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“La nostra civiltà è a rischio!”, Meluzzi e Cento litigano sui migranti

A Quarta Repubblica, la vicenda della Sea Watch innesca la polemica: da una parte Daniele Capezzone e Alessandro Meluzzi favorevoli alla linea dura del governo, dall’altra Paolo Cento (Sinistra italiana) e Riccardo Magi (+ Europa) favorevoli allo sbarco dei migranti a bordo della Ong.

Ecco un estratto dalla trasmissione del 24 giugno 2019.

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6 Commenti

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  1. Ma Meluzzi dove li vede 10 milioni di nigeriani in Italia? Che cosa si è fumato? Capezzone poi ha cambiato più schieramenti che camicie: un opportunista con la specialità del salto della quaglia….

  2. Leggiamo e rileggiamo con attenzione la testimonianza di un Aricano, onesto e coraggioso, che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente a Roma :

    ” I trafficanti, quello che fanno, è derubare questi ragazzi. Perché questi ragazzi quando partono, strada facendo, nel nord Africa molti lavorano un po’, qualcuno si mette un po’ di soldi da parte per, quando arriverà in Europa, avere qualcosa in tasca. Ma le barche che prendono, queste barche, non pagano una Lira! Chi ve lo dice mente. Non pagano una Lira! Io sono stato in mezzo a loro, due mesi a parlare con loro: non pagano una Lira per venire!

    Secondo te è vero che… si dice che le donne, prima di partire, si fanno mettere incinte apposta per facilitare, poi il viaggio, l’accoglimento? Sono vere queste cose?

    Io quello che so è che molte donne vengono violentate nei Paesi arabi, questo lo so: ho avuto anche filmati che mi hanno fatto vedere i ragazzi. Molte donne vengono violentate strada facendo perché sono deboli. Molte donne muoiono nel deserto. E i ragazzi mi dicono: «Abbiamo così fretta che non è che le seppelliamo. Le mettiamo lì, buttiamo un po’ di sabbia e continuiamo la strada». In Libia sono tenuti come schiavi, in condizioni disumane! Mi chiamano tutti i giorni! Quattro mesi fa un gruppo di ragazzi mi ha scritto per dirmi: «Guarda, noi ci stiamo preparando a prendere la barca, questi sono i dati dei nostri genitori in Africa occidentale. Se tra qualche giorno non ti contattiamo, contattali per dirgli che siamo morti». Io non ho dormito! Per tutto il giorno. Questa è la realtà! Queste donne vengono violentate dagli arabi in nord Africa. Noi ultimamente abbiamo fatto una campagna su questo dicendo ai Governi arabi (che sono tutti Governi-fantocci al servizio delle multinazionali occidentali): «Se continuate a maltrattare così la nostra gente in Africa occidentale: noi prenderemo provvedimenti con tutti gli arabi che vivono in Africa nera». In Algeria li buttano in mezzo al deserto: «Arrangiatevi per tornare indietro». In Libia fanno la stessa cosa. In tutti i Paesi arabi gli africani vengono trattati peggio degli schiavi! Quando arrivano in Italia hanno un piccolo salario perché, bisogna dire la verità, li mettono nei campi. Sì, qualcuno meglio, qualcuno meno meglio, però riescono a mangiare, hanno il medico che si occupa di loro. Dopodiché entrano in un circuito in cui, alla fine, non avranno un documento “.

    In attesa che qualcuno lo inviti a testimoniare in qualche tramissione tv !

  3. Ussignur, Meluzzi! Come può credere che quel Cento possa capire di civiltà già che il solo vederlo fa intuire da dove proviene?
    Questo sinistro è il solito dem-demente.

  4. per loro sfortuna, la grande attenzione sulla Sea wacth manda in giro tante immagini dei presunti profughi così disperati da giustificare lo sfondamento del blocco, ci fa vedere dei ragazzoni muscolosi, con pettorali e addominali che neanche gli atleti hanno!!!!
    e li vogliono far passare come gente disperata che fugge da guerre, fame e povertà.

  5. MIGRANTI

    Ascoltando i “talk show”, dalle varie trasmissioni televisive italiane, percepisco che troppi parlano di presunti problemi di cui hanno nessuna, oppure minima, conoscenza di quello concernente la vera situazione.

    Sono cresciuto e vissuto in Africa per 31 anni, con amici di molte etnie (non razze, essendo una parola errata), e poi 10 anni fra Kuwait e Arabia Saudita. Quindi parlo di esperienze personali.
    La prima cosa da dire è che moltissimi Afro e Arabi (dottori, ingegneri e gente comune) da me conosciuti, sono persone di tutto rispetto, e spesso meglio di tantissimi nostri Italiani!!

    Ovunque andavo, richiedevano il visto di lavoro, e per essere trasferito dal Kuwait all’Arabia Saudita, come Direttore Generale di una impresa internazionale, dovetti aspettare 3 mesi per il visto, avendomi chiesto di spedire la mia laurea “originale” all’Ambasciata Saudita a Roma, dove veniva verificata l’autenticità. Anni prima, mio padre venne in Sud Africa per la presentazione/conferimento della mia laurea, ma ai controlli fu bloccato da un ufficiale immigrazione all’aeroporto di Johannesburg per mancanza di visto in suo possesso, che invece era sulla scrivania del suo comandante (volevano che risalisse sull’aereo con cui arrivò). Sono d’accordo con queste procedure per le necessarie verifiche.

