Commenti all'articolo “John Wayne” Draghi e la verità sullo spread

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luigi benini
luigi benini
5 Settembre 2018 10:48

anche la situazione internazionale ha la sua importanza, ma quello che conta di più è il nostro governo, quello che vuole fare e quanto è credibile per gli investitori.

AndreaSalvadore
AndreaSalvadore
5 Settembre 2018 0:34

Il nostro alleato piu importante é il diavolo cioé la FIDUCIA, se non inspiriamo fiducia con un comportamento srio nel maneggio delle nostre finanze nessuno ci fará caso. Se il mercato, questo diavolo composto da investitori, Fondo Monetario, Banche e tuttrle istituzioni funanziere internazzionali, non ci credono siamo condannati a non essere presi sul serio da nessun paese.
Qui é dove la politica interna si incontra con la politica estera. Che bisogna fare per creare FIducia solamente usare il buon senso.
Evitare cambi continui in reolamenti cioé lasciare per sempre lo stupido canto di sirena di nazionalizzare,
Attuare con fermezza le riforme considerate nella Speding Revue eed usare quei fondi per unvestimenti in infrastrutture.
Cancellare spese puramente politiche come il dirtto di cittadi cittdinanza e simili.
Bilanciare il Budget nazionale dentro i parametri accordati´
Concentrare le spese dello Stato in solo tre aree, Educazione, Sanitá e Sicurezza.
Se ci sia la volontá politica di affrontare questa sfida si potrá svolgere tutta una politica estera in cerca di alleati per romper l’asse Francia.Germania nella UE.
Ora ci limitiamo a puntare il dito, che orgoglio!

Lamberto Celleno
Lamberto Celleno
4 Settembre 2018 20:05

Sig. Porro e’ indubbio che la fine del QE sia una delle cause dell’aumento dello spread , ma al momento noi stiamo pagando tassi maggiori di un punto rispetto alla Spagna e Portogallo … penso quindi che le dichiarazioni improvvide di alcuni esponenti del governo qualche cosa abbiano provocato …guarda caso e’ bastata una dichiarazione “più moderata” di Salvini per riportare lo spread da 290 a 265 ….vorrà dire qualche cosa o no ?

Elena De Santis
Elena De Santis
4 Settembre 2018 19:11

Ritornare a Maastricht ed abbassare l’imposizione sui redditi di qualsiasi genere delle persone fisiche. Senza maggior consumi l’economia non cresce e con essa il PIL. Le imprese hanno già avuto una diminuzione di imposizione. Se non vanno avanti…si ristrutturano o se, business non valido, è meglio che vadano fuori mercato. Per le PMI il discorso sarebbe analogo ma la priorità resta quella della sburocratizzazione e dell’ausilio di ogni possibile infrastruttura. Non è pensabile infatti che possano sostenere costi per loro esorbitanti a causa di un sistema Paese che non funziona.