Politica

La sinistra candidi il daspato Hannoun

Il leader dei palestinesi (che ora tanti fanno finta di non conoscere) non potrà entrare a Milano per un anno

Mohammad Hannoun © sezer ozger tramite Canva.com
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La sinistra mainstream (quella di nicchia lo conosce già molto bene) potrebbe avere un nuovo eroe. Trattasi di Mohammad Hannoun, Presidente dell’associazione Palestinesi in Italia, che oggi ha ricevuto il foglio di via da Milano per un anno.

Il provvedimento del questore deriva dalle parole pronunciate dal leader pro-pal nel corso di una manifestazione tenutasi proprio nel capoluogo lombardo lo scorso 18 ottobre. Durante il suo intervento, Hannoun, secondo il provvedimento di Daspo, ha giustificato la repressione che la resistenza palestinese (dire Hamas pareva brutto…) sta attuando contro i presunti collaborazionisti, invocando una sorta di legge del taglione. Parole inaccettabili che hanno gettato benzina sul fuoco già ardente delle piazze.

Sia chiaro: Hannoun non è un moderato che ha perso la brocca di recente, tutt’altro. Da sempre, ad esempio, il Presidente dell’API giustifica il pogrom del 7 ottobre inquadrandolo in una non meglio precisata azione di resistenza e libertà. Non molto tempo fa, ha fatto i suoi complimenti ai tifosi dell’Ajax per aver picchiato degli innocenti supporter israeliani. Come se non bastasse, il simpatico Mohammad in piazza chiede spesso la cancellazione dello stato di Israele.

Quindi sì, bisogna stupirsi per il provvedimento di ieri. Ma attenzione: non per il provvedimento il sé, bensì per le tempistiche. Perché è arrivato solo oggi? Perché un individuo del genere ha potuto propagare le sue idee elevandosi a leader di piazza degli occidentali che gridano senza avere cognizione di causa cose come “dovevamo liberare la Palestina e la Palestina ha liberato noi”?

Qualche idea, forse, si può avere. Hannoun ha parecchi santi in paradiso, in Italia. Li ha avuti in politica, stringendo rapporti solidi con esponenti del movimento cinque stelle e non solo. Li ha avuti quando gli Usa hanno avvertito che potesse trattarsi di una figura assai vicina ad Hamas, ma tutti gli amici che si era fatto hanno continuato a fischiettare dissimulando e a farsi fotografare con lui come se nulla fosse.

Bisogna capire cosa succederà adesso: verificare se i membri dell’oscuro network di questo signore avranno il coraggio di prendere le distanze, oppure se piomberanno in un imbarazzato silenzio nell’attesa che passi la bufera su di lui per potergli nuovamente stringere la mano. Certamente, però, se anche Albanese ha mostrato sincero imbarazzo quando le è stato fatto notare di aver condiviso in un’occasione il palco con lui ad una conferenza, si può avere contezza del personaggio di cui stiamo parlando.

C’è poi una terza strada, forse più ostica ma che per una parte della sinistra è sempre la più deliziosa: la vittimizzazione. Hannoun potrebbe diventare un santo silenziato dalla lobby sionista. E magari potrebbe anche scapparci una candidatura, nel nome del pluralismo e dell’inclusione.

E all’orizzonte potrebbe anche stagliarsi una sceneggiatura, il cui titolo coniugherebbe alla perfezione i toni da combattente che Hannoun utilizza e l’avversione all’atlantismo dei suoi supporter: “Candidate il soldato Hannoun”.

Franco Lodige, 26 ottobre 2025

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