In economia, meglio papà Di Maio

antonio di maio(2)

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Il dramma di queste ore è la totale ignoranza economica (non conoscenza di come gira il mercato) di chi ci sta governando. Altro che reddito di cittadinanza, tra poco ci proporranno un reddito di disoccupazione.

Le cose andrebbero molto meglio se il capo politico dei Cinque stelle, non fosse baby Di Maio, ma suo padre. Quest’ultimo infatti ha perfetta conoscenza della pratica economica del sud Italia. Ha un paio di baracchette e una carriola considerate abuso edilizio, per le assurde norme che ci siamo dati. E sa cosa vuol dire avere un po’ di addetti in nero (pare fossero tre) nella sua piccola azienda edile. Per la quale, se non sbagliamo, è passato anche Luigi, ma forse per troppo poco tempo. Insomma ciò che vogliamo dire è che l’economia è molto diversa da come la immaginano nelle stanze di Roma, signori che non l’hanno mai frequentata. L’idea che i giallorossi si sono fatti è che il mercato sia fatto dai decreti-legge. Per la verità lo credevano anche i gialloverdi: furono loro a pensare che la povertà fosse stata abolita per decreto, che quota 100 avrebbe fatto assumere giovanotti nelle imprese private e che la dignità si stabiliva per norma. E continuano imperterriti per questa strada.

Viviamo nel paradosso che questo governo ha promesso di fare (non è il primo e non sarà l’ultimo) ciò che nessuna impresa (neanche la più florida al mondo) è in grado di fare: assumere 450 mila persone in tre anni. Molti sostituiranno dipendenti pubblici che sono già usciti. Ma conta relativamente poco. Le tasche sono sempre le stesse e cioè quelle del Tesoro: che da una parte pagano le pensioni e dall’altra gli stipendi. Tasche che sono rifornite con le nostre imposte. Ovviamente.

Fermiamoci un attimo a ragionare. Ma tutte queste imposte per far funzionare la macchina pubblica, per le nuove assunzioni da dove sono generate: dall’impresa privata. Ma quest’ultima è boccheggiante. Il Movimento Cinque stelle non ha mai nascosto la sua ostilità all’Ilva. E oggi è praticamente chiusa. Non voleva la Tap, ma per fortuna non sono riusciti a bloccarla. Così come ha fermato un bel numero di opere pubbliche. Sono riusciti, sono cose minime dall’effetto massimo, a realizzare dei decreti attuativi sulla ricerca clinica, per cui non ci sarà più una multinazionale disposta ad investire in Italia, per i rigidi paletti sul conflitto di interessi. Stiamo tentando di distruggere l’industria della plastica, seconda in Europa, riempiendola di imposte. L’auto da tempo è scappata. Per la prima volta da anni il distretto di Brescia (concentrato sull’automotive) ha segnato il meno nella sua produzione industriale. Il governo che aveva un venditore di bibite allo Sviluppo economico e oggi agli Esteri, ha deciso di tassare la merce che dava la mancetta al ministro in calzoncini. Tutti gli imprenditori sanno che da domani rischiano le manette: prima si mettono e poi si vedrà. E li obbligheremo a rispondere di cosa fanno le aziende terze a cui appaltano un pezzo della loro commessa.

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15 Commenti

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  1. Purtroppo la politica dei salotti non si rende conto, che in Italia non ce più tempo, le imprese che chiudono non riapriranno più,e i posti persi saranno persi .Detassazione per le imprese che assumono,questa può dare un piccolo aiuto.

  2. 1 – Le imposte per far funzionare la macchina pubblica non vengono solo dalle imprese private.
    2 – Sì, meno giuristi1 – Le imposte per far funzionare la macchina pubblica non vengono solo dalle imprese private.
    2 – Sì, meno giuristi fasulli, più regie forti e competenti… I contadini? Ok, sono il “sale della terra’.
    3 – ILVA: SÌ, si possono giocare meglio le carte in tavola, nel senso… Scindere l’attività in due rami: A produzione e B riconversione. La produzione sarebbe con quegli altiforni e forza lavoro atti a raggiungere b.e.p. attuale. La riconversione realizzerebbe nuovi sistemi di impiantistica per arrivare a produzioni con emissioni a impatto zero. L’attività B e i relativi costi dovranno essere riconosciuti come costi pluriennali con tutte le agevolazioni/bonus fiscali connessi. La realizzazione sarebbe da finanziare da importanti istituti, ISP e/o CDP, e il conto economico sarebbe gravato per lo più dai soli interessi e non da un esagerato sovradimensionamento di operai, il cui eventuale diverso inserimento sarebbe diluito nel tempo. Col costo attuale del denaro, se non si procede ora nel futuro potrebbe essere impossibile!
    4 – dipendenti e pubblica amministrazione in senso lato: ingaggerei Cottarelli o Calenda che dicono praticamente la stessa cosa ovvero rivedere la gestione cioè come si opera, revisioni che permetterebbero grandi risparmi. fasulli, più regie forti e competenti… I contadini? Ok, sono il “sale della terra’.
    3 – ILVA: SÌ, si possono giocare meglio le carte in tavola, nel senso… Scindere l’attività in due rami: A produzione e B riconversione. La produzione sarebbe con quegli altiforni e forza lavoro atti a raggiungere b.e.p. attuale. La riconversione realizzerebbe nuovi sistemi di impiantistica per arrivare a produzioni con emissioni a impatto zero. L’attività B e i relativi costi dovranno essere riconosciuti come costi pluriennali con tutte le agevolazioni/bonus fiscali connessi. La realizzazione sarebbe da finanziare da importanti istituti, ISP e/o CDP, e il conto economico sarebbe gravato per lo più dai soli interessi e non da un esagerato sovradimensionamento di operai, il cui eventuale diverso inserimento sarebbe diluito nel tempo. Col costo attuale del denaro, se non si procede ora nel futuro potrebbe essere impossibile!
    4 – dipendenti e pubblica amministrazione in senso lato: ingaggerei Cottarelli o Calenda che dicono praticamente la stessa cosa ovvero rivedere la gestione cioè come si opera, revisioni che permetterebbero grandi risparmi.

