Salute

La clava di Burioni

Il ministro Orazio Schillaci si è piegato alle pressioni delle virostar. Ma i professoroni durante il Covid hanno collezionato errori a gogo

Schillaci Burioni
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Sul tema delle contestazioni al ministro della Salute Orazio Schillaci, a cui non si perdona di essere perennemente sdraiato sulla assai controversa gestione della pandemia di Covid-19, era inevitabile che scendesse in campo Roberto Burioni, uno dei più ferventi sostenitori di quelle demenziali restrizioni che hanno allietato la nostra esistenza per alcuni anni.

Ebbene, proprio in merito all’ultima bravata del successore di Speranza, che sommerso dalle critiche dei talebani virali, ha sciolto un organo consultivo da lui stesso nominato, in quanto vi erano due medici assai critici sull’obbligo vaccinale imposto durante la pandemia, il Pts (Patto trasversale per la scienza), messo in piedi da Burioni nel 2019, all’indomani della nomina dei due professionisti ha presentato una petizione su change.org, indirizzata direttamente a Schillaci, in cui si raccoglievano le firme per chiedere l’immediata revoca dei due presunti no-vax.

Di seguito il testo integrale della petizione, la quale rappresenta un interessante e sintetico compendio di una evidente espressione di scientismo dogmatico e che assai probabilmente avrà contribuito alla retromarcia del ministro:

“Il Patto Trasversale per la Scienza, PTS, insieme a professioniste e professionisti della Sanità, e rappresentanti della società civile, preoccupato per il futuro della Salute Pubblica in Italia e dell’approccio scientifico alla salute, chiede con forza la revoca immediata delle nomine di Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle all’interno del NITAG – il Gruppo Tecnico Consultivo Nazionale sulle Vaccinazioni. Questi due membri sono noti per aver espresso posizioni pubblicamente critiche e spesso ideologiche contro i vaccini, in particolare contro quelli pediatrici e contro i vaccini anti-Covid.

I due medici non vantano una solida produzione scientifica in ambito vaccinale, né riconoscimento accademico in materia di immunizzazione. In passato, hanno pubblicato e promosso contenuti pseudoscientifici, mettendo in dubbio la sicurezza e l’efficacia dei vaccini, e sostenendo teorie prive di fondamento.
Queste nomine rappresentano un grave segnale di legittimazione di teorie antiscientifiche, che rischia di minare la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni sanitarie; favorire l’esitazione vaccinale, già in crescita in molte fasce della popolazione; compromettere la credibilità del NITAG, screditando anche i suoi membri altamente qualificati; indebolire la cultura della prevenzione, fondamentale per la salute collettiva.

Con questa petizione, ci opponiamo all’ingresso delle pseudoscienze nelle istituzioni. Difendiamo la scienza, la salute, la responsabilità civile. Chiediamo scelte basate su fatti, non su ideologie. Firma anche tu. Difendiamo insieme il valore della scienza e della salute”.

Come si può ben vedere, il termine “scienza” o espressioni come “approccio scientifico” e “valore della scienza” vengono usati a profusione a mo’ di clava per bastonare gli eretici che non si inchinano all’unico verbo che si intende imporre e per spaventare le persone più emotivamente fragili paventando un attacco portato alla salute pubblica da chi non la pensa come loro.

Tutto questo, occorre sottolineare in chiusura, malgrado i dati consuntivi della gestione pandemica, in cui i sacerdoti della scienzah hanno svolto un ruolo determinante, hanno dimostrato che sono state raccontate una infinità di balle proprio a scapito della salute pubblica.

D’altro canto, se realmente i due eretici contestati da Burioni e soci avrebbero infangato la scienzah, contestando ad esempio l’obbligo vaccinale per una malattia che secondo i talebani del virus ci avrebbe sterminati, per quale motivo da molto tempo quasi più nessuno si vaccina contro un virus che evidentemente mortale non era? Ai depositari del dogma sanitario l’ardua sentenza.

Claudio Romiti, 20 agosto 2025

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