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La repressione iraniana che nessuno racconta - Seconda parte

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Anche la “grande stampa” ha le sue responsabilità ed ha sporcato sia l’etica dell’informazione che il dovere nei confronti dei lettori, ogni volta che ha evitato di affrontare l’argomento Iran o, quando lo ha fatto, lo ha minimizzato. Per non parlare poi della politica internazionale che non ha mai risposto alle richieste di aiuto che arrivano dai giovani iraniani o del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che non si è mai azzardato a riunirsi per discutere un argomento come i diritti umani in Iran neanche fosse un dogma divino da accettare per come è scritto, un dogma che non doveva mai essere discusso. Neppure quando le fotografie di centinaia di impiccati che penzolavano dalle gru facevano il giro del mondo, come se nelle commissioni anziché i più importanti politici internazionali ci fossero state le tre scimmiette che non vedono, non parlano e neanche sentono.

In conclusione, visto che al ridicolo non c’è mai fine, secondo alcune fonti l’Italia e l’Iran stanno lavorando a un incontro tra i rispettivi Ministri degli Esteri, Luigi Di Maio e Mohammad Javad Zarif. Sembrerebbe che il governo italiano, come se non avesse altri problemi interni urgenti e gravi da affrontare, invece di condannare e prendere iniziative contro la repressione in atto voglia invece diventare negoziatore tra Iran e Stati Uniti. Se questo risultasse vero rimarrebbe come una macchia sulla coscienza della nazione intera, una macchia difficile da dimenticare e impossibile da perdonare.

Michael Sfaradi, 21 novembre 2019

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1500 iraniani uccisi dagli ayatollah, ma nessuno ne parla - Michael Sfaradi
29 Dicembre 2019 18:00

[…] Abqaiq, dove veniva gestita la maggior parte del greggio esportato. Di questi due fatti ne diedi notizia sul sito nicolaporro.it. Se i miliardi di dollari sperperati nella ricerca del nucleare fossero stati utilizzati per la […]

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I LIBRI NON SI BRUCIANO | ilblogdibarbara
23 Novembre 2019 6:36

[…] In conclusione, visto che al ridicolo non c’è mai fine, secondo alcune fonti l’Italia e l’Iran stanno lavorando a un incontro tra i rispettivi Ministri degli Esteri, Luigi Di Maio e Mohammad Javad Zarif. Sembrerebbe che il governo italiano, come se non avesse altri problemi interni urgenti e gravi da affrontare, invece di condannare e prendere iniziative contro la repressione in atto voglia invece diventare negoziatore tra Iran e Stati Uniti. Se questo risultasse vero rimarrebbe come una macchia sulla coscienza della nazione intera, una macchia difficile da dimenticare e impossibile da perdonare. (qui) […]

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La repressione iraniana che nessuno racconta - SI.A.MI.CO
22 Novembre 2019 9:42

[…] FONTE: NICOLA PORRO lagunare19582019-11-22T09:42:49+01:0022 Novembre 2019|Diritti umani, Geopolitica, Repressione di stato, Tensioni sociali| […]

Diba
Diba
22 Novembre 2019 8:39

Mi fa piacere che qualcuno ancora interessata al mio paese e il mio popolo,ma mi dispiace il mio secondo paese che amo con tutto il mio cuore (Italia)per interessi economici e politici non parlare di quello che sta succedendo in iran,un paese democratico e libero che non ci sono bastardi ayatollah che ordina di impiccare manifestanti in piazza senza un processo,ho forse anche voi avete paura di loro e per questo che nel giornali e telegiornali non parlano??

ARMANDO TERRAMOCCIA
ARMANDO TERRAMOCCIA
21 Novembre 2019 12:57

Riporto quello che scrisse un giornalista deceduto recentemente ( o.b. ) nel suo ultimo libro : “….. ..quelle zone di mondo che consideriamo la nostra periferia , per cui giornalisticamente ( è il cosidetto la distanza dal luogo dove avviene il fatto come parametro per distinguere ciò che desta interesse da ciò che lascia praticamente indifferenti ) cento morti a Kabul , duecento a Baghadad o un massacro negli ospedali di Aleppo fanno meno o punto notizia ……..” ! Scritto questo mi permetto di aggiungere che il nostro Ministro degli Esteri è l’ex Bibitaro e ho detto tutto.

adl
adl
21 Novembre 2019 12:46

Se in Iran c’è una feroce dittatura, come in tanti altri paesi del mondo, la soluzione non possono essere le sanzioni americane che ne affamano il popolo nè l’esportazione di democrazia avvenuta già in Iraq Libia e Siria, ma non in Turchia,che pure ha represso duramente il tentato golpe ad esempio, perchè paese NATO. Il popolo fa bene a ribellarsi, ma non credo che gradisca tanto la cura dimagrante imposta dall’America. “Le sanzioni portano alle guerre e le guerre si fanno con le armi di cui si dispone” Enrico Berlinguer intervistato da Oriana Fallaci.

fabio
fabio
21 Novembre 2019 12:45

un polpolo quello iraniano con grande potenziale soffocato e represso dalla tirannide.

Antonio
Antonio
21 Novembre 2019 12:41

Purtroppo, che cosa ci si deve aspettare da una cosca politica (destra e sinistra differiscono dalle loro grida vuote) che pensa esclusivamente al proprio personale interesse fatto con grandi regalie elargite ad amici e sodali e piccole regalie distribuite ai potenziali loro elettori. Che cosa potrà mai interessare a loro signori della libertà, schiacciata da una tassazione da rapina, o del benessere dei cittadini, paurosamente minacciato da un debito pubblico mostruoso. MENO STATO = PIU’ LIBERTA’ e BENESSERE