La repressione iraniana che nessuno racconta

“Abbasso Rouhani”, “Abbasso Khamenei”, “Abbasso il dittatore”, “Non avremo pace finché non riavremo i nostri diritti e la nostra libertà”. Questo è quello che gli iraniani gridano nelle piazze di oltre 95 città in 21 province di tutta la nazione. E chi come noi, e penso di parlare a nome di tutti coloro che pubblicano su questo sito, crede nella libertà in ogni sua forma, non può esimersi dal raccontare tutto ciò che riesce a filtrare la pesante censura degli Ayatollah. Chi davvero crede nei principi fondamentali della democrazia deve in queste ore sentirsi al fianco dei giovani che nelle piazze iraniane rischiano la vita nella speranza di ottenere ciò che da noi, erroneamente, viene dato per scontato.

Quello che fa rabbia in tutto questo è che i media occidentali continuano inesorabilmente a ignorare o a minimizzare quello che sta succedendo in Iran, continuano a raccontare che la rivolta è dovuta solamente all’aumento del prezzo della benzina ignorando volutamente, e a questo punto è lecito anche pensare che a qualcuno faccia comodo, tutto il malessere di una nazione intera. Perché l’Iran di oggi è una grande bomba a orologeria che può saltare da un momento all’altro, e gli iraniani dettero prova di saper fare le rivoluzioni quando costrinsero lo Scià Mohammad Reza Pahlavi a scappare da Teheran con la coda in mezzo alle gambe. Allora seppero fare la rivoluzione ma furono incapaci a gestirla, solo per questo si ritrovarono nel giro di pochi anni, e con molto sangue versato, sotto un tallone d’acciaio della peggiore dittatura possibile, quella religiosa.

“Preti vendicativi, Napoleon cascò, sapete voi perché? Perché non vi scannò. Già due volte cadeste senza cavarne frutto, v’avverto, un terzo fulmine v’annienterà del tutto”. Questo scriveva Pasquino, la statua parlante, durante il tragico periodo della Roma papalina: altri tempi ma sempre di dittatura religiosa si trattava. Basta togliere la parola preti e mettere Ayatollah è quel verso antico diventa magicamente contemporaneo. Negli ultimi anni ci sono state altre rivolte della gente esausta, rivolte soffocate nel sangue dai Pasdaran, i Guardiani della Rivoluzione, gli invasati poliziotti del regime, la speranza è che un terzo fulmine si abbatta su Teheran, ma non sulla meravigliosa città, ma sulle teste di coloro che, come nei tempi bui della storia, tengono schiava la gente per bene in nome di un Dio che non ha dato mai a nessuno il mandato per uccidere o reprimere.

Internet in Iran è sempre stato sotto stretta censura, da giorni però è completamente staccato e questo dato è una delle tante cartine tornasole di una situazione tesa e difficile: non erano mai arrivati a tanto. Tutto questo mentre i leader della dissidenza, rivolgendosi in particolare ai giovani che hanno diritto a vivere la loro vita nella libertà vera e non come il regime decide per loro, stanno esortando il popolo a non cedere. Hanno ribadito che fino a quando il regime corrotto, medievale e non più accettabile nel mondo moderno rimarrà al potere, la povertà, i prezzi elevati, la disoccupazione, la corruzione, la repressione e tutte le discriminazioni che giornalmente vengono imposte al popolo indifeso non cesseranno. Hanno inoltre ricordato la questione mai chiusa del più crudele esempio delle violazioni dei diritti umani, consumato davanti agli occhi di un occidente impotente allora come lo è oggi, quando durante il massacro del 1988 circa 30.000 prigionieri politici furono fucilati senza alcun processo.

Persone torturate e uccise proprio da coloro che poi diventarono i leader dell’attuale regime che, con una faccia tosta da guinness dei primati, continuano a difendere a spada tratta il crimine commesso. Ad oggi nei loro confronti non è stata mai aperta nessuna inchiesta e anche il tribunale dell’Aja, sempre pronto a perseguire i facili bersagli, non ha mai preso posizione su quello che accadde allora e che accade ancora oggi, anche nel momento in cui vi scrivo, nell’ex regno del Pavone. Ma per onore del giusto non possiamo denunciare il regime iraniano senza mettere davanti alle proprie responsabilità chi in questi anni è stato complice dello stesso, come ad esempio l’amministrazione Obama a cominciare dal Presidente e dalla sua segretaria di Stato Hillary Clinton che, aprendo il tavolo di trattativa sul nucleare, tolsero di fatto le sanzioni e spalancarono le porte agli affaristi da tutto il mondo che, fregandosene della situazione, hanno rinforzato un regime che da quasi quaranta anni fa vivere un popolo intero nell’oppressione.

