Commenti all'articolo La balla sul Pci volto umano del comunismo

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paolospicchidi@
paolospicchidi@
24 Gennaio 2021 18:15

@Culla`Lei mi rimprovera di aver preso, non capito e nemmeno letto uno scritto di Lewis Carroll, per scrivere un mio post, quello che ho scritto è invece un mixage di un racconto di Cesare Zavattini e credo un racconto di origini indiane e qui sotto le riporto entrambi. Lewis Carroll di cui molti anni anni fa ho letto con piacere Alice nel paese delle meraviglie e che lei dice io non ho capito, su che basi? Comunque, me lo spieghi lei che l’ha capito. E’ un ricordo della mia infanzia. Abitavo a Gottinga nel dicembre del milleottocentosettanta. Mio padre ed io giungemmo all’Accademia quando il presidente Maust stava cominciando l’appello dei partecipanti alla Gara Mondiale di Matematica. Subito babbo andò a mettersi fra gli iscritti dopo avermi affidato alla signora Katten, amica di famiglia. Seppi da lei che il colpo del cannone di Pombo, il bidello, avrebbe segnato l’inizio della storica contesa. La signora Katten mi raccontò un episodio, ignoto ai più, intorno all’attività di Pombo. Costui sparava da trent’anni un colpo di cannone per annunciare il mezzogiorno preciso. Una volta se n’era dimenticato. Il dì appresso, allora, aveva sparato il colpo del giorno prima, e così di seguito fino a quel venerdì del milleottocentosettanta, Nessuno a Gottinga si era mai accorto che Pombo sparava il colpo del giorno avanti.… Leggi il resto »

giordano
giordano
23 Gennaio 2021 18:26

per i compagni quello che a loro non piace sentire metono la desinenza … FOBIA per dirti velatamente che sei uno psicopatico o comunque disturbato. questo richiama i centri di rieducazione tanto cari in urss, che servivano per riconvertire le persone non allineate e in stato confusionale. punire per rieducare e farti diventare un uomo nuovo socialista prima di re-immetterti nella collettività sano di mente. allora a questo punto io mi dichiaro un dissidente politico perseguitato. in effetti vivo in emilia romagna e ho sempre tutti addosso appena apro bocca. in alternativa – per usare lo stesso metodo – vorrei estendere la desinenza FOBIA (per par-condicio) anche ai seguenti termini : proprietà-privata-fobia , borghesia-fobia , profitto-fobia , capitalismo-fobia , indifferenza-fobia. quest’ultima in riferimento al fatto che Gramsci ha insegnato agli italiani a “odiare” gli indifferenti (reato di istigazione all’odio).

giordano
giordano
23 Gennaio 2021 18:04

come fai a cambiare le cose? prima c’era il diritto di espressione e di parola che poteva ferire qualcuno (la cosiddetta verità che fa male) adesso l’importante è il non offendere. è questa l’aberrazione. bisogna fare molta attenzione a come si scelgono le parole prima di esprimerle. ai bei tempi ci si litigava e ci si azzuffava ma a nessuno veniva in mente di fare causa perchè offesi. se ciò che dico ti sembra stupido o razzista mi dai dello stupido e finisce li. entrambi abbiamo esercitato la libertà di pensiero ed espressione, entrambi ci siamo offesi, entrambi siamo andati a casa restando della nostra opinione ed è finita li. nemici come prima. in farmacia servirebbe la “dis-offensina” gratis per tutti. lasciamo fuori i tribunali dalla libertà di pensiero e di espressione o in alternativa estendiamo a tutti il “diritto di satira” senza conseguenze penali, non solo ai comici o agli imitatori (per es Crozza) che possono dire tutto quello che vogliono senza conseuenze e anzi coloro che colpiscono devono sforzarsi di ridere e applaudire altrimenti passano per permalosi.

Tucci Valerio Maria - Valem
Tucci Valerio Maria - Valem
23 Gennaio 2021 11:13

Allora non sarebbe tempo che questa ” destra culturalmente subalterna “, si ponesse il problema di quale sia la causa di tanta mancanza di cultura? E provvedesse a riparare a tanta insufficienza promuovendo qualità valoriale diversificata, servendosi del contributo innovativo di personalità sicuramente attrattive per vocazione, studio, mestiere, umiltà e specificità, specialmente in ambito artistico e letterario? La battaglia che è all’inizio ancora prima di essere economica è culturale, se la destra ancora una volta mancherà all’appuntamento storico di attrezzarsi per competere e confrontarsi con la rendita della cooptazione culturale della sinistra, può considerare perduta la partita, perché come è vero che senza promozione la cultura non esiste, è altrettanto vero che senza cultura non si governa. I numeri non hanno la forza in democrazia di spezzare il potere delle oligarchie culturali, bisogna spiazzarle con l’irruzione di novità creativa, di consenso di gusto, di positiva prefigurazione del cambiamento. Cambiare infatti non significa occupare il posto di un altro, ma modificare se stessi.