nota: i dati qui di seguito forniti non sono certi (le varie fonti riportano valori diversi) ed inoltre sono valor medi e variabili nel tempo.
    Noi riportiamo una serie di dati per dar base al nostro calcolo.
    Chiariamo che l’energia solare che arriva sulla Terra in parte è riflessa dalle nubi e polveri il 30%, il 19% è assorbita dall’atmosfera, il 51% raggiunge la superficie terrestre (scindendo il 51% si ha il 26% di radiazione diretta, 14% diffusa dalle nubi, 11% diffusa dall’atmosfera) ed il 4% è riflessa dalla superficie, in totale l’energia disponibile sulla superficie è il 47% di cui quella visibile è il 50%, infrarossa 40%, ultravioletta il 10% circa.
    Ripetiamo e sottolineiamo che i dati sono medi e variabili tenuto conto che le grandezze interessate sono difficilmente determinabili e variabili, inoltre dipendono dalla latitudine terrestre, periodo dell’anno, ecc.
    Dai dati sopra riportati si desume che l’energia riflessa dalla Terra è pari al 30% + 4% = 34%.
    Tenuto conto delle acque, della flora e fauna il bilancio energetico (mediamente e globalmente) risultante è zero, energia entrante = energia uscente,
    Per essere più dettagliati la radiazione solare che impatta sull’atmosfera viene riflessa, diffusa ed assorbita.
    L’energia riflessa verso lo spazio esterno è dovuta alla riflessione ed irraggiamento (legge di Stefan) per cui la radiazione assorbita da luogo ad una reimmissione della radiazione verso lo spazio esterno.
    L’atmosfera è in massima parte opaca alle radiazioni solari; la luce visibile che riceviamo va dalla lunghezza d’onda di circa 400 nm (nanometri) a circa 700 nm. La parte che riceviamo ma non visibile, è quella infrarossa e ultravioletta (le onde elettromagnetiche più pericolose per le specie terrestri sono bloccati dallo strato di ozono dell’atmosfera).
    L’atmosfera fra i 110 e 80 Km è molto rarefatta, sui 60 Km c’è lo strato D più basso della ionosfera, a 1000 Km lo strato E fra 300 e 500 Km lo strato F.
    A 30 Km incontriamo lo strato di ozono che è vitale per la vita sulla Terra perché intercetta i raggi ultravioletti.
    La radiazione solare si divide in:
    – radiazione solare di fondo che in pratica è costante, corrisponde ad onde elettromagnetiche centimetriche e decametriche con temperature da 10.000 a 1.000.000 di °K. Infine ci sono le esplosioni di tipo I (in coincidenza con grandi macchie), tipo II e tipo III.
    – radiazione rinforzata che dipende dal numero delle macchie solari presenti sul disco solare e varia nel tempo con un ciclo mensile di 27 giorni (periodo di rotazione del Sole) e nei decenni o secoli sempre in dipendenza del numero delle macchie. Aumenta nel caso che ci siano più macchie, diminuisce con il diminuire o l’assenza delle macchie. Questa radiazione ha una lunghezza d’onda che va da 3 a 60 cm e corrisponde a temperature di 100.000 – 1.000.000 di °K.
    – radio tempeste solari dipendenti da grandi macchie solari, esse hanno lunghezze d’onda da 1 a 15 metri circa con una variazione di temperatura enorme da 100.000 a 10 miliardi di °K.
    Per introdurre la costante solare (che poi costante non è) bisogna precisare che a causa dell’orbita ellittica della Terra, la distanza Terra – Sole varia di circa 1,7% e di conseguenza l’irraggiamento varia di circa il 6,9 %.
    L’irraggiamento solare al di fuori dell’atmosfera per mq, cioè la costante solare è pari circa in media a 1.367 W (potenza) o 1,37 kW, quindi la costante media esterna è 1.367 W/mq, con variazioni da 1412 a 1321 W/mq o in Kcalorie 1,81 Kcal/cmq. La radiazione solare massima a Terra si ha al mezzogiorno vero cioè quando il Sole durante l’anno passa al meridiano locale ed è alla massima altezza sull’orizzonte; comunque la radiazione massima, a parità di altre condizioni, varia con la trasparenza atmosferica. La trasmittanza atmosferica con cielo sereno varia da circa 0,57 a 0,7. Ricordiamo comunque che il principale fattore che influenza le temperature è l’altezza del Sole sull’orizzonte durante l’anno alle varie latitudini (stagioni, massimo al Solstizio dì Estate e minimo al Solstizio d’Inverno). Altre grandezze che influiscono sulla radiazione che arriva a Terra sono la torbidità atmosferica, la lunghezza del percorso che i raggi solari fanno prima di raggiungere la Terra e l’albedo. L’albedo (radiazione incidente a terra che viene riflessa) attuale della Terra è circa 30 – 35% (l’albedo è variabile con la costituzione della superficie terrestre).
    Il flusso di potenza solare totale fornita dal Sole alla Terra si può stimare in 174 * 10 ¹⁵ W con un intervallo di circa il 3,5%. Come detto però tale energia non arriva tutta sulla superficie della Terra in quanto il 34% circa è riflessa dal pianeta, il 19 % viene assorbita dall’atmosfera e il 47% assorbita dalla superficie terrestre.
    Ritornando alla costante solare si stima che essa abbia un’influenza sulla temperatura terrestre del 0,1% per il ciclo di undici anni del Sole (attività massima e minima) e di 1 – 2 °C per i periodi secolari.

