Il fenomeno dei marinaretti bellicosi decisi ad imporre la pace a Gaza alle loro condizioni, che salpano come i pirati dei caraibi e alla prima brezza invertono la rotta è un elemento prezioso per capire una realtà nazionale al di sotto dell’indegno.
Testimonia di una specie italica unica, il mammiferus mammonis effemminatus, spietato, risoluto, feroce quando fa la guerriglia dal divano e sostiene le Brigate Rosse, Hamas, i peggiori dittatori non solo di Caracas, ma che si tira indietro alla resa dei conti rivoluzionaria: allora frigna, “mi han tolto la crema solare, dov’è la mia playstation?!”.
Tornano, coccolati e vezzeggiati, i parlamentari in business class, gli altri comunque sul velluto e trovano all’aeroporto ad accoglierli le mamme flotilla insieme alla Schlein capace di simili demenziali sillogismi. A Ranucci gli han fatto saltare la macchina, sono state le destre fasciste, Meloni è la mandante dell’attentato, è finita la democrazia.
Staremo a vedere, tutto è bene quel che finisce nei media, e a proposito eccone un altro di questi emuli di Guevara a parole: un certo Antonio La Piccirella, appartenente alla Global Sumud Flotilla, al suo quarto d’ora di fama cercata, che denuncia “le autorità israeliane” – che è come dire tutti, lo Stato, il governo, il sionismo- per tortura percepita: “Al porto si è perpetrata una completa violazione dei diritti umani. I militari, armati, hanno identificato gli attivisti, circa 300, poi li hanno privati di tutti gli effetti personali, dopodiché li hanno perquisiti imprimendo gratuita violenza fisica, motivo per cui ad alcuni attivisti è stato rotto un braccio”.
I militari armati, capite? Lo capite quanto è nazista il sionismo? Mica come qui, che i militari vengono mandati col fiore in bocca a pigliar mazzate e si stanno, giustamente, rompendo non solo la testa ma hanno perso anche la pazienza come hanno appena scritto al governo. Armati, che vergogna. Hanno identificato gli attivisti! Ma dove s’è visto mai? Ma che brutalità è questa di chiedere i documenti? Qui funziona al contrario, sono gli sbirri a dover fornire generalità, così la magistratura fa prima a perseguirli (perseguitarli).
Hanno addirittura privato i resistenti per qualche minuto dei telefonini, manco avessero contatti con terroristi di Hamas, cosa puntualmente verificatasi. Inaudito! E che dire della perquisizione fisica? Scusate, ma nel nostro Paese alla panna queste cose non si fanno, non si usano: o meglio, si usano per i poveracci, i “fascisti”, mica per i fannulloni di buona famiglia dei centri sociali, i flotilleri, i climatisti, gli sfasciatori per un mondo migliore. Vorrai mica trovargli addosso manganelli retrattili, droga e altri strumenti di democrazia progressiva?
La differenza è che Israele è abituato a difendersi da sempre contro nemici spaventosamente crudeli, uniti nell’intento di cancellarla. Con tutti i loro difetti, e ne hanno, i miliatari israeliani sono incomparabilmente più seri e più coerenti e più compatti dei cioccolatai che siamo, che l’Europa tutta è diventata.
Peraltro, usano fin troppa comprensione, ci vanno morbidi e si prendono demenziali accuse di aguzzini, come da quella sinistra che risponde al nome di Greta Thunberg, una che fingeva di essere ammanettata e con la stessa disinvoltura ha riferito di brutalità che nessuno ha visto e che lei non può provare al punto che la stessa Svezia, che di questa figlia viziata e degenere, e fuori controllo, non ne può più, l’ha anche sconfessata.
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Da noi a sostenerla sono gli stessi che esaltano le torture di Hamas, quelle di Putin, quelle di Maduro. Serve altro? Sì, serve ancora ribadire che nel nostro disgraziato e allucinato Paese c’è un curioso concetto di tortura, a senso unico e vittimizzata a dovere: se ti tolgono amuchina e telefonino è tortura, se ci si scaglia contro la sbirraglia invece è democrazia e si pretende pure la menzione d’onore dal Capo dello Stato.
