Esteri

La carta della disperazione di Lecornu (e Macron): “Sospesa la riforma pensioni”

Il premier re-incaricato ottiene l'appoggio dei socialisti: "Non voteremo la sfiducia". Il governo sopravvive (forse)

macron lecornu francia Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha annunciato, durante il suo discorso di politica generale del 14 ottobre 2025 all’Assemblée Nationale, la sospensione della contestata riforma delle pensioni introdotta nel 2023. La decisione è stata presa in risposta a una condizione posta dal Partito Socialista, il cui voto sarebbe stato decisivo per evitare una sfiducia al governo. Lecornu ha sottolineato che la sospensione durerà fino alle prossime elezioni presidenziali, previste per il 2027, e ha chiarito che non ci saranno aumenti dell’età pensionabile o dei contributi richiesti per una pensione a tasso pieno fino al gennaio 2028.

Un passo obbligato per la stabilità politica

La mossa di Lecornu mira a garantire la sopravvivenza del governo in un momento di tensioni politiche. Il capogruppo socialista Boris Vallaud, dopo l’annuncio, ha comunicato che il Partito Socialista non voterà le mozioni di sfiducia presentate da altre forze politiche come La France Insoumise e il Rassemblement National. “È una vittoria per migliaia di francesi”, ha dichiarato Vallaud, definendo questa sospensione un primo passo importante. Lecornu ha ribadito nel suo intervento che non accetta una “sospensione per il gusto di sospendere”, sottolineando che l’obiettivo è costruire fiducia per definire nuove soluzioni in un futuro immediato.

Secondo i dati forniti dal premier durante il suo discorso, il costo della sospensione ammonterà a 400 milioni di euro nel 2026 e 1,8 miliardi nel 2027. Lecornu ha assicurato che le perdite saranno compensate da risparmi e tagli alla spesa pubblica, evitando ulteriori aumenti del deficit nazionale. La Francia, infatti, punta a chiudere il 2026 con un disavanzo inferiore al 5%. “Non accetterò qualsiasi soluzione”, ha dichiarato Lecornu, ribadendo che l’equilibrio economico rimane una priorità assoluta per il governo.

I sindacati e le richieste per il futuro

La sospensione della riforma è stata appoggiata dal sindacato francese CFDT, tra i principali promotori della protesta contro la legge del 2023. Uno dei punti accettati dal governo prevede il mantenimento del periodo contributivo minimo a 170 trimestri fino al gennaio 2028. Inoltre, Lecornu ha annunciato l’intenzione di organizzare una conferenza sul tema delle pensioni e del lavoro nelle settimane successive, coinvolgendo tutte le parti sociali. Gli esiti di questa discussione potrebbero essere tradotti in proposte legislative oppure rimandati al dibattito elettorale per le presidenziali.

Nonostante la sospensione, Lecornu ha confermato che il tema delle pensioni tornerà al centro della prossima campagna elettorale. Il governo attuale, descritto dal premier come “un governo di obiettivi”, intende procedere con pragmatismo per gestire le sfide immediate senza compromettere il dibattito futuro.

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