  4. Alcuni numeri solari
    non parole non teorie non modelli, probabilita’ statistiche

    Numero di giorni senza macchie nel 2019:199

    Attuali giornate senza macchie:29

    che sta succedendo?

  5. rispondo gentilmente a Lucio

    riprendo in breve alcuni concetti espressi nelle note 2 e 1 gia’ qui pubblicate.  estratte da un mio recente libro “variazioni climatiche dovute allo spazio esterno accenni al riscaldamento globale al problema energetico ed energie rinnovabili”

    il presunto riscaldamento globale, lo scioglimento dei ghiacciai  ecc.

    potrebbe essere dovuto alla elevata attivita” solare del XX secolo che e’ stata registrata dalle agenzie ed astronomi solari (anche da me)

    nel XX secolo si registrarono  fra l’altro valori del numero di Wolf superiori a 200!

    l’effetto termodinamico di tale attivita’  non e’ stato immediato ma lento a causa delle masse aerali oceaniche terrestri flora fauna, ecc. della Terra.

    sottolineo che quanto sopra e’ stato misurato e quindi e’ certo.

    io nei miei studi sul sistema termodinamico Sole Terra ho trovato due grandezze che potrebbero influire  in sinergia con tante altre  ad una modifica del clima  esse sono:

    l’energia riflessa verso lo spazio esterno e la modifica dei vari flussi di calore del sistema Terra, nel rispetto del primo principio della termodinamica l’energia non si crea dal nulla e quella del sistema Sole Terra e’ costante.

    alcuni servizi meteo tipo quello danese riferiscono che negli ultimi anni le masse sommerse dei ghiacciai oceanici sono aumentate di centinaia di migliaia di miliardi di tonnellate,  quindi bisogna guardare sopra e sotto.

  6. nota 2 da www.internetastronomia.it

    Infine sempre riguardo la termodinamica bisognerebbe analizzare (se possibile) quali sono gli scambi attuali all’interno della Terra e se stanno aumentando e come stanno variando nel tempo.
    Comunque molti autori e lo scrivente (in parte, vedere le precisazioni esposte in seguito) ritengono il riscaldamento globale dovuto ad effetto serra in contrasto con la termodinamica.
    Prima di approfondire definiamo la forzante del riscaldamento globale in modo semplice: i gas serra tipo CO2 assorbono radiazini infrarosse provenienti dalla superficie della Terra e ne reinviano una parte sulla superficie stessa aumentandone la temperatura.

    Qui accenniamo alle svariate incongruenze termodinamiche della teoria del riscaldamento globale:

    1 “Accumulo di calore” – violazione della definizione stessa di calore.
    Come detto il calore si misura con le stesse unità di misura dell’energia ma il calore è un’energia di scambio. Più precisamente il calore non è un’energia intrinseca del sistema ma un’energia di transito fra due corpi a differente temperatura (come stabilito dal II principio della termodinamica il calore passa spontaneamente dalla sorgente a temperatura più alta al ricevente a temperatura più bassa).
    Vale U2 – U1 = Q – L, essa è l’energia scambiata con l’esterno.

