Cronaca

La farsa green: la riunione degli ambientalisti va… a gasolio!

A Belém migliaia di delegati discutono di fine del petrolio grazie ai... generatori diesel

cop30
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

È un’immagine che colpisce: delegati, bandiere, discorsi solenni nella foresta amazzonica. Un grande palco verde-blu, centinaia di scrittori di slogan e grandi dichiarazioni per salvare il clima. E poi… generatori a gasolio che pompano elettricità per un’area grande come “16 campi da calcio”.  Si potrebbe dire: benvenuti alla conferenza mondiale del “fare ciò che diciamo”… con lo stile “fai quello che dico, non quello che faccio”.

Nel cuore della Cop30, a Belém, in Brasile, infatti regna questo paradosso: proclami sulla “transizione energetica”, sulla “decrescita delle fonti fossili”, sull’“azione immediata per il clima” — e nel frattempo diesel a palla. Lo riporta Repubblica, non un blog sovranista della destra-destra-destra. E lo evidenzia in modo implacabile: “Il paradosso dei paradossi è che quell’aria condizionata, così come tutta l’elettricità della Cop30, è alimentata a gasolio”.

Qualcuno potrebbe storcere il naso e qualcuno potrebbe dire che è davvero difficile convincere con coerenza quando la “location” e la “logistica” sono più importanti della causa. Come se il selfie ecologico contasse più del gesto ecologico.  Vogliamo parlare del contesto? Il Brasile, che ospita l’evento, è ancora fortemente ancorato ai fossili — nuove trivellazioni autorizzate, estrazione petrolifera attiva. Eppure l’agenda della conferenza, sembra mettere in secondo piano il grande tema: “l’abbandono graduale delle fonti fossili” rimane un “elefante nella stanza”. Insomma: parliamo di salvare il mondo, ma dimentichiamo di spegnere il generatore a diesel. Apporto insoddisfacente delle centrali idrolettriche e del solare. L’unica consolazione? Il gasolio ha una minima parte di contenuto “da fonti rinnovabili”. Ma sicuramente non è biodiesel al 100 per cento.

La Cop30 ci offre una riflessione e non soltanto una scena paradossale: quando le grandi parole si scontrano con la realtà logistica, la credibilità vacilla. Se chi grida “salviamo l’ambiente” arriva con jet-privati, camion cisterna, impianti alimentati a gasolio, lo spettatore — l’elettore, la persona normale che paga le bollette — si chiede: “Ma che significa tutto questo? “. E la domanda è legittima.

Da un lato: bravo, lodevole, applaudiamo l’idea di una Cop30 nell’Amazzonia, fuori dai consueti palazzi di vetro europei. Dall’altro: se l’evento mostra che senza diesel non si fa, forse abbiamo messo il carro davanti ai buoi. È come dire – “cambiamo tutto“ e poi mettere un cartello verde su un motorino a combustione. E l’articolo de la Repubblica lo sottolinea: “contraddizioni […] tendono a sfiduciare le aspettative“.

Certo, qualcuno dirà: “È solo logistica, è difficile organizzare una conferenza grande su un’isola di foresta”. Vero. Ma allora, se “è difficile”, non sarebbe meglio essere trasparenti e dire: “Ecco, va a gasolio perché non abbiamo ancora alternative” invece di mettere migliaia di euro in discorsi e impianti mentre si invoca “decrescita” o “transizione”? L’ironia  è che se la transizione è così complicata che nemmeno una conferenza sul clima riesce a rispettarla, siamo ancora lontani anni luce dal vero cambiamento.

Leggi anche:

In soldoni: il resoconto di Repubblica è utile perché ci (li) costringe a guardare la faccia concreta del cosiddetto “green world”. Non è bastato il manifesto, serve la prova sul campo. E quando la prova mostra che “siamo a diesel”, allora le chiacchiere rischiano di sembrare specchietti per allodole. Se vogliamo davvero che eventi del genere servano davvero a qualcosa, serve più coerenza.

Insomma: applaudiamo le parole, otteniamo i selfie, ma forse chiediamoci ogni tanto — con una punta di ironia, sì — se il motore dell’evento è “verde” o “nereggia” ancora. Perché se un summit per il clima va a gasolio nonostante i proclami e le promesse, è tempo di porsi delle domande…

Franco Lodige, 11 novembre 2025

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Lo sapevi che...

Da oggi puoi seguire Nicolaporro.it su Google visitando questa pagina e cliccando ‘Segui su Google

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Lui conserva tutto - Vignetta del 16/05/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Lui conserva tutto

Vignetta del 16/05/2026