Commenti all'articolo Il voto dell’Emilia Romagna in 10 pillole

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EvaMo
EvaMo
31 Gennaio 2020 12:39

L’aumento dell’affluenza è stata dettata da 2 motivi: per un 55-65% dei residenti la volontà di mantenere i propri interessi e privilegi dato che governa la sinistra da tantissimi anni con una sorta di monopolio commerciale e istituzionale e quindi di mantenere lo status quo, l’altra motivazione per circa un 45-55% affluenza residenti piu’ ” povera” economicamente dettata dal disperato vitale bisogno di espugnare questo monopolio stanchi di essere salassati, quindi i conti in percentuale tornano. La Lega ha fatto un’ottimo risultato per essere in Emilia 32% contro 34% circa per un soffio, alla faccia di chi dice che ha perso il centro destra affatto, infine la “furbizia” del Pd del voto disgiunto ha fatto il resto.

Siro Cappelli
Siro Cappelli
31 Gennaio 2020 10:13

E’ ormai passato del tempo e siamo tutti più calmi le analisi più ponderate, Salvini e la Bergonzoni hanno raggiunto un bel traguardo e la prossima volta non ci saranno scuse o sardine che possono impedire la vittoria della destra democratica veramente, le bugie e le trovate valgono solo per una volta. Piuttosto mi soffermerei su di un pensiere , ma Forza Italia dove è stata durante le elezioni non si è mai sentita e quindi il risultato elettorale è stato bassissimo se non credono e pensano che il comando spetti a loro perchè Berlusconi si è sempre speso personalmente sbagliano se non ci si impegna non si vince più al massimo si sparisce meglio, quindi fratelli forzisti la prossima volta guardate di esserci credetemi è meglio anche per voi

step
step
28 Gennaio 2020 13:58

Beh, le due coalizioni di CSX e CDX sono circa alla pari, se questa è la roccaforte rossa… Comunque la Borgonzoni non è all’altezza, io in Emilia avrei votato per Bonaccini e CDX (voto disgiunto insomma). Bene anche la scomparsa dei 5 Stelle, preferisco un PD ormai liberista ai pauperisti grillini.

Utnapishtim
Utnapishtim
28 Gennaio 2020 13:34

Il contrasto città-campagna non è di mia invenzione, risale a Karl Marx. Le elezioni in E.R. hanno semplicemente confermato ciò che il filosofo-economista aveva osservato. Da una parte (campagna) lavoro produttivo di valore; dall’altra (città), rendite parassitarie e appropriazione di plusvalore. Niente di nuovo sotto il sole. Perdonate la lunga citazione, che non mi è congeniale. «La piú grande divisione del lavoro materiale e intellettuale è la separazione di città e campagna. L’antagonismo tra città e campagna comincia col passaggio dalla barbarie alla civiltà, dall’organizzazione in tribú allo Stato, dalla località alla nazione, e si protrae attraverso tutta la storia della civiltà fino ai nostri giorni (l’Anti-Corn Law League). L’esistenza della città implica immediatamente la necessità dell’amministrazione, della polizia, delle imposte, ecc., in una parola dell’organizzazione comunale, e quindi della politica in genere. Apparve qui per la prima volta la divisione della popolazione in due grandi classi, che è fondata direttamente sulla divisione del lavoro e sugli strumenti di produzione. La città è già il fatto della concentrazione della popolazione, degli strumenti di produzione. La città è già il fatto della concentrazione della popolazione, degli strumenti di produzione, del capitale, dei godimenti, dei bisogni, mentre la campagna fa apparire proprio il fatto opposto, l’isolamento e la separazione. L’antagonismo fra città e campagna può esistere solo nell’ambito della proprietà privata. Esso… Leggi il resto »