Commenti all'articolo La folle guerra a Milano dei piagnoni statalisti

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Antonio
Antonio
14 Novembre 2019 15:11

milanesi ladri

Andy
Andy
14 Novembre 2019 14:50

Se le esimie “risorse meridionali” non vogliono venire a Milano a mettere a frutto quel poco che hanno imparato sui banchi di scuole del sud, non ci vengano. Nessuno li chiama e nessuno li obbliga. Restino a casa loro o vadano all’estero. Oppure – che è la cosa più sensata da dire – vengano a Milano a dare il proprio contributo, consci che da un lato daranno il loro know how mentre dall’altro usufruiranno di servizi e di un sistema di lavoro che non hanno pagato né creato loro ma che sono stati creati giorno dopo giorno da chi ha creduto in Milano, nel lavoro, nel decoro, nell’onestà e nella serietà. Ossia “merce” che in Meridione è ormai diventata introvabile

Certenotti78
Certenotti78
14 Novembre 2019 13:05

Senza arrivare alla fumosa questione meridionale, io non ho mai creduto alla superiore intraprendenza imprenditoriale dei settentrionali. Hanno sempre avuto innumerevoli vantaggi, e se le aziende erano troppo grandi hanno sempre socializzato le perdite e privatizzato i profitti arricchendosi privatamente. Poi sono arrivati alla decadenza industriale e quindi al faticoso e grigio periodo post (fine anni70).
Per questo, quando era in fase decadente a Milano è stata data importanza e centralismo proprio per contrapporre una città del Nord al potere centralista di Roma.
Dal periodo Craxiano in poi, Milano , perdendo importanza nel periodo post-industriale ha dovuto reinventarsi metropoli e questo è stato fatto con Craxi prima, con le tv di Berlusconi dopo e con la politica del periodo Berlusconi- Bossi. Ora per il Nord è solo discesa, quindi è giusto il ragionamento del Ministro Provenzano, quanto quello del Messaggero, bisogna riportare equilibrio, magari avvantaggiando il Sud con delle infrastrutture create ad hoc, e con vantaggi fiscali per le aziende che delocalizzano in quei territori che in quanto a bellezza surclassano il Nord Italia in lungo e largo.

Gianni
Gianni
14 Novembre 2019 12:46

Io sono anni che lo dico che il Nord Italia ruba e che il residuo fiscale di cui parlano è derivante dai vantaggi dati alle regioni del nord.
Esempio: perchè la Borsa sta a Milano? Non c’entra una beata mazza che si trovi lì e non a Roma.
Altro esempio: perchè EXPO è stato fatto a Milano e non a Napoli o Palermo?
Il ventennio Bossi-Berlusconi ha creato questo disequilibrio e vorrebbero peggiorarlo ancor di più con le autonomie delle regioni.
Quanto ad Atreju, milanese DOC, sembra che neanche si renda conto a quanto pare di quello che racconta…. trasferirsi dal meraviglioso Sud alla inquinata ed insulsa Milano equivale ad un lutto grave. Non immagina nulla di quanto si perda in qualità di vita sociale.