  3. Il fatto che gli imprenditori sanno che da domani rischiamo le manette è un bene per tutto il paese. Servirà a diminuire l’evasione fiscale e la corruzione galoppante. (6 miliardi di euro per il Mose se lo sono sgricilato imprenditori e politici del nord mandando a fondo Venezia).
    Servirà a fare imprenditoria come si deve, con onestà.
    L’eroica impresa privata suppongo contempli anche questo tipo di imprenditori?:
    “Teneva segregati 43 operai in nero, arrestato un imprenditore.” Notizia di ieri.

    • Egr. sig. Sal, la dichiarazione di “Manette agli evasori” è solo una frase con la quale si finge di voler punire gli evasori e fa seguito a tutte le altre quali: “Lotta all’evasione fiscale ed ai trasferimenti di capitali nei Paradisi Fiscali”, “Patto con gli Italiani onesti”. Sono solo vaghe promesse; la legge sulle dichiarazioni dei redditi menzognere già esiste. Come mai non si riesce a punire i grandi evasori? Evidentemente c’è qualcosa che non va nel nostro sistema giudiziario. Al Capone, che ha commesso una serie di reati (omicidi compresi) è Stato condannato ad 11 anni di Carcere, per dichiarazione dei redditi menzognera. Se in altri paesi funziona dovrebbe funzionare anche in Italia. I grandi evasori fiscali, i politici disonesti, i funzionari corrotti, i criminali mafiosi (o i loro parenti o prestanomi) come giustificano i patrimoni, che posseggono, non dovuti a redditi da onesto lavoro? Non mi sembra difficile scovarli. Ad esempio i nomi che si sospetta si siano arricchiti fraudolentemente con il Mose sono in gran parte noti; come mai non si provvede? Negli USA, nazione dai grandi pregi e dai grandi difetti, è stato richiesto al Presidente Trump di fornire la copia della sua dichiarazione dei redditi e corre il rischio di essere costretto a dimettersi se risulta menzognera. Perché non lo si fa in Italia? E’ arrivato il momento di essere più seri, cari politici di Destra di Centro e di Sinistra.

  4. @Strano che tutti hanno scritto qui, senza aver ricevuto insulti da “chi lo conoscete bene”. Quanti minuti mancano prima che lui si fa vivo?

    Scherzi a parte, mi avete dato fiducia che molti Italiani conoscono la “Real Economy of the Market”. Mi dispiace solo che non ci siano persone come voi al Governo.

    La Speranza è l’ult……..”

  5. Traduco…
    Establishment alias multinazionali ( si prega di fare attenzione all’ambigiuità della parola multinazionale che non significa che rappresenti gli intressi di molteplici nazioni..casomai di paperoni che hanno diversi passaporti personali ( cittadini del mondo) in aggiunta ad una aziendina con sedi legali, amministrative etc… che vengono dirottate a convenienza sia di ordine economicoligale che fiscale, in un batter di ciglia.)
    Mezzaluna Rossa… Oggi si spara su quella e lo fanno i Turchi perchè la NATO e ONU. sono momentaneamente distratte e/o in ferie.
    yacht-cabaña de playa-media, traduzione non ancora pervenuta nella sua pienezza. sommariamente si potrebbe pensare che siano degli intermediari di medio livello dell’establishment . ( scusate ma l’assenza, come infiltrata, nei salotti è di qualche anno, non sono così aggiornata cercherò di studiare a distanza.)

  6. Altro che il il GW e i mutamenti climatici ! Guardando a Venezia, Matera e ora pure Firenze mi sa che questi giallorossi, oltre a non conoscere come funziona il mercato, portano pure sfiga !

