Nuovi aggiornamenti sul dossier Kiev, carte nuovamente rimescolate. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che non intende fornire all’Ucraina missili a lungo raggio, capaci di colpire in profondità il territorio russo. “No, non intendiamo farlo”, ha affermato parlando con i giornalisti fuori dalla Casa Bianca, secondo quanto riportato dalla Cnn.
Tuttavia, durante colloqui con alleati europei, il presidente non aveva escluso la possibilità di autorizzare l’invio di alcune armi offensive all’Ucraina, comprese alcune richieste precedentemente avanzate dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky ma non ancora accolte, secondo fonti citate dall’emittente americana. Trump ha anche respinto alcune ricostruzioni giornalistiche secondo cui avrebbe incoraggiato un attacco ucraino alla Russia. Alla domanda se Zelensky dovesse colpire Mosca, ha risposto: “No, non dovrebbe colpire Mosca”.
Il presidente ha inoltre riferito di aver dato al presidente russo Vladimir Putin un termine di 50 giorni per negoziare un accordo di pace, aggiungendo che, in assenza di un’intesa, potrebbero essere introdotte “tariffe severe” contro la Russia. Queste dichiarazioni seguono un articolo del Financial Times secondo cui, in una recente conversazione telefonica, Trump avrebbe chiesto a Zelensky se fosse possibile attaccare Mosca con armamenti statunitensi. “Alla fine dei 50 giorni, se non avremo un accordo, sarà un vero peccato”, ha affermato Trump, precisando: “Non sto dalla parte di nessuno. Sto dalla parte dell’umanità”. Il presidente ha concluso ribadendo il proprio obiettivo di porre fine al conflitto, affermando: “Voglio interrompere le uccisioni di migliaia di persone ogni settimana”.
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Da Mosca nessuna reazione per il momento. Putin non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche in merito alle recenti affermazioni di Trump. Il Cremlino ha fatto sapere che il leader russo “ha bisogno di tempo per analizzare ciò che è stato detto” dal presidente statunitense. Secondo fonti vicine al Cremlino, citate da Reuters, la posizione del presidente russo sull’Ucraina rimane invariata: non intende ritirarsi, nemmeno in presenza di una minaccia di nuove sanzioni da parte degli Stati Uniti. Tre fonti con accesso ai vertici del potere hanno riferito che Putin intende proseguire il conflitto fino a quando l’Occidente non accetterà le sue condizioni per un accordo di pace. Le sue richieste territoriali, inoltre, potrebbero espandersi in seguito ai recenti progressi militari. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che le forze armate hanno conquistato altri due villaggi nella regione del Donetsk.
Secondo la leadership russa, l’economia e l’apparato militare del Paese sono in grado di sostenere ulteriori pressioni. “La Russia sta già affrontando un numero senza precedenti di sanzioni, ma non ho dubbi che ce la faremo”, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov. Lavrov si è espresso dalla Cina, dove ha concluso una visita diplomatica volta a rafforzare i rapporti con due alleati strategici. A Pyongyang ha incontrato il leader nordcoreano Kim Jong-un, che – secondo fonti russe – ha fornito supporto militare, tra cui truppe impiegate nella regione russa di confine del Kursk. La Corea del Nord avrebbe inoltre promesso l’invio di unità di sminatori per ripulire aree minate. Successivamente, Lavrov ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping a Pechino, dove è stata confermata la volontà di rafforzare il sostegno reciproco tra i due Paesi.
La Cina ha espresso opposizione alle nuove sanzioni annunciate da Trump, che potrebbero includere dazi del 100 per cento contro i partner commerciali della Russia, qualora non si raggiungesse un accordo di pace in Ucraina entro 50 giorni. Con un interscambio commerciale di circa 240 miliardi di dollari, Pechino rappresenta uno dei principali acquirenti di petrolio russo, una delle principali fonti di finanziamento per l’impegno militare russo. Il ministero degli Esteri cinese ha ribadito la contrarietà del Paese a “qualsiasi sanzione unilaterale illegale”, sostenendo che “coercizione e pressioni non portano a risultati”.
Lavrov si è detto fiducioso che i partner della Russia manterranno la loro linea politica indipendente e non interromperanno i rapporti. Ha inoltre escluso che Trump stia cercando una sconfitta della Russia nel conflitto ucraino, attribuendo piuttosto a Nato e Unione Europea la responsabilità di esercitare “una enorme e inappropriata pressione” su Washington per continuare le forniture di armi a Kiev e prolungare così la guerra.
Anche il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha evitato commenti diretti sulle recenti dichiarazioni attribuite a Trump, specificando che Putin interverrà “se e quando lo riterrà necessario”.
Franco Lodige, 16 luglio 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


