Si sa: Atreju, la manifestazione promossa dalle giovanili dei partiti di destra, edizione dopo edizione sta raccogliendo consensi sempre più unanimi e sta diventando una piazza pluralista, democratica e libera. Questa verità chiaramente stride con tutto quel (sempre maggiore) segmento di sinistra intollerante che si eleva a democratica e che millanta un rispetto delle altrui idee che in realtà non ha nelle corde. E così, i leader della sinistra radicale (ma anche Schlein e versante del PD pro-Schlein) disertano la manifestazione nonostante gli inviti, le piazze rosse piagnucolano, Landini organizza scioperi: il tutto scientificamente fatto dal salottino della propria comfort zone, senza mai scendere nel campo del dibattito con la controparte.
Poi, oltre a questi schemi “esterni”, c’è un altro cavallo di battaglia della sinistra, un cliché talmente frequente da esser diventato parte integrante della cultura politica del paese: la contestazione giovanile ai convegni e ai dibattiti. Sia chiaro, non necessariamente con il tentativo di silenziare tout-court l’interlocutore (cosa comunque tipica della sinistra, vedasi tutti i giornalisti e politici ostracizzati poiché accusati di essere sionisti), ma anche come più banale azione di disturbo mentre si sta esponendo un tema o si è nel vivo di una boutade dialettica.
Questo è esattamente ciò che è successo giovedì 11 dicembre, durante un panel di Atreju con ospite il ministro dell’Universita Anna Maria Bernini. Mentre il ministro stava intervenendo, un coro di ultras si leva dal pubblico e inizia a criticarla per il semestre filtro per il percorso di laurea in medicina (semestre filtro che fino a qualche tempo fa le associazioni studentesche chiedevano a gran voce, ritenendolo un sistema più funzionale e meritocratico rispetto al test d’ingresso…).
A quel punto Bernini si vede costretta ad interrompere la sua argomentazione e si infiamma, accendendosi in un’invettiva di berlusconiana memoria forse per il contesto fin troppo appassionata, considerato il tenore iniziale delle critiche: “Siete dei poveri comunisti […] avete confermato la vostra inutilità”.
Eppure, dopo qualche minuto, il ministro comprende la situazione e scende dal palco per parlare con i detrattori del suo operato. Proprio qui viene il bello: uno dei critici, il più fumantino, guarda Bernini e le dice “Io sono un normalissimo studente”, prima di ripartire con la solita tiritera.
Ecco, questa frase è importante, poiché simboleggia in maniera incontrovertibile che quel ragazzo non ha legame alcuno con la politica e se è lì a contestare il ministro dell’università non lo fa perché non condivide la sua linea politica, ma più autenticamente in qualità di mero studente deluso per i servizi dell’Università italiana. Insomma, se la critica non arriva da un politico in erba ma da uno studente disinteressato, forse ha più valore, giusto?
Peccato che non è così: non tanto per il ragionamento teorico, quanto per un motivo ben più profano. Infatti, il polemico studente è Leonardo Dimola, membro di UDU e di Sinistra Universitaria. Altro che studentello che ha a cuore la salute dei suoi colleghi: abbiamo un leader dei movimenti giovanili di sinistra che si traveste da aspirante medico lontano dai partiti e che così, sotto traccia, cerca di mandare in caciara un panel politico partecipato da gente a lui invisa.
Chiaramente tutto viene ripreso e il martirio comincia: il video del povero studente filantropo accusato dall’arcigno ministro spopola sui social, e arriva pronta anche la risposta della leader del PD, Elly Schlein. Quest’ultima con dei tempi di reazione in questo caso velocissimi; oh, non viene ad Atreju però pare stia proprio dietro le persiane nell’attesa che accada qualcosa. Qualcosa è accaduto e lei ha tuonato: “Il ministro chieda scusa”. Ma per favore, Elly!
Elly, cara Elly! Fate sempre le solite cose, siete un disco rotto, mandate in fanteria di prima linea dei ragazzini per disturbare dei convegni dove non vi presentate, nonostante gli inviti, perché temete che vi facciano pelo e contropelo. La verità sta tutta qui. La sinistra ormai non costruisce, punta a disturbare. Ecco perché siete e sarete sempre…
Alessandro Bonelli, 13 dicembre 2025
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