  7. Se Ruffini riesce a piegare ai suoi voleri B.B. poi lo candidiamo a Ministro della Difesa di Stato!
    Porro mi dispiace ma lei appartiene a quella classe nobiliare che non solo vede poco ma pure male.
    Nei salotti alti ti accorgi che c’è tanta gente senza “palle” vivacchiano e si scambiano pareri su chi è l’ultimo potente a cui tendere la servil mano per non precipitare. ( cortigiani, della vecchia classe nobiliare ed arrampicatori scaltri usciti dall’ascensore sociale).

  8. E’ evidente che lei comprende poco il pensiero di Porro e quello liberale (mi ostino a chiamarlo così anche se i ladri del mercato libero sono riusciti a rubarci anche questo).
    La multinazionale avrà pur gioco facile sui governicchi, il fatto è che nel goffo tentativo di contrastarli, il governo non fa altro che peggiorare la situazione di chiunque non vi appartenga. E’ proprio così che ci stiamo suicidando.

  9. Questo è il Porro vero, qullo dei signoraggi, dei feudi, dei potentati privati , degli imperi privati a gogo!
    Faccia una telefonatina a Mittal magari si è appena liberato un posro per addetto stampa.
    Quando sarà, se sarà, difronte al rappresentatnte legale ed amministratore delegato Mittal per la firma del contratto, mi raccomando usi tutte le sue capacità tecnicoeconomicogiuridiche per far valere le sue richieste al fine di bilanciare un contratto sicuramente standardizzato ma che per lei non può valere dato che lei è PORRO, mica un giornalista di primo pelo..
    Dopodiche vada ad insegnare ad un GOVERNo ( destra, sinistra centro etc..) come si affronta una trattativa a tavolino. con una bestia tentacolare planetaria.
    Porro perchè ho la sensazione che quando firmi il suo contratto con Mediaset ( piccola multinazionale) PierSilvio e/o chi per esso le faccia il pelo e contropelo?
    Non dubito che abbiano per lei un occhio di riguardo, Mediaset, tant’è che nell’ultima puntata di Virus Berlusconi in persona è venuto a tenderle una mano, ma altrettanto credo che le mani tese abbiano sempre una forma di ringraziamento dovuta a posteriori ( in quali terini, tempi, mezzi etc… lo sà solo lei e qualcuno a lei molto vicino).
    Berlusconi negli anni si è “raffinato”. mentre agli inizzi del percorso politico senza alcuna remora chiamava i suoi giornali per indirizzare gli articoli, (Montanelli lo ricorda così) dopo qualche anno ha imparato a non essere diretto ma ad usare la modalità radical chike/stile sinistra… tanti sorrisi, comlpimenti e sostegno ai quali poi non puoi dire di no a richieste indirette.
    Ha ragione nulla di diverso che accade ai molti suoi esimi colleghi di destra sinistra e anche non spudoratamente schierati. ( idem per i Travaglio).
    Eh la stampa libera e trasparente, il giornalismo libero e trasparente…. come il mercato finanziario, libero e trasparente.
    Porro io non comprendo perchè si agiti tanto, le multinazionali ( macroscopiche aziende private) hanno sempre la meglio sugli Stati/Governi, realizzano quello che lei desidera, Minima presenza dello Stato nel sistema economico e finanziario del privato.
    Il suo ideologico sistema è realtà da almeno mezzo secolo…si chiamano MULTINAZIONALI.
    La smetta di” battersi i petto” ( bella sceneggiatat) per quei quattro amichetti dell’imprenditoria medio grande italiana, quelli sono i prossimi che finiranno nelle fauci di una MULTINAZIONALE FINANZIARIA/INDUSTRIALE LA VERA IMPRESA PRIVATA LIBERALE LIBERISTA E LIBERTARIA.
    Come se la cava Ruffini al tavolo con il secondo maggiore azionaista BB?
    Lo scopriremo solo vivendo.

  10. Non si deve confondere l’interesse dei politici con quello del paese: i primi puntano sull’ignoranza economica di molti cittadini per distribuire “mancette” gradite ai beneficiari ma devastanti per l’economia; l’interesse del paese sarebbe invece favorire, corteggiare e tutelare le imprese che producono reddito per tutti: imprenditori, dipendenti e cittadini attraverso le imposte.
    Ma perché scrivo queste ovvietà? La prospettiva dell’azione dei politici è di qualche mese, fino alle prossime elezioni quindi, dal loro punto di vista, ciò che fanno è razionale….. ed io non vado più a votare.

  11. Secondo l’art. 92 della Costituzione i ministri sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri. ChiedeteVi il motivo per cui non fu accettato a suo tempo come Ministro dell’Economia P.Savona (genio ) ed il motivo per cui oggi abbiamo come Ministro degli Esteri una persona poco ferrata sia in lingue che in geografia e come Ministro dell’Agricoltura una signora con la licenza di terza media. Non conosco il decreto Segre da poco varato per cui non posso scrivere che ” LUI ” è incapace nel valutare il grado preparazione e di competenza dei Ministri da ” LUI ” nominati ma fa valutazioni politiche che alcune volte non sono negli interessi del Paese.

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