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Il taglio dei parlamentari? Una tangente politica al M5S - Seconda parte

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Ho ascoltato in tv, ripeto, oscenità di ogni genere, il massimo è stato quella di un transfuga dal Pd che dopo aver detto peste e corna della legge, dichiarava il voto a favore, al contempo preannunciando che avrebbe subito chiesto un referendum per abrogarla: politicamente un miserabile. Ho scritto allora, d’impeto, un tweet: “Una persona perbene che ama l’Italia e gli italiani non può che provare vergogna su questo voto”. Molti lettori mi hanno scritto chiedendo spiegazioni. Eccole. Le motivazioni del Sì sono miserabili (la più risibile quella dei costi che Carlo Cottarelli ha fulminato valutandone l’impatto nello 0,007%).

Nella sua approvazione si sono consumati ricatti reciproci e incrociati. Per essere applicata richiederà una serie di orpelli costituzionali fra i quali una nuova legge elettorale ove, come di consueto, si consumeranno osceni intrallazzi. La dignità del Parlamento è stata ferita, l’unico rispetto dobbiamo averlo per i 14 che hanno votato contro. Un accozzaglia di questo tipo non è degna di eleggere il futuro Presidente della Repubblica, punto.

L’aspetto positivo in prospettiva è che i leader di questa ignobile vicenda ne sono usciti tutti con le ossa a pezzi verso l’opinione pubblica. Si impone una rapida andata alle elezioni, per spazzarli via con l’unica arma che abbiamo: il voto.

Riccardo Ruggeri, 10 ottobre 2019

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