Impossibile dimenticare le fotografie del Ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif sul balcone dell’Hotel a Ginevra che, ridendo come al varietà, faceva vedere ai giornalisti appostati i fogli dell’accordo come fosse stata carta igienica in procinto di essere usata. Non possiamo ignorare che l’Europa, sia come Unione Europea che come singoli Stati, con le due ultime lady Pesc Catherine Margaret Ashton, baronessa Ashton di Uphollandin e Federica Mogherini che, come delle brave Dhimmi sottomesse, sono sempre state più impegnate a trovare il velo da mettersi in testa in tinta con le scarpe e la borsetta che non a capire che le donne iraniane avrebbero fatto di tutto per bruciarli quei veli. Ma alle due Lady Pesc in nome e nell’interesse di qualcuno o di qualcosa che con l’Europa libera e democratica dei Padri Fondatori non ha nulla a che vedere, hanno sempre portato avanti una politica ambigua nella ricerca di tutti i modi possibili per aggirare le sanzioni americane anche prima dell’avvento alla Casa Bianca del premio Nobel per la pace, l’inventore delle primavere, pardon, degli autunni arabi che nel caso dell’Iran, che nazione araba non è, si sono trasformati in Inverni sciiti.

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7 Commenti

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  1. Mi fa piacere che qualcuno ancora interessata al mio paese e il mio popolo,ma mi dispiace il mio secondo paese che amo con tutto il mio cuore (Italia)per interessi economici e politici non parlare di quello che sta succedendo in iran,un paese democratico e libero che non ci sono bastardi ayatollah che ordina di impiccare manifestanti in piazza senza un processo,ho forse anche voi avete paura di loro e per questo che nel giornali e telegiornali non parlano??

  2. Riporto quello che scrisse un giornalista deceduto recentemente ( o.b. ) nel suo ultimo libro : “….. ..quelle zone di mondo che consideriamo la nostra periferia , per cui giornalisticamente ( è il cosidetto la distanza dal luogo dove avviene il fatto come parametro per distinguere ciò che desta interesse da ciò che lascia praticamente indifferenti ) cento morti a Kabul , duecento a Baghadad o un massacro negli ospedali di Aleppo fanno meno o punto notizia ……..” ! Scritto questo mi permetto di aggiungere che il nostro Ministro degli Esteri è l’ex Bibitaro e ho detto tutto.

  3. Se in Iran c’è una feroce dittatura, come in tanti altri paesi del mondo, la soluzione non possono essere le sanzioni americane che ne affamano il popolo nè l’esportazione di democrazia avvenuta già in Iraq Libia e Siria, ma non in Turchia,che pure ha represso duramente il tentato golpe ad esempio, perchè paese NATO. Il popolo fa bene a ribellarsi, ma non credo che gradisca tanto la cura dimagrante imposta dall’America. “Le sanzioni portano alle guerre e le guerre si fanno con le armi di cui si dispone” Enrico Berlinguer intervistato da Oriana Fallaci.

  4. Purtroppo, che cosa ci si deve aspettare da una cosca politica (destra e sinistra differiscono dalle loro grida vuote) che pensa esclusivamente al proprio personale interesse fatto con grandi regalie elargite ad amici e sodali e piccole regalie distribuite ai potenziali loro elettori. Che cosa potrà mai interessare a loro signori della libertà, schiacciata da una tassazione da rapina, o del benessere dei cittadini, paurosamente minacciato da un debito pubblico mostruoso. MENO STATO = PIU’ LIBERTA’ e BENESSERE

  5. *Nessuna* giustificazione per gli psicopatici criminali islamisti che ammazzano la loro stessa gente. Ma nemmeno per la politica criminale degli occidentali in Iran. Credo che Zarif in questo discorso *sulla politica estera* colga decisamente dei punti importanti:

    https://www.asiatimes.com/2019/11/article/irans-only-crime-is-we-decided-not-to-fold/

    Eviterei semplificazioni del tipo “Iran cattivo e illiberale” vs “occidente buono e liberale”.

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