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Lo ha scritto davvero?

Incredibile (ma vero): dopo fiumi di Dpcm, ora Conte vuole limitare i decreti

Tra le proposte del M5S (e dell’uomo dei Dpcm) alle elezioni anche lo stop a decreti legge

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Soprattutto dopo la pandemia di follia determinata dal Sars-Cov-2, il teatro dell’assurdo sembra aver contaminato il dibattito politico, in cui la parte del leone la svolgono, come da copione, gli scappati di casa del Movimento 5 Stelle. Quest’ultimi, con al centro il faccione di Giuseppe Conte, il 4 settembre hanno pubblicato un post su Facebook sui decreti legge talmente surreale da far impallidire drammaturghi del genere come Eugène Ionesco o Samuel Beckett.

Titolo: “Limiti alla decretazione d’urgenza”. Ed ecco il testo integrale del inverosimile messaggio: “Il Parlamento, quale organo detentore del potere legislativo, sta assistendo ad un progressivo depauperamento delle sue prerogative a vantaggio del Governo, che agisce abusando, sia in termini quantitativi sia in termini contenutistici, dello strumento del decreto legge. Bisogna ritornare a rispettare la Costituzione e quindi il dettato della reale necessità e urgenza e il dovere di inserire nei decreti solo contenuti omogenei tra loro. Inoltre bisogna garantire a entrambe le Camere il tempo necessario per esaminare e modificare i decreti del governo”. Non solo. “Ma è importante – si legge ancora – pensare ad alternative valide rispetto al decreto legge, che non mortifichino il Parlamento: proponiamo che il governo ottenga una corsia preferenziale in Parlamento per l’esame dei disegni di legge (uno strumento legislativo che non mortifica il Parlamento) di sua iniziativa.”

Dunque, in estrema sintesi, il partito guidato da quel Giuseppe Conte, avvocato di Volturara Appula, il quale durante la pandemia ci ha tolto gran parte delle libertà a colpi di Dpcm – che per la cronaca, rispetto ai citati decreti legge, valgono poco più di zero -, tenendoci due mesi alle arresti domiciliari di massa e mettendosi letteralmente sotto i piedi la Costituzione, oggi ci viene a raccontare quanto sia lesivo per la stessa Costituzione un certo abuso della decretazione d’urgenza e quanto ciò mortifichi le prerogative del Parlamento. Una vera e propria faccia di bronzo, per non dir di peggio, che, evidentemente, ritiene talmente imbecilli e creduli gli italiani da poter dar loro a bere tutto e il contrario di tutto, raggiungendo vertici di idiozia politica del tutto inesplorati.

Ora, per quanto il terrore virale indotto da Conte & company possa aver obnubilato la memoria collettiva della nazione, non credo che esso sia riuscito a cancellarla del tutto. Ciò è dimostrato da un palpabile senso di ripulsa verso le più misure sanitarie più restrittive sdoganate dallo stesso ex-premier grillino che sta da tempo serpeggiando in Italia.

Caro Conte, alias marchese del Grillo, come disse il grande Abramo Lincoln: “Si possono ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non si possono ingannare tutti per tutto il tempo.” Soprattutto se questi ultimi non risultano percettori di quel miracoloso reddito di cittadinanza, in grado da solo di modificare i ricordi di chi ha la fortuna o la disgrazia di percepirlo.

Claudio Romiti, 6 settembre 2022