Come rimediare alla crisi demografica in Italia? Il capitale sociale fa la differenza. Occorre quindi in primo luogo rafforzare, con interventi rapidi e mirati, il ruolo del settore pubblico nel supporto all’offerta di servizi per la prima infanzia. A ribadirlo è il Rapporto sull’Agenda FAST curato da Percorsi di secondo welfare per Fondazione Lottomatica. Se ne avrebbe un vantaggio doppio visto che lo stesso invecchiamento della popolazione preoccupa tre italiani su quattro (75%), come emerge dai dati dell’indagine Radar SWG 2025: tra i maggiori incubi ci sono l’insostenibilità del sistema pensionistico (45%) e la capacità di tenuta del sistema sanitario (41%).
Gioco di squadra tra istituzioni e cittadini
Il rapporto sull’Agenda FAST – illustrato dal professor Maurizio Ferrera e dal dottor Simone Manfredi dell’Università degli Studi di Milano negli uffici della Fondazione Lottomatica – evidenzia come la presenza di capitale sociale “bridging”, basato su fiducia, apertura e collaborazione tra cittadini e istituzioni, sia un fattore decisivo nello sviluppo dei nidi e dei servizi educativi per la prima infanzia (da 0 a 3 anni). Al contrario, territori caratterizzati da capitale sociale “bonding”, fondato su legami forti all’interno di gruppi omogenei quali le reti familiari, mostrano una disponibilità più limitata di nidi pubblici e un welfare ancora “familistico”.

Osnato: “Al Paese occorre una svolta culturale”
“Credo che la prima strategia sia quella di attuare una svolta culturale. L’idea di avere una famiglia e dei figli deve rientrare nella prospettiva di tutte le giovani coppie”, ha evidenziato il presidente della VI Commissione Finanze, Marco Osnato in occasione della presentazione del Rapporto svoltasi a Roma, ricordando come il governo in questi anni abbia già attuato misure dal punto di vista della fiscalità generale ma che ora occorre “un’ottica strutturale”. Con solo l’1,2% del PIL destinato a famiglie e minori – una delle quote più basse in Europa – l’Italia è insomma chiamata a un ripensamento profondo del proprio sistema di welfare se vuole davvero risollevare la sua curva demografica.
Bassi salari, precariato e mancanza del partner
In Italia la denatalità ha infatti toccato un nuovo minimo storico: l’Istat calcola un calo di 369.944 nascite nel 2024 a fronte di un indice di fecondità di 1,18 figli per donna. A complicare la situazione sono soprattutto, secondo l’indagine Radar SWG, gli ostacoli di natura socio-economica quali: bassi salari e la precarietà economica (66%), incertezza generata da crisi internazionali (39%), la carenza di aiuti pubblici e servizi di welfare (37%). Seguono poi alcuni fattori culturali, soprattutto fra i più giovani, come la difficoltà a trovare un partner stabile (27%) e la paura di perdere libertà e tempo personale (27%).
Bonus asilo nido e hub di comunità
Il Rapporto FAST propone quindi di intervenire con il cosiddetto “modello Lego”, secondo cui servizi, famiglie, istituzioni e comunità rappresentano mattoncini essenziali per costruire capitale umano e sociale. Durante il dibattito alla Fondazione Lottomatica è emersa come priorità rafforzare il ruolo del settore pubblico nel supporto all’offerta di servizi per la prima infanzia integrandolo con quello fino a 6 anni e riducendo i costi sostenuti dalle famiglie. Un modo sarebbe l’adozione di misure quali il Bonus asilo nido e valorizzare gli spazi pubblici come veri “hub di comunità” anche in un’ittica di supporto alla genitorialità.

Contenuto consigliato