    2 violazione del I principio della termodinamica (vedasi esposizione precedente in merito al I principio).
    Il sistema Terra – Sole è da ritenersi un sistema isolato e quindi applicando al sistema il I principio l’energia del sistema è costante (sistema in equilibrio non in transitorio); le due fonti di energia sono il Sole e la Terra (centro fluido caldo della Terra), per cui l’energia del sistema è W = Wsole + Wterra = costante (al tempo t), W’ al tempo t’, ecc. Ws >> Wt. L’energia W può variare solo se varia l’energia Wsole o l’energia Wterra o ambedue (la somma è algebrica).
    Senza scendere nel dettaglio dei flussi termici, dall’equazione di cui sopra si può constatare che non ci può essere nessuna variazione di energia rispetto a W se Ws e Wt sono costanti o comunque non si può creare energia! (violazione primo principio termodinamica) che poi a sua volta dia luogo ad aumento di temperatura, quindi nessuna energia si può produrre dal nulla! Ad una variazione positiva di energia deve corrispondere a una variazione negativa uguale in valore assoluto. Questo è il punto di vista dei termodinamici che contestano il riscaldamento globale.
    Lo scrivente è d’accordo con quanto sopra esposto riguardo all’intero sistema ma qui di seguito è riporatata una sua precisazione: le equazioni di cui sopra valgono per una massa del “sistema Terra”con massa m a densità media costante o più masse ed in condizioni di equilibrio vale m = K; in realtà le condizioni di equilibrio perfetto non sussistono mai dato che alcune delle masse sono fluidi o aeriformi sempre in mutazione come forma e massa, anche se è pur vero che dei quasi equilibri possono sussistere tipo il giorno e la notte, le stagioni, ecc. quindi m (t) = k (t).
    Secondo noi (ipotesi non rilevata nella letteratura consultata) la massa m è pari a: m (t) = m1 (t) + m2 (t) + m3 (t) +……, in quanto il sistema Terra per sua costituzione fisica non è un oggetto a massa unica m (i volumi e le densità delle varie masse componenti sono variabili) ma è costituito da più masse fisicamente diverse e variabili nel tempo che si scambiano calore: vari strati della Terra solida (centro, mantello, ecc,), strato basso intermedio esterno dell’atmosfera; inoltre bisogna tener conto che l’energia riflessa nello spazio può variare anche se Ws = costante. Questa variazione di per se stessa piccola rispetto all’energia raggiante Ws forse è da ritenersi non trascurabile su eventuali variazioni energetiche all’interno del sistema Terra.
    Quindi al tempo t ciascuno strato può scambiare più o meno energia/calore ma tutte le masse insieme debbono rispettare W = costante. Tutti gli scambi termici debbono rispettare la legge di fisica tecnica di Fourier (conduzione), e gli scambi per convenzione, adduzione e irraggiamento.
    Il Sole nello spazio vuoto emette energia raggiante (onde elettromagnetiche) secondo la legge di Stefan Ws = σ * T^4 che è prevalente a temperature T molto elevate. La conduzione è per strati solidi, la convenzione per fluidi, l’adduzione comprende conduzione e convenzione.
    In definitiva “l’accumulo di calore” meglio la variazione di energia positiva “permanente” previsto dalla teoria del riscaldamento globale non può esserci in quanto si piò assumere W = costante (con il complemento del punto3).
    Le uniche variabili che possono dar luogo a variazioni di energia sono il Sole con la sua attività e la Terra (energia interna alla Terra) e delle volte la riflessione dell’energia nello spazio vuoto.

    3 Violazione del calcolo vettoriale e del vettore energetico di Poynting
    L’energia raggiante emessa dalla superficie terrestre si dirige verso lo strato basso dell’atmosfera e l’atmosfera a sua volta emette energia raggiante verso la superficie.
    Il vettore Wrt (riflessione Terra) va sommato algebricamente al vettore Wra (riflessione atmosfera), quindi Wrta = Wrt – Wra se si tiene conto del verso dei vettori.
    Quindi nessuna creazione di energia ma solo una differenza positiva, essendo Wrt > Wra circa 250 contro 125 W/mq. La superfice della Terra sarà sottoposta ad un flusso positivo pari a Wrta, quindi la superficie della Terra non può scalcarsi, si scalderebbe solo nel caso che l’atmosfera inviasse un’energia raggiante > di Wrt!
    Stessa violazione si ha per il vettore di Poynting
    P = E * H dove E è il campo elettrico e H la forza magnetica. Per la legge di Poynting l’energia raggiante che attraversa una superficie è uguale al flusso di Poynting e nel ns. caso i 2 vettori di Poynting vanno sommati algebricamente, come sopra.

