Immigrazione, 4 luoghi comuni da sfatare

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00:00 Il libro “La strana morte dell’Europa” dell’inglese Douglas Murray
00:42 1° mito: I migranti sono risorse economiche insostituibili
01:15 2° mito: I migranti arricchiscono la nostra cultura
02:18 3° mito: L’esodo è inarrestabile
03:05 4° mito: I migranti ci pagheranno le pensioni.

Cari amici, oggi voglio parlarvi di immigrazione attraverso un libro anticonformista, La strana morte dell’Europa dell’inglese Douglas Murray. Questo saggio tratta della crisi d’identità dell’Europa, messa in relazione con l’immigrazione di massa e in particolare con l’immigrazione islamica.

I migranti sono risorse economiche insostituibili

Una delle motivazioni addotte dai politici per ribadire la necessità di una migrazione massiccia è la seguente: sono una risorsa economica insostituibile. Murray mostra che i vantaggi economici dell’immigrazione vanno quasi esclusivamente agli immigrati stessi. Sono loro ad aver accesso «a servizi che non hanno pagato, a ricevere salari più alti di quelli che prenderebbero a casa loro e, molto spesso, a inviare il denaro che guadagnano, tutto o in parte, alle famiglie rimaste in patria, anziché rimetterlo in circolo» nella economia del Paese ospitante. Inoltre «non è affatto dimostrato che il Pil pro capite aumenti grazie all’immigrazione di massa».

I migranti arricchiscono la nostra cultura

Indubbiamente conoscere le altre culture è una forma di arricchimento. Questo è vero, secondo Murray, se i numeri dell’immigrazione rimangono sotto controllo. Se invece si impennano, le cose rischiano di sfuggire di mano. Difficile considerare un arricchimento culturale la sottomissione delle donne, l’odio per gli omosessuali o la proposta di creare tribunali paralleli ove la legge è sostituita dalla sharia. Difficile anche capire come i quartieri «etnici» e impenetrabili alle forze dell’ordine arricchiscano le nostre città. L’immigrato vi può trascorrere l’intera vita senza parlare la lingua del Paese che lo ospita. Chi vorrebbe integrarsi talvolta finisce nel mirino della propria comunità.

L’esodo è inarrestabile

È la tesi di comodo espressa da molti politici europei. Serve a mascherare gli errori spaventosi dal dopoguerra a oggi. In realtà ci sarebbero espedienti in grado di rallentare l’esodo verso le coste europee. Ma in Europa solo ipotizzare di prendere in mano la situazione per cercare di governarla espone al rischio di essere etichettati come razzisti. Rimpatri di chi non ha diritto d’asilo, accordi con i Paesi di partenza, norme più severe per accedere al Welfare, una volta sbarcati. Inoltre, sul piano interno, dire alla popolazione che non esiste risposta a un problema così sentito, spalanca le porte a chi propugna soluzioni drastiche e politicamente radicali.

I migranti ci pagheranno le pensioni

Scrive Murray: «Per quanto possa sembrare sorprendente a molti politici, importare un gran numero di giovani immigrati non risolve il problema dell’invecchiamento della popolazione, perché gli anni passano anche per gli immigrati che, da anziani, si aspetteranno e meriteranno di godere degli stessi diritti di chiunque altro. La conclusione logica è che la soluzione a breve termine si trasforma, nel lungo periodo, in un grattacapo ancora peggiore, perché si renderà necessario importare un numero sempre maggiore di immigrati, come in uno schema piramidale, per permettere a un sempre maggior numero di persone di mantenere il tenore di vita al quale sono abituate».

Sostenere queste tesi ha nulla a che fare con la xenofobia, il razzismo o il fascismo, le accuse rivolte a chi non si conforma al politicamente corretto. Ha invece a che fare con il buonsenso, l’arma politica del conservatorismo.

Alessandro Gnocchi, 30 ottobre 2018


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8 Commenti

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  1. Punto 1 I migranti – parliamo di quelli con regolare permesso di soggiorno e di lavoro, neh? – i migranti non prenderanno una pensione, a parte quelli dei paesi del Mahgreb con i quali l’inps italiana ha firmato una convenzione. Ma tutti gli altri che in grande maggioranza hanno una permanenza media in Italia di 13 anni non prenderanno una pensione. Per la virtuosa legge italiana che recita “No ventanni contributi? no pensione!” Almeno non prima dei tuoi 76 anni… Poco importa se tutti i paesi della UE riconoscono qualsiasi periodo di contributi e versano una pensione al prorata di quelli anni alla scadenza del periodo legale di lavoro (tra i 60 e 65anni in UE).
    E qual’è il problema se inviano i loro soldi in patria? Vi ricordo che così si è risollevata l’Italia nel dopoguerra, quasi esclusivamente cone rimesse, il che ci ha permesso di diventare un grande paese e dunque un partner economico per altri paesi. Dunque se il Ghana diventa ricco ci comprerà manufatti per la sua agricoltura e la sua industria e i soldi ci torneranno indietro.

  2. Ho letto il libro di Murray e sono più che d’accordo coi suoi pensieri. Devo confessare che, mentre leggevo, ad ogni paragrafo dicevo:- Uei, Douglas, l’è quel che pensi mi, el scrivi el disi e i tarlucc capisen no.- Peccato, caro Grocchi, che gli stolti siano sempre in posti dove fanno danni e ci siano altri stolti che li applaudono. Non mi accadrà di vedere la fine dell’ignoranza e della poca intelligenza umana, e questo mi cruccia. La ringrazio per i sempre puntuali articoli.

  3. La cultura dell’ovvio è sempre lontana anni luce dai ****-cultori delle poltrone, finti cavalieri che combattono (contro i mulini a vento) senza più Sancho Panza ma una moltitudine di imbecilli le cui madri sono sempre incinte di figli di prostitute.
    E’ chiaro?

  4. Farebbe bene a cambiare mestiere.Se non ci fosse stata la migrazione del genere umano,nessuno di noi sarebbe dove si trova.
    L’evoluzione che abbiamo a discapito di altre etnie è stata data dalla migrazione.

  5. In ogni csso l’immigrazione LEGALE può costituire una risorsa ma non quella clandestina che va solo ad alimentare l’economia sommersa.
    Come in ogni cosa anche per quanto riguarda l’immigrazione bisogna distinguere tra chi rispetta la legge in materia ed entra con tutte le carte in regola e chi della legge della Repubblica Italiana se ne sbatte altamente.

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