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La firma del Corriere dà i numeri sul modello italiano

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Va bene che in Italia si stampa solo il giornale unico del virus. Ma chi ci lavora, oltre a saper leggere e scrivere, dovrebbe saper far di conto. Non è il caso di Massimo Nava, firma di punta del Corriere, che pur di sputtanare i pericolosi negazionisti con gli sci ai piedi, sputtana la matematica: “Visto che non si può sciare”, twitta, “consiglio ai #negazionisti un viaggetto in #Svezia, qui speravano nella #immunità di gregge, hanno favorito una strage, 6500 morti con 10 milioni di abitanti, come se fossero 65mila in Italia”. Un post rilanciato per ben tre volte, con tanto di scuse per “refuso precedente tweet”. Eh già. Il problema è proprio il refuso…

Basta, ovviamente, un foglietto di carta per fare il calcolo proporzionale. Roba da scuole medie, mica da dottorato al Mit: se avessimo lo stesso numero di vittime del Covid per milione di abitanti della Svezia, oggi piangeremmo 39.000 morti. Invece, il conteggio ha tragicamente superato i 52.000 deceduti, nonostante il lockdown e nonostante in Italia comandino gli scienziati bravi che tifano per la serrata totale, come Massimo Nava.

Una semplice svista? La prova che bisognerebbe contare fino a dieci, prima di twittare? Forse. D’altra parte, anche io, nella Zuppa, preso dalla foga, ne dico di tutti i colori: quante volte mi sono scappate delle castronerie.

Ma lo strafalcione del cronista è anche il sintomo dello stato comatoso della ragione, nell’epoca delle tifoserie pandemiche. Perché come sono cretini quelli che “non c’è Coviddi”, sono cretini quelli che hanno scambiato la scienza per una professione di fede, per un sistema teologico che impone i suoi dogmi alla politica, pure contro ogni evidenza. Un atto di fanatismo, più che un esercizio del raziocinio.

E alla fine, pur di difendere l’indifendibile – le restrizioni illogiche, l’epopea dei “congiunti”, il sequestro in casa o la quarantena per gli espatriati – si finisce per dare letteralmente i numeri. È la triste deriva dei “competenti”: per amore della “scienza”, ammazzano la matematica.

Nicola Porro, 26 novembre 2020