Qui al bar siamo troppo scafati per meravigliarci dell’applicazione dei doppi standard. Un’arte nella quale la sinistra da sempre eccelle. Prendete il caso del nuovo premier britannico, Andy Burnham, l’uomo che dovrebbe salvare il Labour dopo il disastro di Keir Starmer. Il primo ministro è appena intervenuto per evitare il rilascio anticipato di criminali, tra i quali c’erano due condannati per la morte di un poliziotto nel 2019.
L’esecutivo si era già impegnato a escludere dal programma di benefici statali per i condannati almeno un migliaio di persone, riconosciute responsabili di reati quali stupri e pedofilia. Ora, noi capiamo bene che il pasticcio è stato provocato dalla politica (buonista) e che ora la politica (quella che s’è messa la maschera del cattivismo) è costretta a sforzarsi di risolverlo. Ma ci domandiamo cosa sarebbe successo se un’analoga contromisura l’avesse presa un governo di destra. Che avrebbero detto, se a entrare a gamba tesa fosse stato, ad esempio, il vituperato Viktor Orban? Avrebbero gridato al regime.
O magari Giorgia Meloni? Che la politica stava interferendo con questioni giudiziarie, che si mettevano a repentaglio le garanzie costituzionali e soprattutto l’indipendenza dei magistrati e dei loro insindacabili giudizi. Sarebbe scoppiato un putiferio. È scoppiato, in effetti, per molto meno, quando il nostro esecutivo le ha provate tutte per facilitare i rimpatri di stranieri delinquenti incalliti, condannati per gli stessi crimini che hanno fatto sobbalzare sulla sedia l’inquilino progressista di Downing Street.
Si vede che solo la sinistra può dare ordini ai magistrati e stabilire chi deve stare e chi non deve stare in carcere. Visto come si comporta Sigfrido Ranucci, sarà mica che questi qua hanno tutti un problemino di ego?
Il Barista, 1º settembre 2026
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