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La coscienza di Vanity Fair non si lava con la Incontrada

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Dietro la copertina di Vanity Fair con Vanessa Incontrada senza veli contro il body shaming (il bullismo contro il corpo e le sue forme) si nasconde un’ipocrisia inaccettabile. Che è stata, a mio giudizio, ottimamente messa alla berlina da Andrea Palazzo in un post Facebook. Io lo condivido in pieno, voi?

Vanity Fair ha messo in cover una con un filo di pancia (solo due rotoletti) e je pare d’ave’ fatto la cosa più coraggiosa e rivoluzionaria dai tempi di Giovanna d’Arco. No ragazzi, mi spiace ma non basta a farvi perdonare 1500 numeri con le anoressiche.

E poi se fotografate un’attrice con la 42-44 non ci mettete tutte quelle didascalie patetiche (we’re so different and inclusive yeah). Questa finta tolleranza verso chi in definitiva ti fa solo un po’ pena dovrebbe essere rifiutata da tutte le “minoranze” (o forse maggioranze?) mortificate nell’orgoglio dall’essere considerate specie da proteggere per decreto legge da ‘sti 4 sacerdoti del perbenismo ipocrita (che però lava bene la coscienza sociale).

La vera rivoluzione sarebbe: da oggi su Vanity mai più attrici deficienti, scelte perché inspirational e supercool e extraglam (così dicono nelle riunioni dove purtroppo manca Totó col gomito), ma solo donne che hanno storie da raccontare (e possibilmente zero marchette da fare).
Poi forse i giornali in edicola li vendi. Altro coraggio sarebbe, invece, ammettere che sei un femminile che non vuole cambiare il mondo, ma solo vendere vestiti dei tuoi inserzionisti e allora basta ipocrisie e viva le modelle taglia 38!

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22 Commenti
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CARLO
CARLO
1 Ottobre 2020 13:43

UNA BELLEZZA NATURALE COMPLIMENTI, TI GUARDO NON A SCOPO
DI SESSO, MA QUALCOSA DA AMMIRARE , CHE ESEMPIO PER LE GIOVANE DANNE

Werner
Werner
1 Ottobre 2020 13:08

Se uno giudica una persona per il suo aspetto estetico e non per le sue qualità morali, intellettive e umane, dimostra enorme superficialità.

Quanto alla Incontrada nuda su Vanity Fair, che dire, sono contro l’impudicizia, quindi questa sua immagine non andava messa per questo, non perché è in carne. Che poi, il fatto che la Incontrada sia in carne non toglie il fatto che sia una bella donna, anche se a me personalmente non piace il suo viso. La bellezza è soggettiva, ci possono essere bellissime ragazze magre come pure in carne. A me personalmente non piacciono gli estremi opposti, ovvero quelle magre scheletriche senza seni e glutei, e quelle ciccione che hanno bisogno della 12° di reggiseno e slip XXXL.

Andrea
Andrea
1 Ottobre 2020 11:38

Due rotolini di ciccia su una mamma over 40 …

Aspettiamo la prossima copertina
per capire di quale ”qualità” sia stato questo grossissimo ”miracolo”.

MARINA
MARINA
30 Settembre 2020 17:39

Il problema vero, a mio avviso, sarebbe quello dei leoni da tastiera che vedendo la Incontrada vestita e lievemente sovrappeso, (ma comunque brava, elegante e garbata) condurre uno spettacolo televisivo o recitare in una fiction, gliene hanno dette di ogni. Apparire nuda su una copertina non mi sembra che risolva il problema, anzi, significa prestare il fianco ad ancora maggiori polemiche: sterili, inutili e maleducate.
Se per difendere il mio diritto ad essere leggermente sovrappeso devo posare nuda, qualcosa non quadra.
E comunque la bellezza vera prescinde dai chilogrammi e dai centimetri.
Detto questo – per motivi “meramente” salutistici – sarebbe il caso, per uomini e donne, passati i 40, prestare attenzione al proprio peso forma. Ma tanto per non incentivare troppo glicemia e colesterolo che quando vanno fuori controllo ti rendono fedele cliente della premiata farmacia del corso.
Detto anche questo, le modelle sotto la taglia 38 che popolano riviste e passerelle a mio modesto avviso non sono modelli di bellezza ma modelli di imbruttimento ad opera di stilisti che amano conciare le donne come reduci delle peggiori catastrofi atomiche della storia.
Resta una domanda – da donna a donna – per la bella e brava Vanessa: perché l’hai fatto?

Riccardo
Riccardo
30 Settembre 2020 16:32

S’alza !! Anche a me …anche a me ! A me questione fondamentale pare essere quella che concerne il concetto di qualità , di autorevolezza , e di irreprensibilità , ossia virtù che si ottengono alla pari del consenso , della clientela , il famoso fattore k unico discrimine , rapporto concausale merito/bisogno/desiderio . Nessun risultato senza preparazione , ergo , questo magma di guitti eterodiretti nel senso di retro , nel senso proprio dell’impulso sdoganato dalle imbecillità radical scic in cerca d’autore , falliti camuffati liberal , camuffati progressisti , camuffati gender relativo in working progress , configurano i loro fallimenti con le astrazioni che impongono agli smarriti alla ricerca dell’io , ma più sbrigativamente un tempo , che sarebbe utile tornarci , il buon senso definiva MATTI . Per gli sbadati , gli arruffoni , e gli insicuri cronici che si apprestano a vivere , è appena il caso di rammentare che non esistono problemi , eccetto personali debolezze . Il FIL ( felicità interna lorda ) viene prodotto a beneficio di coloro che sanno apprezzare , dunque difendere , come amore , precondizione di salute . Non è un assoluto , ma che non vendano copie i cicisbei del nulla imbellettato è un segnale positivo che forse andrebbe valutato come indicatore e presagio di buoni auspici .… Leggi il resto »

Giorgio Colomba
Giorgio Colomba
30 Settembre 2020 15:54

Dal patinato tempio glam-radical-chic che un decennio fa esibì in copertina Travaglio profferente – testuale – “Perché odio Berlusconi ed i radical-chic”, che altro?

Freeskipper Italia
30 Settembre 2020 15:31

Che razza di ipocriti… cari amici miei da che mondo è mondo” tira più un pelo di fica che cento buoi” e a noi maschietti – ma non per questo maschilisti – in copertina piacciono le belle donne, poi se hanno pure un grande cervello meglio ancora!

Fabio Bertoncelli
Fabio Bertoncelli
30 Settembre 2020 15:10

Tu ti presenti nuda in copertina e proclami ai quattro venti: “Nessuno mi può giudicare”.
Ma chi se ne frega?
… … …
Invito la rivista, se davvero vuole essere anticonformista, a pubblicare in copertina la foto di un’ottantenne nuda.