Esteri

La mattanza di Hamas è appena iniziata

Il gruppo islamista prova a sopravvivere tra la pressione internazionale, la rabbia di Gaza e l’attesa mossa di Israele

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L’esercito israeliano ha riferito che Hamas ha consegnato alla Croce Rossa altri due corpi, come riportato dai media israeliani. Le salme sono in viaggio per essere ricevute dalle Forze di difesa israeliane. Secondo l’Idf, il gruppo terroristico palestinese ha finora restituito nove corpi. Tel Aviv sostiene che, in uno dei casi precedenti, i test del Dna abbiano rivelato che la persona non era un ostaggio. Restano dunque diciannove corpi da recuperare, il che – secondo fonti militari israeliane – significa che Hamas non ha ancora rintracciato circa due terzi degli ostaggi deceduti.

L’esercito israeliano ha reso noto di aver identificato i resti di due ostaggi: Inbar Hayman, artista di graffiti di Haifa nota con lo pseudonimo “Pink”, uccisa a 27 anni durante il festival musicale Nova, e il sergente maggiore Mohammad al-Atrash, soldato beduino di 39 anni caduto in combattimento il 7 ottobre. Un alto consigliere statunitense ha confermato che Hamas intende proseguire con la restituzione dei corpi, come previsto dall’accordo su Gaza. “Continuano a dirci che intendono rispettare l’accordo”, ha dichiarato la fonte. “C’è stata molta delusione e indignazione quando sono stati restituiti solo quattro corpi, mentre avrebbero potuto semplicemente dire ‘stiamo procedendo nella restituzione dei corpi’”, ha aggiunto.

Non sono mancati i momenti di tensione e gli avvertimenti. Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato alla Cnn che valuterà la possibilità di consentire a Israele di riprendere le operazioni militari a Gaza se Hamas non rispetterà i termini dell’intesa. “Le forze israeliane potrebbero tornare in campo non appena lo dirò io. Quello che accadrà con Hamas lo sapremo rapidamente”, ha affermato.

In un comunicato diffuso da Sky News, Hamas ha spiegato che il recupero dei restanti corpi richiede risorse specifiche. “La resistenza ha rispettato l’accordo e ha consegnato tutti i prigionieri ancora in vita e tutti i corpi che è riuscita a raggiungere”, si legge nella nota: “I corpi rimanenti richiedono notevoli sforzi e attrezzature specializzate per essere ricercati e recuperati, e stiamo facendo grandi sforzi”.

Le famiglie di tre ostaggi deceduti sono state informate dall’Idf che le salme dei loro cari si trovavano tra i quattro corpi restituiti martedì sera. Un quarto corpo, invece, apparteneva – secondo l’esercito – a un cittadino palestinese di Gerico, ucciso un anno e mezzo fa nei tunnel sotterranei da miliziani di Hamas. Israele ritiene che il corpo sia stato consegnato per errore.

Il valico di Rafah è rimasto chiuso per il secondo giorno consecutivo, nonostante l’accordo di cessate il fuoco prevedesse la sua riapertura. Le autorità israeliane hanno giustificato la misura accusando Hamas di non aver ancora consegnato tutti i corpi. Secondo il Times of Israel, la riapertura del valico avverrà sotto la supervisione della Missione di assistenza alle frontiere dell’Unione europea e riguarderà sia persone sia veicoli. Israele avrebbe inoltre sospeso alcune misure restrittive contro Hamas, tra cui la riduzione degli aiuti umanitari in ingresso nella Striscia.

E prosegue il dibattito sulle esecuzioni di Hamas. Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen ha condannato le violenze dei terroristi a Gaza contro oppositori e presunti collaboratori. “Condanniamo le esecuzioni di massa compiute da Hamas e documentate a Gaza nei giorni scorsi. Sono crimini efferati che non hanno giustificazione e riflettono l’insistenza di Hamas nel governare attraverso la forza e il terrore” si legge in una nota della presidenza: “Queste violazioni devono essere fermate immediatamente e il ripristino delle legittime istituzioni del popolo palestinese a Gaza è l’unico modo per porre fine allo stato di caos e ricostruire la fiducia nazionale”.

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Dal Comando centrale degli Stati Uniti, l’ammiraglio Brad Cooper ha esortato Hamas a fermare la violenza: ha chiesto “con urgenza ad Hamas di sospendere immediatamente la violenza e gli spari contro civili palestinesi innocenti, sia nelle zone di Gaza che controlla sia in quelle protette dalle Idf dietro la Linea Gialla”. Secondo diversi video diffusi sui social, miliziani di Hamas avrebbero eseguito pubblicamente decine di palestinesi accusati di collaborazionismo. Tra le vittime dei recenti scontri figura anche l’influencer Saleh al-Jafarawi, conosciuto come “Mr Fafo”, ucciso quattro giorni fa a Gaza City durante uno scontro con il clan Dughmush. In giornata, l’Idf ha infine comunicato l’identificazione dei resti di altri tre ostaggi: il sergente Tamir Nimrod, 18 anni, Uriel Baruch, 35 anni, ed Eitan Lev, 53 anni.

La strada per Hamas è in salita. Ora i miliziani stanno provando a riaccreditarsi: hanno lasciato i tunnel sotterranei per tornare alla luce del sole per riprendere il controllo di quella parte della Striscia di Gaza da cui si è ritirato l’esercito israeliano. Alcune zone sono in mano a gruppi armati ostili al movimento e per questo è difficile ipotizzare uno stop alla mattanza. Ma il rebus più grande è legato al sostegno della popolazione, fondamentale per la sua sopravvivenza. Per questo i miliziani stanno provando in ogni modo a convincere i gazawi di essere l’alternativa al caos.

Franco Lodige, 16 ottobre 2025

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