Cronaca

Bimba nel bosco ricoverata “senza la mamma”: “Può stare con lei solo un’ora”

Guerra tra garanti dell'infanzia sulla piccola in ospedale per una "patologia ostruttiva".Marina Terragni insiste: "La madre deve stare con lei tutto il giorno"

Famiglia nel bosco Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Come riportato dalla stampa nazionale, la figlia più piccola della coppia TrevallionBirmingham, è stata ricoverata in ospedale a causa di una crisi respiratoria. Sulla vicenda un preoccupato posto pubblicato su Facebook dalla Garante nazionale dell’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, sembra discostarsi decisamente da quanto dichiarato dalla sua collega dell’Abruzzo, l’avvocata Alessandra De Febis.

In sintesi la Terragni, come ampiamente descritto in un articolo de il Giornale, all’inizio in un primo aggiornamento aveva dichiarato che la mamma non si trovasse con la figlia, ha poi comunque precisato che “in base a quanto dichiarato dall’ospedale la bambina è ricoverata per una ‘patologia ostruttiva’. Accanto a lei le educatrici. Madre e padre possono farle visita”. Di ben altro tono le parole della De Febis, che secondo chi scrive conferma un certo appiattimento sulle posizioni di chi si oppone al ricongiungimento della famiglia nel bosco: “Ho fatto personalmente visita alla bambina lunedì mattina. Il ricovero è stato disposto in via meramente precauzionale, di concerto tra il reparto che ha in cura la minore e la pediatra di riferimento. I genitori sono stati informati tempestivamente ed entrambi hanno fatto regolarmente visita alla piccola sia ieri che oggi. La situazione è sotto controllo e, non appena le condizioni lo consentiranno, la bambina sarà dimessa”.

Ma non basta, dopo averci rassicurati circa le sorti certe e progressive di questa piccola anima, la De Febis, esprimendo una sua grande preoccupazione che sembra toglierle il sonno, dichiara all’Ansa: “mio malgrado mi trovo costretta a fornire precisazioni sul ricovero della piccola. Nel prendere atto con amarezza come continuino ad essere posti sotto i riflettori dei minori che meritano la dovuta riservatezza, prevista prima di tutto dall’etica e poi dalla legge. Sono a sottolineare che il Garante dell’Infanzia ha come principale compito quello di garantire la difesa dei diritti dei minori, tra cui c’è certamente il diritto alla riservatezza”.

Magnifico. Invece di preoccuparsi per una drammatica situazione che da quasi 6 mesi stanno vivendo questi bambini, i cui danni psicosomatici sono oramai conclamati, questa paladina dei minori si preoccupa di tutelare la loro riservatezza. Una tutela che i maligni potrebbero sostenere essere finalizzata e tenere il più lontano possibile la libera informazione da questo scempio realizzato con in nome e per conto del popolo italiano. A tale proposito, c’è stata una immediata reazione da parte della Lega di Salvini, la quale non ha escluso una azione legale per tutelare la famiglia oggetto delle amorevoli attenzioni delle autorità locali preposte, almeno sulla carta, alla tutela dei minori.

Peraltro poco fa la garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza è tornata alla carica con una nota durissima. “Suscita tutta la nostra preoccupazione la notizia del ricovero in ospedale di una dei ‘bambini del bosco’ ospiti della casa-famiglia di Palmoli. Secondo quanto dichiarato dalla responsabile del reparto pediatrico dell’ospedale la bambina sarebbe affetta da una patologia all’origine della crisi respiratoria che nella serata di domenica 3 maggio ha indotto al ricovero, e la prognosi sarebbe orientativamente di una settimana. Benché le sue condizioni non appaiano gravi, la bambina non può tuttavia avere accanto la mamma a cui, così come al padre, è concesso diritto di visita solo in presenza di un’operatrice della casa-famiglia, benché la vicinanza materna sia un importantissimo presidio a tutela della serenità dei bambini ricoverati e favorisca una risposta efficace alle cure”. Per Marina Terragni esiste un documento del ministero della Salute sottoposto a valutazione del Comitato di Bioetica dell’Istituto Superiore di Sanità e approvato nella seduta del 3 maggio 2021: “Nel caso di ricovero del bambino per malattia o intervento chirurgico o procedure diagnostiche il team pediatrico o neonatologico dovrebbe garantire la continuità della relazione e della vicinanza genitore-bambino per tutta la durata della degenza, come parte integrante delle cure, prevedendo un accesso illimitato h24 di almeno uno e per quanto possibile di entrambi i genitori”.