    Alcuni sostengono che il calore prodotto dalle attività umane è minoritario e si dissolve rapidamente mentre quello dovuto all’atmosfera è duraturo, noi pensiamo che in tale ipotesi il calore immesso o “intrappolato” dal punto di vista termodinamico sia la stessa cosa.

    4 violazione delle leggi di trasmissione del calore
    Il calore va obbligatoriamente da un corpo caldo a uno freddo (senza applicare lavoro) per cui i gas atmosferici a temperatura minore della superficie della Terra, visto lo scambio energetico di radiazione infrarossa non possono far aumentare la temperatura della Terra.

    5 Violazione del concetto di entropia
    Si faccia riferimento a quanto esposto in precedenza sull’entropia.
    E’ chiaro che il sistema Sole – Terra come tutti i sistemi termodinamici tende ad un aumento di entropia a causa dell’irreversibilità delle trasformazioni.
    Il Sole era ed è una stella a ridotta entropia ma ad ogni istante aumenta la sua entropia e tende in miliardi di anni a divenire una stella a entropia aumentata, nel contempo la capacità del sistema a convertire energia diminuisce, l’energia di prima specie diviene energia di seconda specie.
    Da ciò si deduce che la variazione di entropia (in media nel tempo) della superficie della Terra è minore della variazione di entropia dell’atmosfera ∆St Ta.
    Ora chi sostiene che il riscaldamento globale in pratica afferma che l’aumento di entropia della superficie della Terra è contemporaneo all’aumento dell’entropia dell’atmosfera! Impossibile per il II principio della termodinamica!
    Inoltre senza approfondire i riscaldisti hano applicato malamente il principio di Kirchoff e la legge di Boltzman.

    Conclusioni
    Le grandezze che interessano la nostra analisi sono:
    eccesso di effetto serra
    energia solare di fondo
    energia solare rinforzata
    alone galattico
    raggi cosmici
    II principio della termodinamica
    energia interna della Terra
    effetti meteo (nubi – vapor acqueo)
    energia nucleare
    distribuzione dei flussi di calore
    riflessione energia solare verso lo spazio esterno
    esaurimento dei combustibili fossili

    L’eventuale aumento della temperatura potrebbe essere dovuto a effetti naturali o naturali/antropici o antropici.
    Ad oggi non ci sono risposte precise, non è da escludere una sinergia.
    Certamente i sostenitori dell’eccesso di “effetto serra” non prendono assolutamente in considerazione gli effetti astronomici, anzi nell’ultimo meeting li hanno esclusi!
    Noi con dati certi, tipo Maunder I, abbiamo dimostrato che sicuramente il Sole influisce sul clima terrestre. Senza dimenticare le stagioni di Milankovic.
    Non trascurabili sono gli altri effetti dello spazio esterno tipo variazioni dell’inclinazione dell’asse terrestre e raggi cosmici.
    Una controversia forte è fra i climatologi e i meteorologici che sostengono che l’aumento di temperatura sia dovuto anche ad eventi meteo tipo nubi e vapor acqueo (anche qui si fanno sentire gli effetti termodinamici).
    Gli ultimi rilievi mostrano che la corrente del golfo sta perdendo di intensità e che la massa sommersa dei ghiacciai dell’oceano è in aumento.
    Solo l’esperienza galileiana ci dirà se andiamo incontro ad un riscaldamento globale o a una piccola era glaciale.
    Le grandezze difficili da calcolare con precisione sono:
    il flusso riflesso verso lo spazio esterno sia per sua natura sia perché variabile nel tempo
    distribuzione dei flussi di calore, come detto (in realtà le condizioni di equilibrio perfetto non sussistono mai dato che alcune delle masse sono fluidi o aeriformi sempre in mutazione come forma e massa, anche se è pur vero che dei quasi equilibri possono sussistere tipo il giorno e la notte, le stagioni, ecc. quindi m (t) = k (t).
    Queste ci sembrano variabili che se sussistenti per lunghi periodi potrebbero mutare l’equilibrio termodinamico globale della Terra e in qualche suo strato (mi)

    Metodi per contrastare un eventuale riscaldamento globale – proposte fra cui quella dell’autore
    Sono stati proposti numerose soluzioni onde limitare l’aumento di temperatura, al di là del riscaldamento globale o non.
    Proviamo ad elencarle (alcune sono note altre sono novità):
    1 ottimizzare le trasformazioni di energia terrestri al valore limite imposto dal II principio della termodinamica (se possibile)

