Sport

La sonora lezione di Marotta: Saviano sbeffeggiato anche dal dirigente dell’Inter

La sparata dell'autore di Gomorra dopo l'espulsione di Kalulu in Inter-Juve. La risposta dell'ad nerazzurro: partita chiusa

Beppe Marotta e Roberto Saviano Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
Segui nicolaporro.it su Google CLICCA QUI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Tutto nasce da un episodio arbitrale destinato, in tempi normali, a esaurirsi nel ciclo di quarantotto ore al massimo. L’espulsione di Kalulu in Inter-Juventus, il contatto con Bastoni, le proteste, le moviole infinite. Un errore? Forse. Un caso di Stato? Francamente no. Eppure, nel calcio italiano, basta una decisione discutibile per riesumare antichi spettri e tribunali morali.

A trasformare la polemica sportiva in un affare politico-mediatico è stato l’intervento di Roberto Saviano. Dal suo profilo Instagram, lo scrittore ha, come d’abitudine, alzato il tiro: non un commento tecnico, ma un atto d’accusa. Campionati “falsati”, ombre strutturali, responsabilità che ricadrebbero anche e soprattutto sull’amministratore delegato dell’Inter, Beppe Marotta. Il tutto con il consueto tono apocalittico: non è una questione di colori, è il sistema. Non è un fallo, è il Paese.

Poi è arrivata la pronta risposta dell’Ad nerazzurro. E lì la partita si è chiusa definitivamente.

“Io non so neanche chi sia”. Una frase che vale più di mille comunicati. Marotta non ha gridato, non ha insultato, non si è lanciato in invettive. Ha fatto qualcosa di molto più efficace: ha sottratto centralità. Ha ridimensionato. Ha sgonfiato il pallone prima ancora che toccasse terra.

Leggi anche:

Perché è questo il punto. Quando un dirigente di lungo corso sceglie di non riconoscere l’interlocutore, il messaggio è chiaro: l’attacco non merita un duello alla pari. Saviano aveva impostato il confronto su un piano morale, quasi escatologico. Marotta lo ha riportato alla realtà con una battuta che suona come una pacca sulla spalla, una di quelle che, in politica, equivalgono a una cocente umiliazione.

Il paradosso è che lo scrittore che da anni denuncia i meccanismi del potere si è trovato spiazzato dal più classico dei meccanismi del potere: l’irrilevanza strategica. Non la controffensiva, ma l’indifferenza. Non la rissa, ma il sorriso tirato di chi dice: non sei un mio problema.

Saviano ha parlato di sistema, di ombre, di percezioni alterate. Marotta ha parlato di avvocati e di gogna mediatica, difendendo il proprio club e i propri giocatori. Ma, soprattutto, ha fatto capire che non intende trasformare ogni post social in un tribunale morale. In un’epoca in cui basta un’opinione per pretendere un processo pubblico, la scelta di non concedere legittimazione è già una risposta.

C’è anche un elemento satirico involontario nella vicenda. L’intellettuale che accusa il sistema viene liquidato con una frase che lo colloca fuori dal sistema stesso, quasi ai margini. Una scena che ricorda certe dinamiche politiche: da una parte l’indignazione solenne, dall’altra il gelo calcolato di chi, invece di ribattere, decide semplicemente di non concedere alcuno spazio allo scontro.

Alla fine l’episodio arbitrale resta sullo sfondo, quasi irrilevante. Ciò che rimane è l’immagine di un intellettuale che prova a trasformare una decisione di campo in una questione sistemica e di un dirigente che, con poche parole, gli sfila il megafono dalle mani.

E questa, più che una semplice replica, è stata una sonora lezione di realpolitik comunicativa.

Salvatore Di Bartolo, 17 febbraio 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
Ripartenza 2025

17, 18 e 19 Luglio 2026 a Maratea

SEDUTE SATIRICHE

Le ginocchiere della politica - Vignetta del 19/06/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Le ginocchiere della politica

Vignetta del 19/06/2026
L'inferno è pieno di buone intenzioni