Qui non siamo di quelli che predicano, demagogicamente, “sempre e comunque con la polizia”, abbiamo abbastanza anni e incubi addosso per sapere che anche gli apparati di sicurezza nascondono il marcio, come tutti, e un marcio a volte profondo e irrespirabile: ma a questo punto, per quello che vale, ci schieriamo senza mezzi termini con loro, perché siamo atterriti, sbigottiti, nauseati dallo spettacolo delle divise immancabilmente spedite a farsi massacrare e possibilmente ammazzare.
Siamo con i “figli dei poveri”, con questi ragazzini cui è impedito di reagire, cui è stato detto di fare da argine coi loro corpi. Siamo con loro perché ci siamo stufati della gogna dagli stessi che fischiettano quando li vedono presi a pietrate, che si dolgono perché non c’è ancora scappato il morto.
Siamo con loro perché sono presi per i fondelli da Ilaria Salis; perché sono odiati dalla sinistra, che però quando servono li convoca, li pretende come atto dovuto, come servi, se ne fa scortare per subito tornare ad insultarli. Siamo con loro perché non è più democrazia, ma l’opposto, quando lungo una superstrada Rieti-Terni succede l’incredibile per il quale nessuno o solo qualche straccio pagherà. Perché non si può morire a 65 anni alla guida di un pullman, trafitto da una lancia di sasso che ti squarcia la trachea nel corso di una guerriglia fra teppisti chiamati ultras così come i sodali di Hamas vengono definiti attivisti.
Tanto è successo non per fatalità ma come capolinea di un lassismo storico, tramandato, per l’incapacità e la mancata volontà di intervenire subito e comunque con la dovuta durezza: poi le chiacchiere sociologiche da bar, giornale o talk show contano zero.
La sinistra ignobile minaccia, insulta e accusa Meloni di vittimismo, e pure nella sua mancanza di ritegno c’è qualcosa di vero; però all’opposto di come lo insinua questa sinistra ed irresponsabile, sta nel lasciar tutto passare, nel non prendere nessun toro per le corna, sta in questo vergognarsi di essere o essere stata destra, non più “legge e ordine” come la intendevano quelli che la votarono e si ritrovano sotto un regime emolliente, alla democristiana, che si affida al dio della provvidenza politica. Invece per questa strada si imbocca l’irreversibilità del caos e, per davvero, l’involuzione autoritaria per rigurgito. Dopo l’assurda morte di un autista, quando quella di un fantaccino in divisa?
Questa destra, se ancora la è, se non si offende a sentirsi definire tale, dovrà capire una buona volta che, per quanto si sottometta, non sarà mai abbastanza; che non verrà mai accettata, del resto accettata da chi? E allora tanto vale muoversi con un minimo di serietà e di coerenza nella sicurezza: tempo da buttare non ce n’è più, si punta al morto in divisa da scaricare tra le gambe della premier.
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Certo non è un’emergenza solo italiana, in Francia una banda di maranza travestiti da Diabolik fa il colpo del secolo in un Louvre follemente permeabile. In Belgio non c’è più il Belgio, in tutti i Paesi dell’Europa occidentale l’Islam violento penetra senza trovare resistenza e si salda col terrorismo a prato basso delle sinistra criminali. Per questo venne fondata l’Unione Europea nello “spirito di Ventotene”, per questo sono stati lasciati sbarcare milioni di clandestini e disperati nel duplice intento: quello, ultraliberistico, di cancellare salari, certezze e garanzie per i lavoratori indigeni e l’altro, neocomunistoide, di fomentare la rivoluzione incontrollata.
Ma qui non si può sentire un Hannoun che fa l’elogio di Hamas e resta dove sta essendo protetto dal blocco piddino-salisiana-grillina. Non si può sentire un ministro dell’Istruzione che per una intera pagina sul Corriere si giustifica dall’accusa di avere revocato la propaganda gender truccata da educazione sessuale nelle scuole: e viene pure preso per i fondelli nella risposta.
Non si può sentire la santificazione per uno scampato, e siamo tutti contenti, famoso, fazioso, ideologizzato, ma l’indifferenza o peggio l’irrisione per un martire di nessuno sgozzato mentre guida un pullman: e sono gli stessi che vanno a denunciare Israele per le torture fantasma, sapendo di essersela cavata a ottimo mercato. No, non si può più continuare così, non è più democrazia questo franare nello sfascio per una miscela micidiale di provocazione da una parte e inconsistenza dall’altra.
Max Del Papa, 20 ottobre 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


