Commenti all'articolo “La nostra civiltà è a rischio!”, Meluzzi e Cento litigano sui migranti

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Alain#
Alain#
28 Giugno 2019 9:31

Ma Meluzzi dove li vede 10 milioni di nigeriani in Italia? Che cosa si è fumato? Capezzone poi ha cambiato più schieramenti che camicie: un opportunista con la specialità del salto della quaglia….

salvatore
salvatore
28 Giugno 2019 0:06

Leggiamo e rileggiamo con attenzione la testimonianza di un Aricano, onesto e coraggioso, che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente a Roma : ” I trafficanti, quello che fanno, è derubare questi ragazzi. Perché questi ragazzi quando partono, strada facendo, nel nord Africa molti lavorano un po’, qualcuno si mette un po’ di soldi da parte per, quando arriverà in Europa, avere qualcosa in tasca. Ma le barche che prendono, queste barche, non pagano una Lira! Chi ve lo dice mente. Non pagano una Lira! Io sono stato in mezzo a loro, due mesi a parlare con loro: non pagano una Lira per venire! Secondo te è vero che… si dice che le donne, prima di partire, si fanno mettere incinte apposta per facilitare, poi il viaggio, l’accoglimento? Sono vere queste cose? Io quello che so è che molte donne vengono violentate nei Paesi arabi, questo lo so: ho avuto anche filmati che mi hanno fatto vedere i ragazzi. Molte donne vengono violentate strada facendo perché sono deboli. Molte donne muoiono nel deserto. E i ragazzi mi dicono: «Abbiamo così fretta che non è che le seppelliamo. Le mettiamo lì, buttiamo un po’ di sabbia e continuiamo la strada». In Libia sono tenuti come schiavi, in condizioni disumane! Mi chiamano tutti i giorni! Quattro mesi fa un gruppo di… Leggi il resto »

carlottacharlie
carlottacharlie
27 Giugno 2019 21:44

Ussignur, Meluzzi! Come può credere che quel Cento possa capire di civiltà già che il solo vederlo fa intuire da dove proviene?
Questo sinistro è il solito dem-demente.

art3mide
art3mide
27 Giugno 2019 20:57

per loro sfortuna, la grande attenzione sulla Sea wacth manda in giro tante immagini dei presunti profughi così disperati da giustificare lo sfondamento del blocco, ci fa vedere dei ragazzoni muscolosi, con pettorali e addominali che neanche gli atleti hanno!!!!
e li vogliono far passare come gente disperata che fugge da guerre, fame e povertà.

gianfranco benetti longhini
gianfranco benetti longhini
27 Giugno 2019 18:32

MIGRANTI Ascoltando i “talk show”, dalle varie trasmissioni televisive italiane, percepisco che troppi parlano di presunti problemi di cui hanno nessuna, oppure minima, conoscenza di quello concernente la vera situazione. Sono cresciuto e vissuto in Africa per 31 anni, con amici di molte etnie (non razze, essendo una parola errata), e poi 10 anni fra Kuwait e Arabia Saudita. Quindi parlo di esperienze personali. La prima cosa da dire è che moltissimi Afro e Arabi (dottori, ingegneri e gente comune) da me conosciuti, sono persone di tutto rispetto, e spesso meglio di tantissimi nostri Italiani!! Ovunque andavo, richiedevano il visto di lavoro, e per essere trasferito dal Kuwait all’Arabia Saudita, come Direttore Generale di una impresa internazionale, dovetti aspettare 3 mesi per il visto, avendomi chiesto di spedire la mia laurea “originale” all’Ambasciata Saudita a Roma, dove veniva verificata l’autenticità. Anni prima, mio padre venne in Sud Africa per la presentazione/conferimento della mia laurea, ma ai controlli fu bloccato da un ufficiale immigrazione all’aeroporto di Johannesburg per mancanza di visto in suo possesso, che invece era sulla scrivania del suo comandante (volevano che risalisse sull’aereo con cui arrivò). Sono d’accordo con queste procedure per le necessarie verifiche. Spesso parlo con persone dell’Africa che incontro qui in Italia, e potrei descrivere a lungo tutte le conversazioni cordiali avute con loro, ma… Leggi il resto »

Andrea Salvadore
Andrea Salvadore
27 Giugno 2019 17:59

Tra la nostra civiltá, e con questo intendo secoli di sviluppo sociale e legale, e quella dei migranti africani ci sono piú di mille anni di differenza, parlare di multicultualismo é giá sommare un 100 e lode a un zero, e parlare di integrazione poeeo citare ció che succede negli USA dove c’é denaro e isttuzioni, almeno c¡erano dove ci volevano tre generazioni per avere un vero americano. In Francia non é successo e in Belgio neanche ma noi non abbiamo ne il denaro ne le istituzioni per far fronte a questo problema. Il trattato di Dublino si é fatto con l¡ottica ottocentesca quando la Francia e la Svizzera e l’Inghilterra aprivano le porte a una piccolissima minoranza di esiliati politici, questa ottica é oggi stravolta , tutti lo sanno ma non vogliono cambiare niente perché stanno lontani e si nascondono dietro la tipica ipocrisia di una religione che si basa sulla frode dei testi consuderati sacri dagli ebrei.