Anche l’operazione militare a Gaza, come quella in Ucraina, ha diviso gli animi dei destri e dei cattolici preconciliari. Non pochi dei quali si sono così ritrovati in sintonia coi sinistri, senza che ciò li abbia almeno messi in sospetto. Tutti insieme appassionatamente hanno perciò titolato che Israele ha attaccato la parrocchia cattolica di Gaza. Israele dice essersi trattato di errore, ma ormai è vox clamantis in deserto: i c.d. palestinesi (cioè, radio Hamas) dominano largamente la scena propagandistica e se Putin è “aggressore” Netanyahu è ormai “genocida” tout court.
Aggiungerei che è pure cretino, visto che si è messo a sparare su una chiesa pur sapendo che la propaganda mondiale non aspettava altro per rispondere al fuoco. Chi è del mestiere sa bene che tutti i giornalisti del mondo si abbeverano a poche agenzie, le più delle quali a loro volta pescano da Al-Jazeera. E sa anche che moltissime università occidentali pigliano fiori di quattrini dai ricchissimi regni, emirati, sceiccati e sultanati arabi, per i quali vale l’amara considerazione che a suo tempo Golda Meir fece alla Knesset: “Mosè ci ha condotti nell’unico posto del Medio Oriente dove non c’è il petrolio”.
Ma torniamo ai nostri catto-destri, sul riflesso pavloviano antirusso dei quali abbiamo già scritto. L’altro loro riflesso è quello antigiudaico, religioso, e antisionista, ideologico. Ma, dal momento che anche il sottoscritto fa parte del sodalizio, mi chiedo se, nel caso presente, non si stia facendo come quel tale che si auto-danneggiò pur di fare un dispetto alla moglie. Non ricordiamo più che i terroristi islamici conoscono bene la storia avendola imparata nelle università cristiane? Perché, se no, Osama bin Laden avrebbe attaccato New York un 11 settembre? E perché Hamas avrebbe fatto lo stesso un 7 ottobre con quelli che chiama non a caso “crociati”? Lo sanno, certo, che tra gli ebrei e la croce non è mai corso buon sangue, ma tutto si può dire dei fanatici islamisti tranne che siano stupidi e disinformati.
Ora, un giro in Israele è istruttivo. Io ci sono stato due volte, e per qualche tempo, una come pellegrino e l’altra come invitato dall’istituto culturale italiano. Ho visto cose –per citare il Replicante di Blade Runner- che molti non immaginano. Tel Aviv, capitale amministrativa ma anche una delle capitali mondiali dei GayPride. Ad Haifa c’è, nel centro della città, un enorme e meraviglioso mausoleo tutto illuminato e fiorito, il cui effetto notturno è suggestivo anche a grande distanza. Vi giace il fondatore dei Baha’i, una setta islamica stra-perseguitata nei secoli dai cugini musulmani. Ebbene, tutto questo è possibile nel “laico” Israele, mentre, com’è noto, i monumenti antichi di Palmira sono stati rasi al suolo, così come i Buddha afghani e, in tempi più vicini a noi, i mosaici di Santa Sofia a Costantinopoli, che l’”alleato” Erdogan ha ritrasformato in moschea.
Nella storia cattolica abbiamo un esempio su cui faremmo bene a meditare: il Beato catalano Raimondo Lullo, Ramon Llull (1232-1316). Francescano, fu il primo a creare scuole di arabo e di Corano perché si era reso conto che non si poteva evangelizzare quel che non si conosceva. Per non fare la fine dei cinque Protomartiri mandati dal Poverello a predicare in Marocco e tornati nella bara. Scrisse moltissimo ed accumulò un’erudizione senza pari nel mondo medievale. Ebbene, dopo una vita passata a studiare l’islam, concluse che era tempo sprecato perché con quelli non c’era modo di ragionare. Si presentò allora al Concilio per chiedere l’unificazione di tutti gli ordini militari, Templari, Ospedalieri etc., onde procedere alla Crociata definitiva. Ma l’iniziativa fallì. Morì lapidato in Africa, indovinate da chi. Altri tempi? No, ricordiamoci del discorso di papa Ratzinger a Ratisbona, e dell’accoglienza che ebbe tra i musulmani. In conclusione, se hai a che fare con un “perfido” puoi sempre cercare di essere più furbo di lui. Ma con un fanatico sanguinario non ci sono opzioni.
Rino Cammilleri, 20 luglio 2025
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Immagine generata da AI tramite LeonardoAI


