in

La guerra in Ucraina

“La Nato non accetta di dare la Crimea a Putin”: cos’ha detto davvero Stoltenberg

Stoltenberg allontana un accordo tra Mosca e Kiev. Ma chi decide se l’Ucraina deve trattare?

zelensky pace(2)

Dimensioni testo

La Nato non accetterà mai l’annessione illegale della Crimea”. Queste parole, pronunciate dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, hanno provocato un moto d’indignazione in Occidente: come si permette l’Alleanza Atlantica di boicottare una possibile intesa tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin? Russia e Ucraina non sono due Stati sovrani, peraltro esterni alla Nato, liberi di stipulare qualsiasi accordo di pace e di concordare qualsiasi tipo di alterazione dei rispettivi confini? Ci vuole forse la bollinatura della Nato? E allora è vero che gli occidentali stanno facendo di tutto per trascinarci nella terza guerra mondiale?

Ora, mentre le uscite di Stoltenberg certamente non appaiono distensive, va comunque riconosciuto che il numero uno dell’Alleanza non ha esattamente “vietato” all’Ucraina di cedere la Crimea. Bisogna leggere l’intera risposta che il norvegese ha dato a Die Welt, il giornale tedesco che lo ha intervistato e che gli ha chiesto non cosa pensasse dell’eventuale resa di Kiev in Crimea, bensì: “Come si può mettere fine a questa guerra?”. Stoltenberg, in effetti, ha detto: “L’Ucraina deve vincere questa guerra perché sta difendendo il proprio Paese. L’annessione illegale della Crimea non sarà mai accettata dai membri della Nato. Sosterremo l’Ucraina fino a quando il presidente Putin porterà avanti questa guerra”. Fin qui, pare che i critici abbiano ragione: la Nato si mette di traverso e non darà mai la propria bollinatura all’ipotetico negoziato Kiev-Mosca. Subito dopo, tuttavia, Stoltenberg ha aggiunto: “Saranno però il governo e il popolo ucraino a decidere in maniera sovrana su una possibile soluzione di pace”.

Ecco: dunque, non è vero che la Nato impedisce un accordo sulla Crimea. L’Alleanza Atlantica conferma: noi non riconosciamo l’annessione della Crimea alla Russia, che però non sarebbe quella – eventuale – stabilita per tentare di raggiungere oggi un cessate il fuoco, ma è quella avvenuta nel 2014 e che fu suggellata da un referendum contestato da tutti i Paesi occidentali. Semmai, la Nato sottolinea di non avere alcuna autorità per mettere becco su una trattativa tra Ucraina e Federazione Russa. S’intende: nemmeno nel caso in cui Zelensky decidesse davvero di consegnare a Putin quella regione.

In questa guerra, di chiaro e inequivocabile c’è davvero poco. L’unica certezza, è che la fretta è cattiva consigliera: è un rischio gettarsi a capofitto a commentare quello che accade, senza essere nemmeno sicuri di quali siano i fatti. In questo caso, almeno, un testo c’era. La maggior parte dei media italiani, tuttavia, ha compiuto un’operazione di taglia e cuci, dando in effetti l’impressione che Stoltenberg stesse entrando a gamba tesa sull’unico spiraglio di negoziato per far finire il massacro. Le cose non stanno esattamente così: bastava leggere due righe in più…