Esteri

La Francia brucia: il video del liceo incendiato a colpi di mortaio

Assalto a un liceo alle porte di Tolosa, barricate e scontri anche a Parigi, Strasburgo e Lione. Lo sciopero generale degenera in una giornata di violenze e devastazioni

Una scuola data alle fiamme, colpi di mortaio contro i vigili del fuoco e locali devastati. È il bilancio della mattinata di violenze al liceo Françoise di Tournefeuille, alle porte di Tolosa, dove un gruppo di una trentina di individui incappucciati ha seminato il caos nel giorno dello sciopero generale che sta paralizzando la Francia. Poco prima delle 8, gli aggressori hanno preso di mira l’istituto con mortai pirotecnici, per poi introdursi nell’edificio e appiccare un incendio nei locali destinati alla gestione della vita scolastica. Una vera e propria incursione, documentata da alcuni video successivamente pubblicati sui social network, persino accompagnati da musica rap. Il risultato è pesantissimo: stanze carbonizzate, materiale informatico distrutto e studenti costretti ad abbandonare la scuola.

Secondo quanto ricostruito dall’emittente francese Tf1, sono stati mobilitati circa sessanta vigili del fuoco, finiti a loro volta nel mirino dei facinorosi durante le operazioni di spegnimento. Gli aggressori hanno continuato a sparare mortai pirotecnici anche contro i soccorritori, rendendo ancora più complicato l’intervento. Fortunatamente non si registrano feriti, grazie alla tempestiva evacuazione degli studenti e del personale. Il rettore dell’accademia di Tolosa, Karim Benmiloud, ha elogiato “il sangue freddo e il coraggio” della dirigente scolastica e dei suoi collaboratori. L’istituto resterà chiuso e i danni sono ingenti. Peraltro, non si tratta del primo episodio di violenza contro questa scuola: durante una precedente mobilitazione, la stessa preside era rimasta ferita da un proiettile ed era stata trasportata in ospedale.

Le immagini arrivate da Tournefeuille rappresentano il volto più inquietante di una giornata di fortissima tensione in Francia. A Parigi, davanti ad alcuni licei bloccati, le forze dell’ordine sono intervenute con cariche e gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Non sono mancati lanci di fuochi d’artificio e barricate realizzate con cassonetti nel cuore della capitale, dove i reparti antisommossa sono stati costretti a intervenire per ripristinare la circolazione. Situazione complicata anche a Strasburgo, dove si sono verificati scontri nei pressi di un istituto scolastico e i pompieri hanno dovuto spegnere un incendio davanti ai cancelli. A Lione, invece, le tensioni hanno accompagnato le manifestazioni fin dalle prime ore della mattina, con almeno sei persone fermate secondo la prefettura del Rodano.

Una nuova giornata di proteste, dunque, dopo tre fine settimana di mobilitazioni contro il carovita e le politiche del governo. Lo sciopero generale, proclamato dalle principali organizzazioni sindacali francesi e sostenuto anche dai movimenti studenteschi e dai Gilet gialli, punta a ottenere aumenti salariali, maggiori investimenti nei servizi pubblici e una tassazione più incisiva sui grandi patrimoni. Le autorità prevedono centinaia di migliaia di manifestanti in tutto il Paese, con oltre 220 iniziative annunciate. Il ministro dell’Interno Laurent Nunez ha disposto il dispiegamento di 70 mila poliziotti e gendarmi, promettendo la massima fermezza contro eventuali violenze. Un apparato di sicurezza imponente, che tuttavia non è bastato a impedire le devastazioni delle prime ore.

Il diritto a manifestare, naturalmente, non è in discussione. Ma quanto accaduto a Tournefeuille non può essere derubricato a una semplice intemperanza di piazza: incendiare una scuola, devastarne i locali e prendere di mira i vigili del fuoco significa oltrepassare qualsiasi limite. Non è protesta sociale, non è dissenso politico e non è una forma di rivendicazione: è violenza, senza giustificazioni e senza attenuanti.

Massimo Balsamo, 5 novembre 2026

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