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La “profezia” di Biden: “La Russia reagirà se la Nato si allarga”

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Fa un po’ sorridere vedere il presidente Usa dire che l’allargamento a Est della Nato potrebbe creare problemi se non fatto coi tempi giusti. Maledetti archivi video. Joe Biden odierno e Joe Biden nel 1997: oggi il Commander in Chief rivendica il diritto dell’Ucraina di chiedere l’ingresso nell’Alleanza Atlantica; ieri era consapevole che strappare troppo rapidamente Estonia, Lettonia e Lituania alla Russia avrebbe potuto provocare l’ira di Mosca.

Il video in questione, ripescato da Newsweek e diventato ormai rivale, ritrae l’allora senatore del Delaware in un accalorato discorso tenuto al Consiglio Atlantico il 18 giugno del 1997. Parole chiare, che oggi i critici verso le mosse Nato gli rinfacciano: “L’ammissione nella Nato gli Stati Baltici – diceva Joe – sarebbe l’unica mossa che rischierebbe di provocare una riposta vigorosa e ostile da parte della Russia e spostare gli equilibri tra Russia e Usa”.

Altri tempi, ovviamente. L’Unione Sovietica era crollata da solo meno di 10 anni, la Russia era in evidente difficoltà e iniziava un debole dialogo tra i due blocchi prima divisi dalla Cortina di Ferro. Biden allora si mostrava cauto, benché deciso e speranzoso, nel promuovere l’allargamento della Nato ad Est. “Credo che con il tempo, il tempo significa nei prossimi anni, risolveremo il problema – diceva Biden – Ma nella misura in cui la Russia si sentirà a proprio agio”. Non con degli strappi.

Alla fine Estonia, Lettonia e Lituania sono entrate nell’Alleanza nel 2004. Solo pochi anni dopo rispetto alla previsione dell’ex senatore del Delaware. Ma c’è chi, come il prof Alessandro Orsini, per questo censurato dalla Luiss, ritiene che il pragmatismo del 1997 sui Paesi Baltici Joe Biden avrebbe dovuto dimostrarlo anche con l’Ucraina. In fondo Putin ha giustificato l’invasione proprio con la scusa di impedire l’ingresso di Kiev nell’Alleanza Atlantica, mossa considerata pericolosa per gli interessi di sicurezza di Mosca. Diciamo, parafrasando Biden, che Putin non si sentiva “a suo agio” con l’allargamento a Est. E infatti la sola ipotesi di vedere Kiev a braccetto con Washington potrebbe averlo convinto a dare il via ad “una risposta vigorosa”.