Zanzara tigre

“Io sto con Diaco”. Cruciani si schiera nella querelle con l’ex prete

L’editoriale del conduttore della Zanzara, Giuseppe Cruciani: gli arresti dopo l’aggressione a un poliziotto, l’eutanasia e le polemiche sull’intervista di Pierluigi Diaco

Nella puntata della Zanzara del 5 novembre 2026, Giuseppe Cruciani esulta per la notizia degli arresti legati all’aggressione a un poliziotto a Torino e all’incendio di una camionetta della polizia. Il conduttore non nasconde la soddisfazione: «E dunque tentato omicidio, tentato omicidio. Sono quelle notizie che quando ti svegli la mattina e sei successo a ca***e, come io faccio in maniera ormai fissa da qualche mese a questa parte, scorri il telefono e hai una semierezione.»

La scelta sull’eutanasia

Passando al fine vita, Cruciani sostiene una libertà di scelta molto ampia e critica la posizione del governo rispetto alle iniziative in Veneto: «Io sono per l’eutanasia totale, come in Belgio, come in Olanda, come in Svizzera. L’eutanasia in cui uno decide quando ca**o vuole se farla finita e può arrecarsi presso strutture che ti infilano dentro un ago. Arrivederci e grazie. Figuriamoci quelli che stanno male. L’Italia è ancora arretratissima da questo punto di vista.»

La difesa di Diaco

La discussione si sposta poi su Pierluigi Diaco e sulle domande rivolte a all’ex prete Alberto Ravagnani in un’intervista Rai. Cruciani difende la libertà del giornalista di condurre l’intervista a modo suo, pur definendola eccessiva: «La cosa assurda, ripeto per l’ennesima volta, è che poi chiediamo ai giornalisti di essere lì, indipendenti, di fare le domande che vogliono. Per carità, nessuno si deve intromettere.» Per il conduttore, le critiche rivolte a Diaco sono legate anche alla sua collocazione politica.

La mozione in Veneto

Un altro confronto riguarda la mozione approvata in un comune veneto a sostegno dell’obiettivo richiamato dall’iniziativa denominata Legge Cruciani-Giordano: rafforzare la protezione delle vittime di rapine, aggressioni e intrusioni. Cruciani la saluta come un primo passo, mentre Parenzo contesta il ricorso della politica a un’iniziativa nata nel programma. I due divergono anche sulla sua natura: per Parenzo era uno scherzo; Cruciani ribatte che non è «un scherzetto» ma una cosa «molto seria».

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