Traballa il regime iraniano? Forse. Secondo quanto scrive Axios, infatti, Donald Trump e Recep Tayyip Erdoğan avrebbero cercato segretamente di organizzare un incontro tra alti funzionari statunitensi e iraniani a Istanbul. L’incontro sarebbe però saltato a causa del mancato via libera di Ali Khamenei: la guida suprema dell’Iran, infatti, sarebbe “introvabile”, nascosto in un bunker per il timore di essere assassinato. Non solo. Secondo il NYT, l’Ayatollah avrebbe nominato tre alti funzionari come successori in caso di suo assassinio. A nominare la nuova guida suprema tra i tre candidati, in caso di sua morte, sarebbe l’Assemblea degli Esperti, un organo ecclesiastico. Il figlio Mojtaba, spesso indicato come possibile erede, e l’ex presidente iraniano Ibrahim Raisi, deceduto nel 2024, non figurano tra i candidati.
L’esercito israeliano (Idf) intanto ha annunciato l’eliminazione di Amin Pour Jodkhi, comandante dell’unità droni del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc). L’operazione arriva una settimana dopo l’uccisione del suo predecessore, Tahar Fur, avvenuta il 13 giugno. Pour Jodkhi era accusato di aver coordinato il lancio di numerosi droni contro Israele partendo dal sud-ovest dell’Iran. Le Forze di Difesa Israeliane hanno sottolineato la pericolosità di queste operazioni, descrivendo gli attacchi con droni come una seria minaccia alla sicurezza regionale.
Khamenei nascosto in un bunker
Ali Khamenei, guida suprema iraniana di 86 anni, ha deciso di ritirarsi in un bunker per proteggersi dai crescenti attacchi israeliani. Da lì, ha limitato le comunicazioni ai suoi collaboratori più stretti, sospendendo completamente l’uso di dispositivi elettronici. Teheran, intanto, è stata colpita duramente, con bombardamenti su infrastrutture militari e civili che hanno provocato centinaia di morti e migliaia di feriti. A comunicare con i comandanti militari, secondo il quotidiano americano, sarebbe un “collaboratore di fiducia” a conoscenza “dei piani di guerra d’emergenza” ideati da Khamenei.
Le autorità iraniane sospettano infiltrazioni israeliane dentro il Paese, complicando ulteriormente la gestione della crisi. Mahdi Mohammadi, consigliere di alto livello, ha confermato in una registrazione audio che alcuni degli ufficiali di maggior grado dell’Iran sono stati assassinati in un breve arco di tempo. La struttura di sicurezza iraniana sembra aver subito gravi violazioni, con attacchi da parte di agenti israeliani sotto copertura. Questi operano attraverso droni e altri mezzi per colpire obiettivi strategici.
Salta l’incontro Usa-Iran: Khamenei “introvabile”
Come detto, in questi giorni carichi di tensione, è saltato un importante incontro previsto tra Stati Uniti e Iran a Istanbul. Fonti vicine al dossier attribuiscono il fallimento del meeting all’assenza di Khamenei, definito “irraggiungibile”. Secondo alcune indiscrezioni, la guida suprema iraniana si sarebbe nascosta per motivi di sicurezza, rendendo impossibile qualsiasi forma di dialogo diretto. Questo incontro avrebbe dovuto segnare un possibile avvicinamento tra Washington e Teheran, ma il contesto bellico ha reso impraticabile ogni tipo di apertura diplomatica.
L’impatto del conflitto non si limita ai fronti militari. A Teheran, la popolazione sta affrontando condizioni difficili. Molti hotel e strutture pubbliche sono stati convertiti in rifugi sicuri, mentre i negozi razionano le risorse per sostenere chi è in difficoltà La guida suprema, intanto, ha registrato due messaggi pubblici, ribadendo che l’Iran “non si arrenderà a una guerra imposta”.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


