Commenti all'articolo Jan Palach, eroe dimenticato

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Mamma Goose
Mamma Goose
2 Gennaio 2019 9:08

Sono gli stessi cechi che lo hanno dimenticato. Fra il 2009 e il 2011 ho lavorato a Praga e chiedendo cosa ne pensassero di Jan Palach – che viene ricordato con una targa dove si diede fuoco – i giovani trentenni neppure sapessero che era esistito.
A Milano gli è stata dedicata una via.

Giovanni Cieol
Giovanni Cieol
2 Gennaio 2019 7:21

Siamo un mondo di ipocriti, esaltiamo degli assassini e non proferiamo una parola al genocidio attuato dal re del Belgio fine ‘800 verso i congolesi. Parliamo di Hitler come di un criminale ma non sprechiamo una parola in sua difesa per la questione dei Sudeti. Vediamo i polacchi come un popolo eroico e pochi sanno delle violenze subite dai bambini e donne di lingua tedesca ad opera dei polacchi nel ’39. Un certo sig. D’Alema a riguardo delle Foibe istriane parlò con sufficienza e disgusto dei Veneti d’Istria vittime e terminò con la frase “tanto erano fascisti” . Donne bambine violentate per ore dai Titini? Poi gettate nelle cavità carsiche? In Italia quando si parla dei Veneti ci dipingono come degli alcolizzati e ignoranti, cari dovreste chiedere scusa per l’ipocrisia che subiamo in 73 anni da questa Repubblica e dire la verità su Palech e non essere servili a dogmi di pensiero standardizzati non vuol dire essere fascisti o leghisti perché esponiamo un vessillo di San Marco. Viviamo in un paese dove il signor Costanzo parlava delle donne Venete come delle prostitute e serve senza porre vergogna di quanto asseriva. La sufficienza nel trattare Palech è la stessa sufficienza nel trattare i Triestini inermi assassinati dalle truppe inglesi a guerra finita. Palech un idealista, morto inutilmente per un mondo di… Leggi il resto »

Daniele57
Daniele57
2 Gennaio 2019 2:04

Avró avuto 10 anni all’epoca dei fatti, ricordo tutto molto bene, telegiornali e quotidiani che raccontavano la tragicitá dei fatti: dai carri armati che entrarono a Praga al sacrificio successivo del giovane studente. Ricordo che, a differenza di quel che accadde in Ungheria nel 56, le sinistre europee si schierarono con i leader cechi Dubcek e Svoboda che potremmo definire, soprattutto Dubcek, dei Gorbaciov ante litteram a cui venne impedito dal Cremlino di avviare delle riforme. Importante ricordare che i praghesi non hanno dimenticato per nulla Jan Palach come in Italia non si dimentica un ragazzo come Salvo D’Acquisto. Infine Che Guevara non c’entra nulla, eroe o criminale, è stato un rivoluzionario, un’altra storia, altro tipo di personaggio rispetto a Palach o a quelli che hanno compiuto lo stesso gesto, monaci tibetani inclusi difficilmente confrontabili con… Garibaldi. Guevara citato nell’articolo, come si dice a Roma, giusto per buttarla in caciara.

Mel Martignani
Mel Martignani
1 Gennaio 2019 23:52

Bravo Gnocchi , condivido in pieno anche questa Sua considerazione su Jan Palach , eroe dimenticato che a mio avviso fu il primo segnale forte sulla fragilità del sistema comunista che poi, dopo un pò di anni sarebbe crollato miseramente ! Ma vorrei anche capire se nel Suo paese ancora lo ricordano oppure no ……

vito
vito
1 Gennaio 2019 23:36

Hanno fatto di tutto per eliminare la loro vergognosa solidarietà con i “sovietici” che avevano invaso la Cecoslovacchia e affogato nel loro sangue gli abitanti che erano insorti per amore della libertà che è una aspirazione naturale insita in ogni uomo.Chi si schierò apertamente con gli invasori sovietici in Italia? I comunisti nostrani ben nutriti nell’occidente libero e prospero….ovvero Napolitano e “compagni”!!
I comunisti che hanno poi fatto di tutto per distruggere la memoria dei luttuosi e sanguinari predetti ivi compresa quella del martire Jan Palach.

Davide
Davide
1 Gennaio 2019 22:40

Grazie per averlo ricordato. Ogni volta che sentivo parlare di quel gesto, io che odio i tatuaggi, avrei voluto tatuarmi il nome di quel giovane come atto di protesta verso questa sinistra modello Che Guevara che inneggia alla libertà ma è sciava dello spinello al punto di propagandato nelle canzoni dei soliti artisti di sinistra rendendo schiavi generazioni di giovani.