Commenti all'articolo La scuola italiana è ridotta a un diplomificio

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Davide V8
Davide V8
14 Settembre 2020 3:59

Desiderio ministro dell’istruzione.
Ad ogni modo, la scuola di stato non è tanto un diplomificio, quanto un luogo di indottrinamento, che serve per creare i tanti soldatini esecutori, privi di spirito critico, religiosamente devoti all’autorità (statale in primis, ma non solo), su cui lo stato, con le sue balle, prospera.
E funziona benissimo.

Ora, con le regole covidiote, fanno un salto di qualità, “educando” i bambini a vivere in catene ed isolati.

Werner
Werner
13 Settembre 2020 19:34

Il problema non è la scuola statale in sé, ma il fatto che essa sia plasmata dall’ideologia marxista post-sessantottina. Ed è questo il motivo principale per cui è ridotta a diplomificio. Urge una riforma seria della scuola in Italia che metta in cima ai suoi obiettivi il merito e la qualità. L’accesso all’istruzione gratuita degli studenti appartenenti alle famiglie meno abbienti è cosa buona e giusta, perché le opportunità vanno date a tutti. Se uno studente proveniente da famiglia poco abbiente ha talento da vendere ed è un fenomeno nello studio, non va penalizzato per la sua origine sociale, ma sostenuto e premiato. Il problema è che in nome di un egualitarismo stupido ed esasperato, non si fa la giusta selezione tra chi merita e chi non merita, e ci ritroviamo troppi somari che affollano le scuole superiori e le università. Quando io leggo statistiche del tipo “l’Italia ha meno laureati tra i paesi UE”, mi chiedo e allora? Qual’è il dramma? Piuttosto Vivaddio! Il problema semmai è che la maggioranza di questi laureati non avrebbe mai dovuto mettere piede ad una facoltà universitaria. Perché diciamolo apertamente la maggioranza di chi oggi frequenta l’università lo fa solo per avere cucita addosso l’etichetta di “universitario”, per l’Erasmus, e perchè non vuole andare a lavorare. Qui la colpa non è solo dello… Leggi il resto »

Leonida55
Leonida55
13 Settembre 2020 16:38

Da quando la sinistra è entrata nei vari governi è cominciato il caos e la deriva della nazione, in primis l’istruzione. Sessantottini impregnati di ideologia comunista formati negli anni precedenti hanno fatto si di distruggere il tessuto scolastico impregnandolo d iideologie sinistre in tutti i sensi. non per niente il personale scolastico vota nella quasi totalità a sinistra. Convinti di plagiare i giovani ancora non formati, pensavano di vincere le elezioni a man bassa nei decenni successivi. Invece, i giovani di allora diventati adulti, entrati nel mondo del lavoro hanno capito di quanto sono stati ingannati e la percentuale di costoro nelle votazzioni è scesa ben oltre al 50 %. Poche elezioni vinte, governi non sempe eletti e poco ortodossi. la piaga e il conto li stiamo pagando ancora ora.

Daniela
Daniela
13 Settembre 2020 14:29

Quando la scuola era veramente pubblica e statale non era affatto un diplomificio, era selettiva, lo è diventata con l’introduzione dell’autonomia scolastica (anni ‘90), andando ad assomigliare sempre più alla scuola privata.