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In difesa della virilità

Torna in libreria il saggio del filosofo di Harvard Harvey Mansfield

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Virilità di Harvey Mansfield, appena uscito, non è un testo contro il femminismo, e ciò va detto non per mettere le mani avanti, o per dire che la coincidenza con lo scandalo generato dalle parole di Alessandro Barbero (scandalo sciocco) sia assolutamente casuale, ma per prevenire quello sdegno isterico che nell’epoca della cancel culture si lancia all’istante contro alcune parole non appena vengono pronunciate. In cosa ha origine questo astio furioso e generalizzato?

Quando, a partire dagli anni Settanta, il pensiero femminista ha disconosciuto le sue origini liberali, si è convertito irrevocabilmente a un nichilismo avverso tanto alla natura quanto al senso comune, ostentando un nuovo obiettivo: l’avvento della società sessualmente neutra, nel nome della neutralità di genere. A farne le spese, quelle virtù ree di sottendere qualsiasi rimando alla differenza sessuale. Virtù dimenticate o ridotte a stereotipi antiquati, come nel caso della virilità. In suo soccorso, Mansfield si riappropria, virilmente, dello spazio per lodarla.

Perché la virilità è precisamente una virtù; e tra tutte, quella politica per eccellenza. La virilità è stata fraintesa. Non è affatto aggressività, machismo, tracotanza. Al contrario, è quel complesso di assertività, sicurezza di sé, coraggio attraverso cui l’uomo asserisce se stesso e afferma la sua importanza, sulla natura, sugli altri uomini e sulla minaccia del nulla. La virilità non è una virtù astratta; la virilità chiama l’individualità: la sua stessa essenza è l’irripetibilità del singolo che la impersona. E questa è l’origine del fraintendimento, così come è per questo motivo che la scienza (nelle specifiche vesti della psicologia sociale e della biologia evoluzionistica) fallisce nel descriverla: la virilità non è un concetto, non è passibile di definizione universale.

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mikidelux
mikidelux
17 Novembre 2021 9:17

Questo libro non lo trovo in vendita.-

marcor
marcor
30 Ottobre 2021 11:41

Al di là di come la si pensi, la virilità di questi tempi è rimpianta da molti.

Franco
Franco
30 Ottobre 2021 7:25

Che spasso i commenti di Algeo Babbeo (dichiaratamente omofobo), di Valter Valter (il cul.omane) e Bertoncelli (il falso moralista: mai una parola contro i suoi degni beceri compari)

E noi ridiamo…. Basta mettere un commento che non comprendono e vanno nel panico, insultano e mostrano tutta la loro ridicola pochezza.

E noi ridiamo!! Ma quante risate ci fate fare! Ci sbellichiamo!
Grazie scemi!

Werner
Werner
29 Ottobre 2021 19:49

La virilità viene attaccata e spacciata per maschilismo solo nel caso del maschio di razza bianca e religione cristiana, considerato dal pensiero dominante liberalprogressista (ovvero marxista culturale di cui il Femminismo è un’appendice) come il Male Assoluto. Da mezzo secolo ormai noi uomini bianchi siamo attaccati e vilipesi nel nostro onore e nella nostra dignità attraverso il Femminismo, un fenomeno che ha corrotto moralmente solo le donne bianche e cristiane. Tutte le altre sono state lasciate in pace, e le femministe la loro androfobia non la manifestano mai contro i maschi arabo-islamici e africani, realmente maschilisti.

massimo
massimo
29 Ottobre 2021 18:08

Ma per parlare di virilita’ non era meglio la foto di Brad Pitt? Donne della zuppa, che dite? Saluti

Rosy
Rosy
29 Ottobre 2021 17:13

Purché le donne siano disposte a emanciparsi dall’inganno di quel sedicente femminismo!

Franco
Franco
29 Ottobre 2021 16:35

“Una virtù che, certamente, pertiene anche alle donne, purché siano disposte ad emanciparsi dall’inganno di quel sedicente femminismo che le vorrebbe non solo uguali agli uomini, ma anche uguali
tra loro; a patto, cioè, che si riapproprino della loro individualità, della loro differenza”….

e che si sottomettano al VIR senza fiatare.