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Il riscaldamento globale è una congettura. Lo dice la scienza - Seconda parte

L’AGW diventa vieppiù meno plausibile se si osserva che il clima s’è riscaldato di 0.8 gradi in 150 anni. Ora, le temperature medie globali sono ottenute facendo la media di misurazioni da stazioni sparse sul pianeta; le misure hanno oscillazioni entro un intervallo che ha un’ampiezza di 100 gradi, e una variazione di 0.8 unità sul valor medio di una grandezza che ha una variabilità di 100 unità significa una cosa sola: quella grandezza è straordinariamente stabile. Ai fini del clima, 0.8 possono anche essere importanti, ma il fatto è che tale variazione è comunque rumore di fondo rispetto alla variabilità naturale.

Detto diversamente, il clima varia di suo, in modo naturale, con effetti anche devastanti per quel che ci riguarda, ma noi non possiamo farci niente: dobbiamo subire gli uragani così come ci tocca subire i terremoti. E, a proposito d’uragani, val la pena notare che, ove sono stati contati, essi sono stati inferiori oggi rispetto a ieri: furono 149 (di cui 10 di forza 4) quelli che colpirono l’America negli 80anni compresi fra il 1850 e il 1930 e furono 135 (di cui 8 di forza 4) quelli che la colpirono negli 80 anni compresi fra il 1930 e il 2010. Infine, questo riscaldamento, riportato come 0.8 gradi in 150 anni è in realtà di quasi 2 gradi cominciò nel 1700, cioè al minimo della Piccola Era Glaciale.

Visto che i fatti non rendono l’intera congettura dell’AGW così plausibile come sembrava alla prima vista superficiale, cosa dire dei risultati dei calcoli dai modelli? Purtroppo questi sono patentemente sbagliati. I modelli, infatti, nel calcolare le variazioni climatiche non riproducono né il Periodo Caldo Medioevale né la Piccola Era Glaciale. E avanzarono previsioni sull’evoluzione del clima che si sono rivelate errate: alla fine del secolo scorso avevano previsto che tra il 1995 e oggi la temperatura media globale sarebbe aumentata di 0.7 gradi, mentre invece è rimasta essenzialmente stabile. Si veda in proposito la figura che accompagna questo articolo, ove la curva in rosso indica il “consenso scientifico” in ordine alla evoluzione delle temperature, completamente errato rispetto alla evoluzione sperimentale.

In conclusione, il consenso scientifico è un concetto che non ha posto nel metodo scientifico e non può essere invocato a prova della validità dell’AGW. Questo, piuttosto, è falsificato dai fatti.

Franco Battaglia, 8 maggio 2019

 

 

 

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