    2 ridurre le emissioni di CO2 (legata al punto 1) ed altri gas serra

    2.1’aumento delle foreste (comunque con l’aumentare della CO2 aumenterà la massa floreale che a sua volta farà diminuire la CO2)

    2.2 aumentare la flora marina, paludosa, ecc. con effetti equivalenti al punto 2

    2.3 catturare la CO2 prodotta e stoccarla in serbatoi naturali geologici permanenti, in special modo dove sono i grandi produttori di CO2, se possibile, tipo le centrali elettriche

    2.4 impianti che catturano la CO2 per trasformarla

    2.5 massimizzare l’uso di fonti rinnovabili (in questo caso in special modo per la rete elettrica tale aumento ha un limite imposto dalla regolazione frequenza/potenza di rete, ecc.). Le energie rinnovabili hanno un loro ciclo legato all’astronomia e climatologia (sole giorno/notte e vent, ecc.), quindi in loro assenza si deve sopperire con altre fonti tipo: idroelettrica, termoelettrica, nucleare, ecc.
    Ad oggi si stima il contributo massimo delle energie rinnovabil al 20%.
    Inoltre bisogna considerare che la produzione di energia rinnovabile è antieconomica e quindi sussiste grazie agli inventivi statali, regionali…
    Si stanno provando sistemi di stoccaggio ai nodi della rete elettrica che per ora sono costosissimi e antieconomici.

    3 immettere fuori dell’atmosfera piccoli elementi che riflettano la luce solare, questo comporterebbe problemi all’astronomia ed alla navigazione spaziale!

    4 rendere la superficie della Terra più riflettente, colore delle strade meno nere, edifici di colre bianco, ecc.

    5 “oscurare” il Sole – introdurre particelle nell’atmosfera terrestre che riflettano la luce solare (geo ingegneria)

    6 vele solari (proposta dell’autore: la proposta riportata qui di seguito è qualitativa ma i calcoli possono farsi più precisamente).
    Al fine di introdurre la proposta:
    posto che la distanza media della Terra dal Sole è pari a 150.000.000.000 m, il diametro della Terra12.742.000 m,il diametro del Sole 1.391.000.000 m, in scala 1/1000.000.000.000 rispettivamente 0,15 m , 0,000012742 m, 0,0139 m.
    Il diametro della Luna è pari a 3.474.000 m.
    La Luna quando transita al nodo da luogo ad un’eclisse di Sole; per la totalità la Luna deve trovarsi circa nel punto più lontano della sua orbita ellittica intorno alla Terra.
    Il diametro del Sole è circa 400 volte quello della Luna, mentre la distanza Sole – Terra è circa 400 volte la distanza Luna – Terra, per questo motivo la Luna e il Sole ci appaiono circa con lo stesso diametro apparente di 1°.
    In prima approssimazione la quantità di energia che colpisce l’atmosfera terrestre (ortogonalmente) in un’ora è pari a Wt = 3,14 * Dt² * 1350* 1, dove Dt è il diametro della Terra in metri e 1350 è la costante solare media nello spazio in W/mq, 1 un’ora, Wt = 600.880.000.000.000.000 W h, 600.000 Twh ma tenendo conto della sfericità della Terra tale valore è stimato in 90.000 Twh.
    In prima approssimazione la quantità di energia che colpisce la Luna in un ora, quindi quella che intercetta la Luna durante l’eclisse totale di Sole, è pari a Wl = 3,14 * Dl² * 1350* 1, dove Dl è il diametro della Luna in metri e 1350 è la costante solare media nello spazio in W/mq, 1 un’ora, Wl = 51.000.000.000.000.000 Wh, 51.000 Twh pari al 8 % di Wt. Tenendo conto della sfericità della Luna è stimabile in 7.285 Twh.
    Nello spazio vuoto per neutralizzare l’effetto serra (se esistente) bisognerebbe intercettare un’energia maggiore dell’equivalente della forzante netta dell’effetto serra stimata in 250 miliardi di kWh anno, in quanto una parte dell’energia raggiante è riflessa dall’atmosfera terrestre.
    Una vela solare posta nello spazio in direzione centro Sole – centro Terra, con un’orbita annuale identica a quella del Sole apparente, quando si trova distesa e con la superficie ortogonale ai raggi solari intercetta un’energia pari a 1,35 Kwh al mq.
    Per esempio una vela quadrata con lato 100 m, una superficie di 10.000 mq, intercetta 13.500 Kwh. La vela è in cielo 365 * 24 ore all’anno, 8760 ore, quindi intercetta 118 miliardi di Kwh.
    La posizione della vela o vele deve essere lontana da influenze gravitazionali e non vicino alla Terra, diciamo ben oltre la Luna. Riguardo l’osservazione del Sole il disturbo sarebbe minimo, angolo apparente occupato quasi 0.