Insomma: non sarebbe affatto vero che la bimba nel bosco sia assistita in ospedale dalla madre, visto che sono permesse solo visite di un’ora e sempre in compagnia della educatrice. Per Terragni “impedire che il genitore stia assieme al figlio ammalato complica la gestione dell’assistenza nei confronti di un bambino ospedalizzato (necessità di somministrare i pasti, di fornire igiene e pulizia, di affrontare l’irrequietezza/agitazione del bambino). Già nel 1988 associazioni europee non profit avevano redatto la prima Carta Europea dei bambini in ospedale (Carta di Each). Nel 2001 a Trieste fu adottata la prima Carta italiana dei diritti del bambino in ospedale, a cui sono seguite nel tempo varie altre carte a livello nazionale e internazionale: principio reiterato, il diritto alla continuità relazionale con la famiglia in ogni fase del percorso di assistenza e di cura al fine di permettere il contenimento dello stato di stress indotto dalla paura e dalla malattia”.

Per questo la Garante si dice sconcertata dal fatto che “alla piccola non vengano pienamente garantiti questi diritti. Di più: stando a quanto si apprende dalla difesa della famiglia Trevaillon-Birmingham, i genitori avrebbero appreso solo il giorno dopo del ricovero della bambina: se il cellulare del padre Nathan la sera di domenica non fosse risultato raggiungibile, nessuno avrebbe ritenuto di dover contattare la madre Catherine, che aveva invece pieno diritto a essere tempestivamente informata. L’elementare buon senso insieme all’esperienza di ogni madre, e ai ricordi di ogni figlio, basterebbero a testimoniare della preziosità della vicinanza materna nei momenti di difficoltà, in particolare in caso di malattia. L’augurio è che anche per la piccola B. valga il diritto a questo insostituibile sostegno”.

Sulla stessa linea anche lo psichiatra Tonino Cantelmi, perito incaricato dai legali che assistono i Trevallion. “Si continua a gestire questa triste faccenda della famiglia smembrata con una sostanziale insensibilità. La Garante Nazionale per l’Infanzia ha fatto benissimo a sollevare il problema: perché la mamma, in questa circostanza straordinaria, non può stare vicino alla bimba? – ha detto all’Ansa -Domenica sera per la bimba è stato predisposto un ricovero d’urgenza, avrebbero cercato verso le 22 Nathan, il cui cellulare era però spento – aggiunge Cantelmi -. Nessuno, e ribadisco nessuno, ha pensato di chiamare Catherine, il cui cellulare era raggiungibile. Solo il giorno dopo i genitori hanno saputo che la bimba era stata ricoverata”. La verità, insomma, non sarebbe quella raccontata dalla garante abruzzese De Febis. “Viene loro concesso di visitarla – spiega Cantelmi – ma alla presenza di un’operatrice della casa famiglia, senza alcuna intimità. Sono tre notti che accanto alla bimba ricoverata non ci sono i genitori. Ieri ho fatto chiedere dagli avvocati l’autorizzazione alla tutrice per parlare da medico, su richiesta dei genitori, con la primaria. Nessuna risposta, ad ora. Non ho dubbi: in questa circostanza sono i genitori, che ripeto non sono né delinquenti né abusatori e perfino sani di mente, secondo la perizia della Ctu, che dovrebbero stare vicino alla bimba. E in quanto medico, su richiesta dei genitori, ho il diritto e il dovere di interloquire con i medici del reparto”.

Claudio Romiti, 6 maggio 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Lo sapevi che...

Da oggi puoi seguire Nicolaporro.it su Google visitando questa pagina e cliccando ‘Segui su Google

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Il campo larghissimo - Vignetta del 06/05/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Il campo larghissimo

Vignetta del 06/05/2026