    Spesso parlo con persone dell’Africa che incontro qui in Italia, e potrei descrivere a lungo tutte le conversazioni cordiali avute con loro, ma credo che le seguenti danno una idea chiara.

    1) Uno che veniva spesso a trovarmi, si spacciava per rifugiato Ruandese. Il suo aspetto fisico non è tipico degli autoctoni di quel paese. Pure, il suo inglese perfetto mi ricordava quello dei Nigeriani. Durante una sua visita gli chiesi da quale città proveniva, e rispose che non ha un nome; allora gli feci vedere una mappa del paese, e lui puntò il dito al Burundi, che confina col Ruanda. Allora gli feci una domanda in una delle lingue usate nel paese e questo lo mise a disagio, e lo stesso alla mia domanda in Francese ….. Uscendo dal mio ufficio, lui ricevette una telefonata sullo smartphone, e lui rispose in perfetto Nigeriano. Da quel giorno non si fece più vedere in questa zona.
    2) Di recente, vidi un africano che aspettava la corriera per ritornare a Cesuna dove alloggiano i “rifugiati”. Lo salutai in inglese, e lui rimase molto sorpreso che parlo perfettamente la lingua. Capii subito che aveva buona educazione, e alla mia domanda, confermò che ha una Laurea in Economia. Entrò subito in simpatia quando gli spiegai di aver vissuto in Africa per 31 anni. Dunque rispose a tutte le mie con onestà. La ragione di venire in Italia (pagando $4800 ai trafficanti) era perché gli fu detto che gli sarebbe stato dato casa e lavoro. Lui venendo dal Biafra, che è lo stato più ricco della Nigeria, mi sembrò strano, e al mio quesito, rispose che lì esiste troppa corruzione, e quando mi misi a ridere, lui fu sorpreso, allora gli spiegai che era arrivato nella “madre” di tutte le corruzioni.

    3) Mesi dopo l’incontro descritto sopra, mi trovavo in un caffè con amici, quando un africano entrò per chiedere l’elemosina. Gli chiesi se parlasse l’inglese, e a risposta positiva lo invitai a sedersi accanto a me e gli offri un cappuccino come stavano bevendo noi. Gli chiesi se era Nigeriano e dal Biafra. Anche lui rimase sorpreso, e gli spiegai che ho amici della zona, e dalle sue fisionomie e modo di parlare mi sembrava che venisse da lì. Il suo aspetto di uno verso i quaranta anni e con comportamento educato, mi confermò che era laureato ingegnere meccanico. Anche lui disse che il problema è la corruzione politica in Nigeria. Pagò $5000 per andare in Canada, e i trafficanti lo ingannarono dicendogli che il viaggio sarebbe via l’Italia e aspettare lì, per 2/3 settimane, per il visto, e lui doveva lasciare i suoi documenti a loro, in modo di fare le pratiche necessarie. Arrivato in Italia, via mezzi dei scafisti, si trovò abbandonato e senza soldi per ritornare nel suo paese.

    4)Il giorno 10/05/2019 ebbi una visita molto sorpresa da un mio ex dipendente che lavorava per me in Arabia Saudita. La ragione della sorpresa, era che non lo vedevo da quando mi ritirai all’inizio Marzo 1990. Lui, Olandese, tenne il mio indirizzo per tutti questi anni, e arrivato in Italia per vacanza, decise di trovarmi. Gli feci vedere la nostra cittadina di Asiago, e fermandoci in piazza mentre spiegavo in lingua Inglese certi dettagli, un Nigeriano, ben vestito, si unì alle mie spiegazioni. Questo parlava correttamente l’Inglese, e dunque gli chiesi da che parte del paese proveniva. Da Lagos, e alla domanda come arrivò e perché lascio il suo paese, la risposta fu la solita. Troppa corruzione, e lui accettò la proposta di venire in Italia con il solito inganno di ricevere casa e lavoro. Un consiglio interessante fattomi da lui …… “Consiglia al Governo Italiano di non dare soldi al loro governo, perché finiranno nelle tasche dei politici …. gli aiuti devono essere controllati dal paese donatore.” Aggiungo che non chiedo più il nome dei Nigeriani con cui parlo, a un effetto di chiusura discorso, pensando che questa informazione sarebbe fornita alle autorità.

    Ho controllato nel dizionario il significato della parola “NAUFRAGO” , e penso che persone che salgono da terra ferma sui gommoni con carburante limitato, e cellulari per chiamare le navi in vicinanza, non rientrano nella classifica di naufrago

    Non SALVIAMO rifugiati, andiamo solo ad accoglierli dove sanno che saranno portati nel nostro paese, SAPENDO che è tutto organizzato.

  6. Tra la nostra civiltá, e con questo intendo secoli di sviluppo sociale e legale, e quella dei migranti africani ci sono piú di mille anni di differenza, parlare di multicultualismo é giá sommare un 100 e lode a un zero, e parlare di integrazione poeeo citare ció che succede negli USA dove c’é denaro e isttuzioni, almeno c¡erano dove ci volevano tre generazioni per avere un vero americano. In Francia non é successo e in Belgio neanche ma noi non abbiamo ne il denaro ne le istituzioni per far fronte a questo problema. Il trattato di Dublino si é fatto con l¡ottica ottocentesca quando la Francia e la Svizzera e l’Inghilterra aprivano le porte a una piccolissima minoranza di esiliati politici, questa ottica é oggi stravolta , tutti lo sanno ma non vogliono cambiare niente perché stanno lontani e si nascondono dietro la tipica ipocrisia di una religione che si basa sulla frode dei testi consuderati sacri dagli ebrei.

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