    7 – aumento della produzione di energia elettrica derivante dal nucleare e idroelettrica
    La produzione di energia elettrica dal nucleare non produce anidride carbonica! Ma è avversata dagli ambientalisti per la sua pericolosità (incidenti nucleari).
    Bisognerebbe aumentare la sicurezza degli impianti tipo gli attuali e nel tempo passare a centrali nuclelari basate sul trizio e non sull’uranio (proposta del premio Nobel Carlo Rubbia).
    L’aumento della produzione idroelettrica che a livello mondiale è massivo va attuato assolutamente.

    8– spostamento dell’orbita della Terra attorno al Sole
    Già Karl Sagan e Slowsky preconizzarono lo spostamento delle orbite planetarie.
    Bisognerebbe allontanare la Terra dalla sua orbita attuale.
    Teoricamente si può fare.
    Quanta energia servirebbe? (1/3 dell’idrogeno degli oceani) È attuabile? Lasciamo questo argomento agli specialisti del settore.

    9 – spostamento dell’orbita lunare
    Servirebbe meno energia.
    Bisognerebbe spostare e modificare l’orbita lunare in modo che la Luna ogni mese passi in uno dei nodi o circa. Una eclissi totale o parziale di Sole ogni mese, meno energia raggiante sulla Terra.

    10 – rifornirsi di metano sui pianeti esterni tipo Urano

  7. Caro Batttaglia,
    lei insiste sulle congetture, ma mi sembra che ne approfitti ampiamente ( a parte il fatto che in genere si chiamano teorie e sono assolutamente lecite) Come sempre in questi fenomeni fisici complessi vi sono sempre uno o due fatti determinanti. Uno e’ il fatto, evidente a tutti, che i ghiacciai si stanno sciogliendo in tutte le parti del mondo comprese le alpi, l’Antartico e l’Artico . Quindi la temperatura della terra aumenta. E’ l’uscita dalla piccola glaciazione ? La congettura e’ molto dubbia: se fosse naturale non sarebbe stata cosi’ violenta e rapida. L’altro e’ il fatto che, carotando i ghiacci di Artico e di Antartico possiamo risalire indietro fino a 800.000 anni e possiamo misurare di anno in anno sia la temperatura che il CO2. Beh, gli aumenti di temperatura sono sempre stati accompagnati da aumenti di CO2 e mai si sono avuti aumenti di CO2 cosi’ rapidi come in questi ultimi 100 anni. (cosi’ come aumenti di temperatura) Sappiamo tutti benissimo che il CO2 (come il metano) assorbe il NIR molto meno del vapore d’acqueo ed ha una concentrazione 10 volte minore. Pero’ c’e’ questo strano fatto che non e’ una congettura: nei periodi interglaciali il CO2 aumentava. Nei perodi gliaciali diminuiva. E’ , appunto, un fatto. Lo spieghi lei, se ne e’ capace. I suoi colleghi suppongono che il piccolo aumento di temperatura provocato dal CO2, provochi un aumento di vapore d’acqueo che ha un effetto sulla temperatura molto maggiore, data la maggiore quantita’ ed il maggiore assorbimento. E’ una congettura, certo. Ma e’ l’unica che abbiamo a disposizione per spiegare il fatto. Tra l’altro non vi e’ mai stato un aumento di CO2 fino a 380 ppm come adesso. Al massimo la natura e’ andata fino a 290. Che cavolo di sconquassi provochera’ ? Dato che, alla fine fine, si tratta della nostra pelle, e’ bene essere prudenti. Non commento le sue considerazioni sull’aumento di 0,8 gradi su 100. Si e’ lasciato evidentemente trascinare dalla vena polemica, che su argomenti cosi’ scientifici e cosi’ gravi e’ assolutamente da evitare. Vada a vedere il sito www.sovrappopolazione .it. Trovera’ notizie interessanti. E non sia sempre cosi’ sicuro di se’. Nella scienza e’ sempre meglio nutrire qualche ragionevole dubbio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *