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“Ti hanno censurato”. Il prof Orsini costretto alla pubblica abiura

Il prof nel mirino della Luiss torna in tv e parla degli errori della Nato nel conflitto aperto da Putin in Ucraina

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Avevamo paventato questo problema circa dieci giorni fa: “Piccoli Putin crescono”, dicevamo. E facevamo riferimento alla censura di Dostoevskij da parte della Bicocca, alla insensata guerra ai direttori d’orchestra russi, così come alla caccia ai “putinisti” messi all’indice come i “no vax” o “no pass” al tempo del coronavirus.

Avevamo visto i primi sintomi di una pazzia collettiva. La follia di un Paese che dice di combattere Putin e poi si dimentica che la differenza tra una democrazia e un regime è la libertà di espressione. Invece di rivendicare le nostre libertà, finiamo con l’assomigliare all’autarchia che arresta e incarcera i dissidenti. Ne volete una prova? Eccola.

Alessandro Orsini, Direttore dell’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale della LUISS, una settimana fa era stato invitato a Piazza Pulita dove ha presentato un suo lucido ragionamento (discutibile, ma argomentato). In sintesi, diceva: se in Ucraina siamo arrivati a questo punto, un po’ di colpe sono anche dell’Ue e della Nato che hanno cercato l’allargamento a Est. L’Università di Confindustria ha subito preso le distanze dal suo prof con una nota che fa a pugni col titolo di “Libera Università Internazionale”, dove si chiedeva a Orsini di “attenersi scrupolosamente al rigore scientifico e all’evidenza storica, senza lasciare spazio a pareri di carattere personale che possano inficiare valore, patrimonio di conoscenza e reputazione dell’intero Ateneo”. In sostanza: stai zitto o incolpa Putin.

Il prof per fortuna in tv ci è tornato eccome. Solo che all’inizio del suo ragionamento, ieri sera, sempre a PiazzaPulita, ha dovuto fare una premessa che grida vendetta. Grida vendetta per lo stato in cui verte la libertà di informazione e di opinione in Italia: uno stato catatonico. In principio fu la messa al bando di filosofi stimati come Cacciari e Agamben, ora è il turno di Orsini. Il quale ha l’unica colpa di non allinearsi al pensiero unico della guerra in Ucraina (giusto o sbagliato che sia). “Parlo a titolo personale – ha detto Orsini in diretta – Non rappresento nessuno, condanno l’invasione della Russia, sto dalla parte degli ucraini. Penso che quando un professore universitario prima di parlare deve fare tutte queste premesse vuol dire che non c’è un bel clima”. Più che altro, mette i brividi.