Commenti all'articolo La ministra Azzolina e gli imbuti: cos’è il sapere?

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marcor
marcor
23 Maggio 2020 1:02

Prima della Cazzolina abbiamo avuto anche un ministro dell’istruzione senza nemmeno il diploma, selezionato secondo il metodo CGIL, come l’attuale falsa magra all’agricoltura. Poi abbiamo un ministro dell’economia che insegna storia e un ministro degli esteri che non conosce la geografia. Come dire che la competenza è al potere.

Riccardo
Riccardo
22 Maggio 2020 19:41

Esatto . La conoscenza è competenza che passa attraverso un processo statico dinamico che per economia d’esercizio definiamo LAVORO . Chi era costui ? Elaborare un processo teorico implica , per raggiungere un rendimento speculativo , variabili dirimenti come il tempo , intelligenza innata ed acquista , motivazione commisurata alle convinzioni concausali di effetti proficui . Successo di valore trasferibile se forgiato come indicizzazione di merito . La motodica applicativa che facilita l’ expertise sono acquisizioni che oggettivizzano l’empatia altrui e la convinzione , ossia un processo di realtà dialettica di soggetti compartecipi a “vincere “ insieme . È dunque la forma più plausibile della democrazia , arte di comunicare profittevolmente utilità , che da supplementari divengono primarie , ossia il passaggio tra bisogno e desiderio . Una scala graduata che non riconosce compromessi , fatto salvo un continuo barare , una menzogna istituita e sistemica che può chiamarsi governance , Stato . È folle chi nel lavoro non inizia da se stesso , dunque una nullità può a pieno diritto rappresentare se stessa , ossia il vuoto a perdere del pensiero unico , fobico , ansiogeno , dalla smania di apparire senza essere , soprattutto senza la prova di DIMOSTRARE . Per dimostrare serve Qualità , dunque da dove la prendono i despoti ? Tali precondizioni rappresentano realtà e… Leggi il resto »

lucia
lucia
22 Maggio 2020 16:44

Se uno studente di medicina non studiasse quintali di nozioni, dubito che riuscirebbe a curare un malato anche solo di raffreddore; un avvocato che non si studia a memoria il cdpp o civile non saprebbe neanche scrivere una lettera per una lite di condominio! e comunque è vero che il sapere rende liberi, perché aiuta a usare i propri neuroni

Il lupo
Il lupo
22 Maggio 2020 16:21

Diplomandomi nel 1963 come perito tecnico, ricordo che agli esami di stato oltre alle materie tecniche, il tema di italiano e l’orale erano importanti. Non qualche nozioncina di un periodo ma l’intero arco da Omero ai contemporanei. Questo insegnamento mi è stato di estremo aiuto nella mia esperienza futura. Quale progettista di macchinari e responsabilità dirigenziali, la cultura umanistica mi è servita durante gli incontri internazionali in molte parti dei continenti.
Spesso le riunioni tecniche terminavano col chiede, essendo italiano, della nostra bella nazione e dei nostri grandi scrittori, pittori. Ringrazio la scuola e i miei professori in quanto potevo rispondere e non fare brutte figure.
Ora sono nonno e parlando con i nipoti mi accorgo a quale basso livello è arrivata la ns. scuola elementare, media e superiore. Non voglio influenzarli ma piano piano li stuzzico ad approfondire quanto viene dato da sviluppare. I giovani non sono svogliati, come i cervelloni pensano, non hanno seri programmi scolastici e mancano insegnanti che li fanno partecipare.
Scusate ma molti sono proprio dei 68ini, sei politico e loro derivati.
Ieri mi hanno fatto ridere: “ nonno meno male che adoperi l’imbuto per il giusto suo uso, riempire le bottiglie.”
Povera scuola avere un simile ministro