La scelta sull’eutanasia
Passando al fine vita, Cruciani sostiene una libertà di scelta molto ampia e critica la posizione del governo rispetto alle iniziative in Veneto: «Io sono per l’eutanasia totale, come in Belgio, come in Olanda, come in Svizzera. L’eutanasia in cui uno decide quando ca**o vuole se farla finita e può arrecarsi presso strutture che ti infilano dentro un ago. Arrivederci e grazie. Figuriamoci quelli che stanno male. L’Italia è ancora arretratissima da questo punto di vista.»
La difesa di Diaco
La discussione si sposta poi su Pierluigi Diaco e sulle domande rivolte a all’ex prete Alberto Ravagnani in un’intervista Rai. Cruciani difende la libertà del giornalista di condurre l’intervista a modo suo, pur definendola eccessiva: «La cosa assurda, ripeto per l’ennesima volta, è che poi chiediamo ai giornalisti di essere lì, indipendenti, di fare le domande che vogliono. Per carità, nessuno si deve intromettere.» Per il conduttore, le critiche rivolte a Diaco sono legate anche alla sua collocazione politica.
La mozione in Veneto
Un altro confronto riguarda la mozione approvata in un comune veneto a sostegno dell’obiettivo richiamato dall’iniziativa denominata Legge Cruciani-Giordano: rafforzare la protezione delle vittime di rapine, aggressioni e intrusioni. Cruciani la saluta come un primo passo, mentre Parenzo contesta il ricorso della politica a un’iniziativa nata nel programma. I due divergono anche sulla sua natura: per Parenzo era uno scherzo; Cruciani ribatte che non è «un scherzetto» ma una cosa «molto seria».
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